Giorno: 4 agosto 2012

Mark Doty – At the Gym

In palestra

Questa macchia di sale
segna il punto in cui gli uomini
poggiano la testa,
il dorso sulla panca,

e non sollevano qualcosa
di necessario
ma un peso che stavolta
hanno scelto: più ripetizioni,

più peso, la spinta verso l’alto
che lascia, complessivamente,
la traccia di dove siamo stati:
come impressa sul sudario, in negativo,

stampata sul vinile
su cui spingiamo qualcosa
di irremovibile verso il cielo,
guadagnando un certo potere

almeno sulla carne,
che pungola di desiderio
e terrorizza con la sua fragilità.
E chi può dire chi

sia stato ad aggiungere questo calore al bagliore
del nostro intento, qui dove
ci facciamo artefici di noi stessi:
qualcosa di difficile

da sollevare, distendendo o piegando le braccia,
potere sulla bellezza,
potere su potere.
Anche se c’è qualcosa di più

sensibile, sotto la nostra vanità,
la volontà di diventare oggetti
del desiderio: sudiamo sul telo
il segno della nostra presenza.

Come un alone
lasciato dai vivi.

At the Gym

This salt-stain spot
marks the place where men
lay down their heads,
back to the bench,

and hoist nothing
that need be lifted
but some burden they’ve chosen
this time: more reps,

more weight, the upward shove
of it leaving, collectively,
this sign of where we’ve been:
shroud-stain, negative

flashed onto the vinyl
where we push something
unyielding skyward,
gaining some power

at least over flesh,
which goads with desire,
and terrifies with frailty.
Who could say who’s

added his heat to the nimbus
of our intent, here where
we make ourselves:
something difficult

lifted, pressed or curled,
Power over beauty,
power over power!
Though there’s something more

tender, beneath our vanity,
our will to become objects
of desire: we sweat the mark
of our presence onto the cloth.

Here is some halo
the living made together.

Mark Doty è nato nel 1953 e vive a New York. Di recente ha pubblicato Fire to Fire: New and Selected Poems (HarperCollins, 2008) che ha vinto il National Book Award, School of the Arts (2005), Source (2002) e Sweet Machine (1998). Tra le altre raccolte ricordiamo Atlantis (1995), che ha vinto l’Ambassador Book Award, il Bingham Poetry Prize e il Lambda Literary Award, My Alexandria (1993) che ha vinto il National Book Critics Circle Award e il Britain’s T. S. Eliot Prize, Bethlehem in Broad Daylight (1991) e Turtle, Swan (1987).