Giorno: 31 luglio 2012

TFA: Dove la metto la Croce?

Crocifiggi la casella, compra la vocale e poi insegna (forse)

di Luciano Mazziotta e Marzia Soardi

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Oddio non lo so dov’è il lago Eyre! Era da tempo che aspettavamo questo momento. “E poi finalmente tu”. Trascorsi ben quattro anni di silenzio da parte delle istituzioni su come conseguire l’abilitazione all’insegnamento, il 2012 ci fornisce la risposta, ma la dobbiamo indovinare: la t), la f) o la a)? Tfa, tirocinioformativoattivo.Che neanche i Maya e la Pizia.
Dopo avere finanziato lo Stato e l’istruzione pubblica per venti anni delle nostre vite, dopo diplomi, lauree, perfezionamenti e post-doc, in Italia e all’estero, siamo chiamati a dare prova della nostra idoneità non tanto all’insegnamento, ma alla possibilità di pagare 2600 euro per un corso annuale, che ci “insegni” come insegnare. La trovata, di antiche e nobili origini (l’inventore, delle famigerate Siss fu, più di dieci anni or sono, Luigi Berlinguer), questa volta si scrive Profumo ma si legge Gelmini.
Sappiamo già che questo non ci garantirà di lavorare in alcun modo (più di 5.000 insegnanti di ruolo in esubero verranno probabilmente riconvertiti ad altre mansioni), ma nel ricatto sociale del vuoto cosmico non possiamo che accettare.
E dunque, ci siamo, siamo qua, quasi in mille. Tentiamo una delle possibili prove relative, nel nostro caso, all’ambito umanistico.
Prima della consegna delle buste contenenti i quesiti che dovranno testare la nostra “preparazione”, la commissione proietta per noi un video di istruzioni a cura del MIUR, con musichetta di sottofondo: un misto tra “come indossare un condom” e “come votare alle politiche” che, al nostro quarto tentativo, conosciamo meglio di “Somebody that I used to know” di Gotye.
Finalmente possiamo aprire le buste: 60 domande a risposta multipla si spalancano davanti ai nostri occhi. Un brivido percorre la schiena, “che mi sento vicina all’esser morta”: e ora, dove la metto la croce?
Poche certezze: l’esecuzione di Luigi VXI avviene sicuramente nel 1793 (non nell’89, nel ’92, né nel ‘94) come ci insegna la celebre puntata di Lady Oscar. Oceano Mare è di Baricco: lo abbiamo letto su Repubblica e sul Corriere della sera. A questo punto sarebbe d’obbligo una domanda su Alfonso Luigi Marra, autore de Il labirinto femminile, capolavoro del postmoderno contro lo strategismo sentimentale, e invece no, lo Stato ci sorprende ancora. L’anno di pubblicazione di Forse che sì forse che no di D’Annunzio, l’anno della Charte Octroyée, l’attribuzione di romanzi inesistenti. E poi ancora. Con che cosa NON confina lo Zimbawe, la Nigeria, il Niger, IL MALI!!! Come se avere dato un’occhiata all’Atlante qualche ora prima del concorso potesse garantire competenze nelle discipline geografiche e conoscenza delle problematiche ad esse connesse (flussi migratori, distruzione ambientale, nuove forme di colonialismo ed altre questioni politiche e sociali che riguardano i paesi e le economie del mondo).
Dove la metto la croce?
Fra bestemmie e sensazioni di panico, tra sentimenti di pietas, clementia, odio per chi ha redatto questi test e percezione di umiliazione nei nostri confronti, ci sovvien l’eterno: i sogni di gloria di pagare 2600 euro dopo gli incomprensibili 100 per partecipare a questo Trivial Pursuit per disperati si infrangono una casella dietro l’altra, “facendo attenzione che le x non superino i margini del quadrato nero di Malevic”.
Le ore passano ma dopo venti minuti sappiamo già di non sapere. Così socratici ci hanno allevato. Sarà meglio tentare la sorte, metà fortuna e metà virtù, come insegna Machiavelli. Ma in questo caso non è la virtù ad essere richiesta. Vogliono solo umiliarci o almeno questa è la prima impressione. Fermarci e passeggiare sulle nostre vite. Forse smantellare l’istruzione pubblica, insinuando il dubbio della sua inadeguatezza nella formazione di nuovi insegnanti. E tuttavia, riesce davvero difficile immaginare un disegno politico così raffinato dietro agli ideatori di questa grossolana kermesse.
Il pensiero corre ad avveniristiche e futuristiche immagini: aule tramutate in grandi e luminosi studi televisivi in cui, al mal capitato interrogato di turno, il professore-conduttore rivolge la domanda “Sei sicuro? La accendiamo?”.
Sequestrati per due ore e mezza a riflettere sul nulla, a pentirci della nostra ignoranza, decidiamo alla fine di consegnare. Siamo tentati di scrivere nella scheda anagrafica, in cui vengono richiesti data e luogo di nascita, quattro opzioni. Indovina! Dove la metti la croce?
È finita. Siamo fuori tra colleghi che dibattono sulla correttezza delle risposte: la a) la b) o la d)? Con un gesto inconsulto e compulsivo non possiamo che rispondere: non chiederci la crocetta che squadri da ogni lato l’animo nostro informe.
Non lo so dov’è il lago Eyre.

@Luciano Mazziotta.

@Marzia Soardi è nata a Palermo nel 1974. Laureata in Lettere classiche, nel 2009 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Filologia e Cultura greco-latina, presso l’università degli studi di Palermo, con una tesi dal titolo Le rappresentazioni del femminile nel pensiero aristotelico. Dal gennaio 2011 è Assegnista di ricerca nell’ambito della ricerca “Figure greche della spontaneità: la nozione di automaton come categoria biologica meccanica di casualità nel pensiero greco antico”. Dal 2011 ad oggi ha svolto la sua attività di ricerca tra Palermo e Berlino, collaborando tra l’altro con la Humboldt – Universität zu Berlin nell’ambito del suddetto progetto “Medicine of the Mind, Philosophy of the Body” diretto dal Prof. Philip Van der Eijk.