Giorno: 18 luglio 2012

Solo 1500 n. 55 – Roger Federer

Solo 1500 n. 55: Roger Federer

Non mi metterò a raccontare, di nuovo, l’immensità del talento di Roger Federer; l’ha già fatto David Foster Wallace, nello splendido saggio che è: Roger Federer come esperienza religiosa. Ne riporto qui solo una frase: “La cosa straordinaria di Federer è che è Mozart e i Metallica allo stesso tempo, e l’armonia è squisita”. Voglio, invece, raccontarvi che il giorno della semifinale di Wimbledon (il 6 luglio scorso) tra Djokovic e Federer, ero in ufficio, tenevo aperto il sito ufficiale del torneo per avere gli aggiornamenti in tempo reale. Mi sono ritrovato a gufare Novak, a tirare per i piedi palle break, immaginando la lunghezza dello scambio, scoprendo il punto assegnato dalla pallina gialla che si spostava verso l’alto (punto Novak) o verso il basso (punto Roger). Intanto lavoravo ascoltando i Pearl Jam, avevo deciso – scientificamente – che Roger, come sostegno, avrebbe avuto Vedder e soci. Ho pensato ad alcuni scambi strepitosi, nei quali Novak avrebbe dovuto per forza soccombere. Ho pregato (non so bene chi) che, su una palla break per Roger, Novak commettesse il più stupido dei doppi falli. Qui, però, eravamo oltre il tifo e così quando Roger è volato 3 a 0 al quarto set, ho urlato: “Ce ne stiamo andando”. Roger doveva vincere per continuare a fare la storia, storia che si era, ampiamente, meritato di scrivere. Allora, all’ultimo game (ricordando quel che scrisse DFW), ho immaginato che Djokovic provasse a spedire la palla dall’altra parte del campo, più volte, alla velocità massima e che la palla, dopo il rimbalzo, restasse sospesa – per Roger – una frazione di secondo in più, e che poi ritornasse dall’altra parte, nell’unica maniera in cui Novak Djokovic mai avrebbe potuto immaginare.

Gianni Montieri