Giorno: 13 giugno 2012

Solo 1500 n. 50: Cinquanta

Solo 1500 n. 50: Cinquanta

Cinquanta come la Vespa. Cinquanta (più o meno) è la somma dei versi nelle mie poesie preferite di Raboni. Cinquanta sono i minuti dopo le cinque dei miei vaporetti all’alba. La 50 che, quando la prendevo, faceva capolinea in Cordusio. Cinquanta come il taglio di una banconota che non vale più niente. Cinquanta che è il limite di velocità in territorio urbano. Cinquanta per tutte le volte che diciamo: “mah, saranno una cinquantina” e non ci prendiamo mai. Cinquanta come gli anni che avrebbe compiuto quest’anno DFW. Ciao David. Cinquanta, gli anni che aveva Bolaño quando è morto, fottutamente presto. Cinquanta sono i minuti ideali di durata di un Album come si deve (a meno che tu non ti chiami Waters o Gilmour), fanculo le tracce nascoste. Cinquanta è un numero giusto di testi per formare un libro di poesia, a patto che siano versi molto, molto, belli. Cinquanta multe per lavaggio strade che avrò preso da quindici anni a questa parte. Cinquantamila lire era l’ammontare della mazzetta (mancia) che ogni singola zia sganciava per Natale e parevano miliardi e forse lo erano. Cinquanta, per la Cabala, fa: mezzo quintale; che non mi pare poco per niente. Se raggiungi un numero di cinquanta spettatori a un Reading, ti senti come se avessi riempito San Siro. Cinquanta sono gli argomenti discussi con gli amici della redazione a volte scartati, altre no. Cinquanta per millecinquecento fa settantacinquemila battute, che è quello che abbiamo scritto fin qua.

Gianni Montieri