Giorno: 7 giugno 2012

Alessandra Sartori – Cemento

Cemento

Da anni non vedo uomo, donna, bambino o quadrupede, insieme nel medesimo istante. Mai avrei pensato ci fosse qui attorno così tanta terra a cui badare. Passo ore a guardare la televisione, con uno sguardo di rimpianto. Non ho conosciuto il diavolo, ma ho ricevuto la mail di un bancario e ho sentito la voce multipla di un call center. Non erano male, ma si può fare di più. Vorrei avvicinare qualcuno per proporgli una pozione magica in grado di indurlo alla nostalgia, ma non c’è in giro nessuno e così torno a sdraiarmi sopra il mio tetto di cemento. «Siamo tutti selvaggi qui.» mi dice lo scalcagnato pescatore, ogni volta che lo vado a trovare lungo il fiume. E’ un coraggioso e, per questo, muore di fame. Lavorano tutti da casa, seduti dietro i loro pc. Si affacciano al monitor, guardano il mare e un attimo dopo già sono in cima a una vetta. Le immagini rendono aria, umidità, odori. Non serve uscire di casa. Siamo tutti certificati. Qualsiasi desiderio si appaga con l’avvio di un’applicazione. Ci si innamora in 3D. Si muore senza rimborsi spesa. Ci si riproduce per non soffrire di solitudine. L’ultimo vecchio che ho incontrato, di ogni nuovo dolore, dava la colpa ai cinesi. Anche il mio è un dolore strano e vorrei dare la colpa a qualcuno, ma non c’è nessuno a cui dire qualcosa, non c’è nessuno a cui dichiarare odio e amore. Vivo all’ultimo piano di un palazzo da cui nessuno esce mai. Dormo sul tetto di cemento e ogni sera penso. Stasera mi tolgo la giacca e il cappello, scrivo il mio messaggio con l’ultima penna che ho conservato dentro un cassetto, l’inchiostro è duro. Guardo l’orizzonte una volta ancora, poi prendo la rincorsa e salto. Il vento farà il resto.

Alessandra Sartori