Giorno: 28 aprile 2012

Raffaella Spera – poesie (da riscoprire) (post di Natàlia Castaldi)


Titina Maselli - acquaforte senza titolo

Titina Maselli - acquaforte senza titolo

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da - Il vizio dell'inventario
non coelum debes mutare, sed animum
 Seneca
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1.      Come potrei          dolcemente astratta
dal finestrino  del  treno  capire  mimati  bambini
         pronti a carpire
così pazienti così impauriti    vengono a cercarmi
con calore di cagna    (che inutile collage!)
me futile  vanesia  snidata  sniffata  datata
mi risalgo lentamente
        attentamente       cupamuta
sul ponte  di  Angkor   Vat   intrappolata
tra le scaglie di drago / maschere spezzate / alberi furiosi
/ strabici templi / la dea millemanimillecuori    mi
rutta in faccia contumelie / serpenti dalle code di pietra /
le  lingue  si  alzano  respirano  nascosto /
                                 POICHÉ
qui l'amore è libero
né reggiseni né giarrettiere
                        (donne scaltre come l'ultima
                            Thulin)
uggiosamente spalancate, poppe al vento
senza alcuna pretesa di narrazione-statistica-critica
schivano tutte le...
                      e  tu?
in  una s olida  norma  di  deliri falliti
gli  occhi  sigillati (fili delle ciglia nelle orecchie)
(dita arrampicate ai peli della dea)
(sbiancato)  (pseudovermizzato)
imbambolato  con  la  faccina  di  topo
                                         tu..-
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2.   ...deserto senza un pugno di erba
materie     prigionie    croste
inutilidisinquietanti         (allucinanti) spessori
rumori  in  una  stanza
fasciata  di  stracci  e  di  sughero
           il giardino è un fascio di ortiche
rimbalzano piume
schizzano insetti
le serrature sempre più piccole
la sabbia gonfia come cenere:
in questa muta direzione di ombre/dove
non diventa buio  /  la duna non riempie le braccia
                                     je suis malade
                                     je vais mourir
fuori del cancello astronomie segnate a carbone
          in uno schermo                            gigante
                                                   beffarda
                                              incontenibile
                                                   violenta
con futuro fibrillare
insidiosamente  squarcia  le  gomme
scardina  il  pipe  line
cancella  le  piste
sventra  cammelli  assetati
lacera  veli  neri
                  ahimè! mancanza assoluta di pietas!
nonostante tutto...
la storia è lunga    più lunga   ...grido:
incomprensibile  per  me  e  per  voi...
«me  ne  frego -- rispondi impassibile -- un  amico  giusto
è il solo privilegio».

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3.         fu così:
strati  e  strati  di  meduse
                              affastellate
                              allacciate
                              intrecciate
                              spezzate
                              spaccate
infinite forme    lunari  /  violacee  /  con punte ingigantite
rimpicciolite  /  trasparenti cristalli  /  mobili come ragni  /
tonde come sfere  /  impazzite  sull'alta  marea  (unica rete)
tra un caldo odore di acqua malsana
                                       arcuata in lontananza
                               turchinasupina e
                               NOI le vedemmo
cosa devo fare, domandavo  -- avrei voluto sapere --
dai, Inge mi rispondeva, prendi gli strumenti, non mollare,
afferrala                    MA SFUGGE
MA? -- cosa? nerofumo  biancopanna  rosapelle  cellulosa  opaca
orizzontale verticale longitudinale trasversale     -- trastul-
     lati, ora:
appena stringi ti schizza umore lattiginoso        e sei finito
                                      finito all'infinito.
C'è  solo  un'attesa
            suicida.
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4.    certo, tutto questo è poco serio:
oscenamente seduti tra le rose di Sana'a'
(il mio atroce accento inglese sfrangiato
da una certa molesta tenacia)
                              senza desiderio
                              senza curiosità
                              senza allusioni
I should like  ---    should  you  like?
non  risponde  ---    perché  non  risponde?       BAH!!!
Faccia a faccia coinvolti:   siete miei ospiti  /   magnifica
quell'aria da farfalla notturna   /   lo champagne
dov'è lo champagne?   /   uno  scorpione  nella  bottiglia?   / 
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
voci  esaltate  articolazioni   rarefatte
ci  pisciamo  addosso  tra  sogghigni  aux  lilas
barbe  impudiche  di  trentenni  prodigio
sfrontatezza  abile  di  femmine rigonfie
feticcio  obbligato  (danza   cammina   sorride)
                                              E
ad  un  tratto,  con  un  pugno  secco,  accidenti,
butti  giù  la  finestra  di  vetri  colorati
(tutta  passione      passione)
spappolata  così,  per  intero
           serata  maligna,  mentre
slab    slab...   porcomondovagabondo...
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Roma, 1980

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di Raffaella Spera ho poche notizie oltre a quelle riportate in calce all’antologia “poesia italiana oggi”, a cura di Mario Lunetta, per la Newton Compton Editori, 1981.

Lo stesso problema circa l’irrintracciabilità di notizie e testi della Spera se l’era posto nel 2007 Stefano Guglielmin, che aveva già postato su blanc de te nuque le prime due parti de “il vizio dell’inventario”, sempre tratte dall’antologia curata da Lunetta.

Di certo sappiamo che è nata a Potenza ed ha vissuto per lungo tempo in Medio, Estremo Oriente ed Africa, per poi stabilirsi definitivamente a Roma dove ha codiretto la galleria Artanciel in via Margutta; la casa editrice Rossi & Spera; una collana di poesia per Carte Segrete.

Ha pubblicato diverse raccolte poetiche, tra cui ricordiamo:

Segni Minimi – Nuovedizioni Vallecchi 1975

Differenziato – Ed. Lacaita 1977

Zentrum – Ed. Carte Segrete 1979 – con incisioni all’acquaforte di Titina Maselli

E nel 2008 un romanzo, “Deserti” per la Manni Editore, con la prefazione di Mario Lunetta.

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Chiunque vorrà fornire ulteriori notizie sulla Spera, farà cosa gradita e utile alla poesia. (grazie)

nc

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p.s.: per Mario Lunetta si consiglia la lettura da “le reti di dedalus”