Giorno: 5 aprile 2012

Gianni Montieri da (sud) in caso di morte – inediti

 

parigi 2010 - foto gmIII

Ai funerali di mio nonno non ho pianto
e tutti a chiedersi : ma come lui non soffre?
Domanda lecita, pare fossi il nipote preferito
da noi se non piangi, non urli, non ostenti
vuol dire che non t’importa

ora vivo al nord, il dolore qui è privato
la sua mancanza che non racconto
che non dichiaro.

VI

Del mare ricordo una finestra
vernice scrostata sulle imposte
stranieri fermi ai rondò
in attesa di carico
per lavori da mezza giornata

dietro il mare: la statale
lunga fino al Lazio
macchine con brava gente in coda
per le ragazzine, per scopare

il lungomare una sterpaglia
baracche, case mai finite
cartelli divelti e zanzare
prima di un lido, un morto ammazzato

ricordo questo del mio mare
e altro ancora

io e mia sorella ridevamo sempre
come fanno i bambini al mare
per noi contava soltanto l’ora
in cui entrare in acqua
qualunque fosse il suo colore

non ho mai visto gabbiani sul mio mare
qualche volta aquiloni colorati.

X

Inchiodati su panchine malandate
ridevamo forte
per scacciare chissà cosa
qualche sfottò al più timido
tacere di noi, appuntamenti
mancati di un soffio
un futuro rimasto incastrato
sul biliardo, fra la palla otto
e la buca ad angolo.

XI

O tutte le volte che hanno ammazzato
(chi sorridendo, chi tradendo) mio padre
non capivamo un mondo che veniva giù
sabbia sotto l’onda
smettevamo di parlare per rispetto:
paura che una parola detta male
ferisse chi moriva. Rinunciavamo.

XIV

Le zitelle, soprattutto, le vestivano
le sete del corredo, i pizzi ricamati a mano
venivano sepolte in ogni caso
le trecce lunghe mai sciolte
alcune storie raccontate in tempo
altre mai sbocciate intorno al cuore
fiori costretti dentro un vaso. Secchi.

XVII

C’era poi un disegno del morire
sui volti degli uomini seduti
davanti ai bar a guardare
passare, sollevare l’occhio
indicare all’altro e criticare
stando fermi, non cambiando
(che fosse scopa o tressette)
mai la maniera di giocare.

XXI

Ricordo d’aver visto in cucine
piccole e male illuminate
preparare e poi servire
cene sempre uguali
la zuppa di fagioli come in guerra
e guerra era quel rumore
di due donne a masticare
quel silenzio da bombardamento

XXII

Per esempio mia nonna
era il punto più distante
dalla morte. Nonna era il bianco
quella che restava in piedi
sulle macerie, tra le briciole
(sempre poche) da spartire.
Lei era di un altro Sud
sorrideva, non moriva.

Gianni Montieri