Giorno: 2 aprile 2012

Poesie di Sergio Costa

Poesie di Sergio Costa



*


Usciva dal nero come da dietro una quinta
l’invasato, rotolandosi in terra, ridendo
mezzo nudo come un cristo, mezzo
scemo, accartocciato il cretino, dopo avere
schiantato il bolide nella fratta.


*


La gelatina aveva prodotto una crosta
come un velo opaca, leggera.
Eppure là sotto, nel vasetto
il marmocchio vedeva
affacciarsi i continenti di un mondo
subumano e misterioso
cangiante, sconvolto
dalla violenza del sisma.


*


In quella pace il corpo si sfaldava
bruciava come un masso lanciato
nella tersa atmosfera,
la consunzione avveniva nell’aria
con esplosioni di piaghe, muffe,
mortifere esalazioni gassose.


*


Nutre un ingenuo senso dell’orrido
l’adolescente, e del patetico, investendo
in questa sua sciancata, sbilenca propensione
un’energia poderosa, risorse
monetarie, cognitive, eclissamenti.


*


Quella sua nuova fissazione lo aveva assorbito
come un vortice smembrandolo.
Si parlava di lavoro immigrazione
fiducia, capitale sociale, la voce
gli sgorgava all’esterno elettrizzata
atona, mentre in tv
i mezzibusti fornivano schemi
applicazioni, teorie
verosimili, infondate.


*


Come non ricordare quel folle
buono a nulla del prozio, gran parlatore
inventore di storie, e la volta che saltò
euforico da non crederci
col suo peso massimo
su di un albero di mandorlo.
Di fronte allo stupore dei presenti
almanaccò, pontificò
allegro e insensato
per una buona mezz’ora.


*


La ragazza ha occhi di un verde
scuro come una macchia,
lì ci si inoltra dentro una notte
fitta di echi, ci si perde
seguendo la vita minima delle foglie
lo scricchiolìo rassicurante
dei passi, con certezza sapendo
di essere accolti.




Sergio Costa, 1984, studia teorie della comunicazione a Palermo. Suoi testi sono apparsi sull’Almanacco dello Specchio 2008, Poeti e Poesia n.21 e TuttoLibri de LaStampa.