Giorno: 15 marzo 2012

Charles Simić – Paradise Motel

Paradise Motel

Millions were dead; everybody was innocent.
I stayed in my room. The President
Spoke of war as of a magic love potion.
My eyes were opened in astonishment.
In a mirror my face appeared to me
Like a twice-canceled postage stamp.

I lived well, but life was awful.
There were so many soldiers that day,
So many refugees crowding the roads.
Naturally, they all vanished
With a touch of the hand.
History licked the corners of its bloody mouth.

On the pay channel, a man and a woman
Were trading hungry kisses and tearing off
Each other’s clothes while I looked on
With the sound off and the room dark
Except for the screen where the color
Had too much red in it, too much pink.

Motel Paradise

Milioni di morti; tutti innocenti.
Io sono rimasto nella mia camera. Il Presidente
parlava della guerra come di un siero d’amore.
I miei occhi erano aperti per lo stupore.
Il mio volto allo specchio sembrava
un francobollo timbrato due volte.

Ho vissuto bene ma la vita era orribile.
C’erano così tanti soldati quel giorno,
così tanti i profughi che affollavano le strade.
E, naturalmente, sparirono tutti
al tocco di una mano.
La storia si leccava il sangue dagli angoli della bocca.

Sul canale a pagamento, un uomo e una donna
si scambiavano baci voraci e si strappavano
l’uno i vestiti dell’altro mentre io stavo a guardare
senza volume e la camera al buio
a parte lo schermo che aveva un colore
troppo carico di rosso, troppo rosa.

Traduzione di Giovanni Catalano.