Giorno: 7 marzo 2012

Solo 1500 Special large version : Poetarum Hospital

Solo 1500 Special large version : Poetarum Hospital

Il solito bianco asettico da sala operatoria, un giorno uguale agli altri a Poetarum Hospital. La programmazione degli interventi è stata organizzata per tempo dallo staff. Lunedì  5 marzo: FM,  complicata chirurgia su testi editi e inediti: perfettamente riuscita. Il tavolo operatorio in formato A4 e l’ambiente informatico sono stati debitamente disinfettati. Il giorno prima inediti di PGV, intervento a cuore aperto, a sorpresa. A cose fatte tutto lo staff sprizzava felicità da tutti i pori, da tutti i versi. E cento, mille altri interventi riusciti. Anime salve. Certo si commettono errori che la passione e il lavoro serio non riescono ad evitare, ma in buona fede. Sappiamo quello che facciamo a Poetarum Hospital. La nostra specializzazione è la “Diffusione capillare del verso attraverso il web”. Lavoriamo on-line 24 ore su 24. Se l’intervento riesce, l’endecasillabo finale, il settenario ricucito, il sonetto salvo, l’ossimoro polmonare, il distico renale, il poemetto a cuore aperto, resteranno ai pazienti anche in  modalità offline. Il buon esito dell’intervento sta nel ricordo che la parola scritta, la parola fatta salva, lascia nel paziente. Anime salve. Teste pensanti. Lo staff sceglie individualmente e liberamente chi, quando e come operare, la priorità è la libertà di scelta. La priorità è la varietà. A ogni nome dello staff corrisponde una faccia, a ogni faccia qualcuno che conosce il valore di ciò che fa, a ogni valore una poesia, a ogni poesia un’idea di mondo. I componenti dello staff anche fuori da Poetarum Hospital si occupano del tempo poetico, parlano in pubblico, organizzano letture informative, sorridono, si preparano, studiano: perché non ci si improvvisa. Nessuno dello staff andrà mai su un palco, davanti a un pubblico, a minacciare una malattia. A promettere una cura. Lo staff lavora gratis, lo fa per futili motivi. Capita di vedere uno dello staff girare con in tasca un libro di Majakovskj, senza vergogna. Un altro parlare (pericolosamente) di Penna e Ripellino davanti a un caffè. Una che, come se niente fosse, scrive poesie sui teatri di guerra. Due che traducono, portando da paesi stranieri cure pericolose e poco sperimentate. Tutti sanno ridere. Ad esempio stamattina mi è parso di sentirli ridere dopo aver guardato un video su youtube. No, no, il contenuto non ha importanza, vabbè c’era uno che leggeva un testo neurologicamente (dovremo seguirlo) delirante e che, si intuiva, di lì a poco avrebbe invaso la Polonia. Di nuovo? Vabbè il neurologo lo convincerà che non è il caso. Insomma si rideva, quando è sembrato di sentire, in sottofondo, una voce appena fuori dal video, la voce era chiaramente quella di Virgilio (Virgilio? Sì, lui) che sussurrava a Dante (Dante, Dante) : non guardare passa oltre. E Dante: ma oltre dove? Io in Polonia non ci voglio andare, fa freddo. E Virglio: Dante! Passa oltre nel senso di lasciar perdere, non vale le tue orecchie un tale scempio, non merita i tuoi occhi un tale buio. E Dante: Oh, mio Virgilio tu mi calmi, tu mi guidi, posso porgerti una domanda? E Virgilio: Dimmi, sommo Dante. E Dante: possiamo guardare i Muppets?

The melting poets

Solo 1500 n. 37 – Quella che somiglia a mia nonna

Solo 1500 n. 37 – Quella che somiglia a mia nonna

La signora – zingara – vecchia che somiglia a mia nonna, sta (di nuovo) sulla scala della metropolitana, all’uscita della fermata Duomo lato portici – via Silvio Pellico, che poi è la mia uscita. La signora – zingara –vecchia che somiglia a mia nonna ha un sorriso che non potete nemmeno immaginare per quanto è bello. Lei forse lo immagina che somiglia a mia nonna e mi fa un sorriso che è della stessa dolcezza. Quel sorriso me lo fa prima che io le lasci la moneta, anche quando non le lascio nulla. Certe volte le tocco la spalla. Lei si volta e dall’alto in basso, da sotto al foulard mi dice: Buona giornata. Quelle volte lì mi sento meglio. Finisco di salir la scala mi volto verso il Duomo (che di primo mattino è sempre bello) e mi dico che quella davvero sarà una buona giornata. Certe volte le porto una brioche, il cappuccino è più complicato perché i bar la fanno sempre lunga, che non hanno i bicchieri adatti, allora una volta le ho portato il caffè di Mc Donalds. Chiaro, io non lo berrei mai, ma il bicchiere è comodo e lei la similnonna è stata contenta. Ogni tanto sparisce per settimane e questa cosa mi confonde un po’, perché penso che non tornerà. Fino a oggi è sempre tornata, però. Siccome questa cosa che ogni tanto se ne va mi mette ansia, una mattina glielo ho chiesto, non subito, ci ho pensato un po’ di giorni, perché pensavo che fossero fatti suoi, poi due giorni fa mi sono fatto coraggio e le ho detto: “Mi scusi signora ma lei quando sparisce, ogni tanto, dove va?” e lei mi ha risposto: “Ogni tanto sono stanca”.

Gianni Montieri