Giorno: 1 marzo 2012

Se lui fosse un angelo…

Il primo ricordo che ho di Lucio Dalla, prima ancora di sapere che lui era quello basso e peloso della copertina di Banana Republic o prima ancora di sapere che alcune sue canzoni le aveva scritte insieme al poeta Roberto Roversi, è un’intervista rilasciata agli inizi degli anni ottanta.

Il giornalista parlava di lui come di un genio, di un artista generoso che aveva aiutato molti suoi colleghi (su due piedi, oggi, mi vengono in mente Luca Carboni e Samuele Bersani, senza considerare le rinascite artistiche di Gianni Morandi e di Francesco De Gregori). Gli chiedeva di raccontare della fatica fatta per imporsi come cantante, sette anni di fischi e pomodori, di ruoli cinematografici e di canzoni scritte per altri, prima di arrivare a Sanremo con “4/3/1943“, canzone (in parte censurata) che l’avrebbe lanciato nell’olimpo del cantautorato.

Ricordo perfettamente che in quell’occasione Lucio Dalla parlò di uno dei suoi brani, uno di quelli ai quali sono più legato: Anna e Marco.

Disse che la canzone parlava di un poeta bolognese e di sua sorella, due cari amici, visti dalla sua prospettiva. Quel suo modo di osservare la realtà che gli stava intorno, rendendola migliore di quella che è, di raccontarla con il filtro di una sensibilità poco comune che gli permetteva di essere più avanti rispetto ad altri autori della sua generazione.

Negli anni novanta, parte di questa magia è andata persa, anche se sul finire del duemila in parte sembrava essersi risvegliata in qualche traccia del disco “Angoli nel cielo”.

E a proposito di cielo, ora che è morto già me lo immagino, alto biondo e invisibilezingaro libero, seduto fumando una marlboro, al dolce fresco delle siepi…


Premio Nazionale Opera Edita – Rosa d’Eventi – Isola di Ustica 2012 (post di Natàlia Castaldi)

Premio Nazionale Opera Edita

Rosa d’Eventi

Isola di Ustica 2012

Organizzato da

Associazione culturale “La Rosa d’Eventi Ustica”

 Associazione culturale Teke

 Libreria Libra

Associazione culturale PoEtica

con il Patrocinio del

Comune di Ustica

Premio articolato in tre sezioni per Opera edita

Sezione  Comics

Sezione Narrativa

Sezione Poesia

Presidenti di giuria
Lele Crognale, Monica Maggi, Viviana Scarinci


shapeshifter-blue

PREMIO ASSOCIAZIONE TEKE
COMICS EDITO 2012

giuria

Veronica Boin, Lele Crognale, Cristina Masoni (Neko)

Al Premio si concorre con un comics edito, pubblicato tra il 2010 e il 2011. Inviare a TEKE EDITORI, Via Pietro della Valle 2, 00193 Roma

5762324799_d514c92577_m[1]

PREMIO LIBRERIA LIBRA
NARRATIVA EDITA 2012

Al Premio si concorre con un’opera di narrativa di autori italiani e stranieri edita in Italia tra il 2010 e il 2011. Inviare a Libreria Libra, Via San Michele 63, 00067 Morlupo RM

poetica

PREMIO ASSOCIAZIONE PoETICA
OPERA EDITA DI POESIA 2012

giuria

Arnaldo Ederle, Antonella Pizzo, Viviana Scarinci

Il riconoscimento verrà assegnato dalla giuria a un testo di poesia edito in Italia tra gli anni 2010-2011. Gli autori che invieranno la loro opera oltre a partecipare al Premio parteciperanno alla costituzione del Fondo Librario Nazionale di Poesia contemporanea che l’Associazione PoEtica sta raccogliendo come sua finalità statutaria. La scelta della giuria verrà giustificata da un’ampia riflessione critica sul testo. Inviare specificando la sezione a Associazione PoEtica, Via San Michele 63, 00067 Morlupo RM

COME SPEDIRE LE OPERE AL PREMIO

Spedizione per posta tradizionale, fa fede il timbro postale. Le opere vanno inviate entro il 31 marzo 2012 in tre copie, all’indirizzo della sezione a cui si intende partecipare. Nell’invio dovrà essere indicato il recapito, la nota biobibliografica, l’indirizzo e-mail e il telefono dell’autore.

CERIMONIE E PREMIAZIONI

La premiazione avverrà nel corso di un evento multimediale che si svolgerà nell’ambito di due serate. La prima il 22 Giugno a Roma presso il “Giardino Parioli” Via Antonio Bertoloni 3/b in cui la Giuria del Premio proclamerà il vincitore di ciascuna sezione, la seconda il 4 Agosto nell’Isola di Ustica- Palermo, organizzata dall’Associazione “La Rosa d’Eventi – Yacht & Fishing Club” presso la propria location, dedicata alle vincitrici opere  e ai loro autori. I vincitori e un loro accompagnatore, riceveranno in omaggio il viaggio  Roma-Ustica a.r., dall’Associazione Culturale TEKE, ed il pernottamento nei giorni 3 e 4 agosto, offerti dalle strutture alberghiere locali, sponsor della manifestazione.

L’evento coinvolgerà musicisti, scrittori, poeti, giornalisti esponenti di siti web e riviste specializzate.

 L’esito del concorso sarà reso pubblico solo nell’ambito della sera del 22 giugno e successivamente in tutti i siti degli organizzatori.

 Segreteria organizzativa del Premio: Libra PoEtica – Via San Michele, 63, Morlupo (RM)  – tel. 06 9071120

 Sito ufficiale della manifestazione: premiorosadeventi.wordpress.com

Roberto Saporito – A modo suo (racconto inedito)

“Abbiamo bisogno di sapere cose che gli altri non sanno.

E’ quello che nessuno sa di te che ti permette di conoscerti.”

[Don DeLillo]

***

Il ricordo di un dolore. Proprio qui, sulla tempia sinistra. Solo un ricordo.

Lui è morto, è così. Sì, è morto: e con lui sono morta anch’io? Oggi sono morta, ma nessuno si è preso il disturbo di avvertirmi?

Forse ero già morta da tempo, ma neppure io sono riuscita ad accorgermene. O forse, più semplicemente, me ne sono accorta ma ho fatto finta di niente. Come al solito.

Comunque lui è morto, questa è una certezza, l’unica, e io non riesco a versare neanche una lacrima. Niente. E dire che lo amavo. O quanto meno a me sembrava di amarlo. Certamente lui mi amava. A me piace pensarlo comunque.

Ma perché è morto proprio a Natale? Nessuno dovrebbe morire a Natale, dovrebbe essere…che so, vietato, o qualcosa del genere.

“Lei conosceva Simone?” mi chiede un ragazzo con i capelli tagliati a spazzola e un vestito blu a doppio petto e una cravatta nera e un cappotto blu come la giacca.

Mi fissa negli occhi, poi sposta lo sguardo sulle mie gambe, poi sul mio seno, che è sempre la prima cosa che di solito tutti vedono, e piano lo rialza fino ai miei occhi.

“Certo, abbiamo diviso lo stesso letto, e quasi mai per dormire, per più di un anno!” avrei voglia di rispondergli, ma invece dico soltanto:

“No, devo aver sbagliato funerale” rispondo con un capolavoro di risposta, e pensando anche “E comunque buon Natale!”.

Mi guarda ancora le gambe, che gli devono proprio essere piaciute, e scuote la testa impercettibilmente al mio capolavoro di risposta, e per fortuna che non riesce a leggermi i pensieri.

Una signora anziana, vestita di nero molto elegante, Armani o comunque d’autore, piange in silenzio, ma la maggior parte della gente parla dei cavoli loro: tasse, governo, calcio, guerra, soldi, vacanze sulla neve, donne, uomini, chi scopa con chi.

Il corteo funebre si muove lento, ma con una sua solennità, come un elefante stanco. Il ragazzo di prima mi guarda ancora con un grosso interrogativo spalmato sul volto. Io mi fermo e mi distacco dal gruppo, come se avessi davvero sbagliato funerale.

Osservo il corteo funebre che si allontana, lento, ma si allontana, e non riesco a scorgere nessuno che conosco. Simone conosceva proprio tanta gente: ma io non facevo parte di questa gente. Già, ma di cosa facevo parte io? Che ruolo avevo io nella sua vita? Qual’era il mio posto nella classifica dell’esistenza di Simone?

Il ricordo del dolore si è trasformato in dolore. La tempia mi pulsa in maniera fastidiosa.

L’ultima volta che avevo visto Simone (vivo), mi aveva assicurato che non avrebbe mai più rivisto quel francese. Si chiamava Jean Jacques, il francese. Simone l’aveva conosciuto ad un seminario di letteratura americana alla Sorbonne, a Parigi. Per l’esattezza cinque mesi fa. Sì, erano i primi di luglio. E questo J.J. (così lo chiamava Simone) era il suo primo ragazzo? Non lo saprò mai. Ma poi lo voglio davvero sapere? Cambierebbe le cose sapere? Mi farebbe trascorrere un Natale più sereno, un capodanno più spensierato sapere?

Che Simone mi lasciasse per colpa di un uomo, era abbastanza deprimente. Ma forse lui non voleva lasciarmi. Forse era solo confuso, penso (ma penso bene o sbaglio?). Lui amava me, era lui a dirlo, ma allo stesso tempo amava J.J., il francese. E ci riusciva, perché, sicuramente (sicuramente?), ci amava in modo differente (ma differente come?). Non dico che amasse di più me o di più lui, ci amava diversamente (diversamente?), tutto qui. Ma come tutto qui? Non può essere così semplice. O sì. Non lo so. Non so più niente e forse non ho mai saputo niente.

Simone era docente di letteratura americana all’università di Torino. Io l’avevo conosciuto il giorno della discussione della mia tesi di laurea: “Il minimalismo letterario come alternativa allo sperimentalismo dei post-moderni”. Gli era piaciuta molto la mia tesi di laurea, e anche io gli ero piaciuta molto.

 

“Sei stata al funerale?” mi chiede Marina, mia sorella, qui per le vacanze di Natale.

“Già!” rispondo con un sospiro che non so neanche io cosa vuole dire, probabilmente niente.

“E allora?” chiede.

“E allora cosa!” dico non capendo, o facendo finta di non capire, la domanda.

“Com’era?” chiede.

“Cosa!”

“Il funerale!, come cosa…” dice lei con una punta di esasperazione nella voce, una punta appuntita però.

“Come vuoi che sia stato: era un funerale, tutto qui…un fottuto funerale…un fottuto funerale al quale io non ero neanche invitata…un fottuto funerale di Natale…” affermo di colpo brusca.

“Scusa!” dice lei guardandosi ostinatamente le mani, per escludermi dal suo campo visivo.

“Scusami tu” dico fissando la televisione spenta, e aggiungo “sono solo un po’ nervosa, e stanca, e stressata, e…”

“Penso di capirti” dice cercando di capire che cosa sto fissando con tanta attenzione.

Marina si alza e si dirige verso la cucina. La osservo. Sospiro. Indossa un paio di jeans completamente sbiaditi e devastati dall’uso e una enorme T-shirt bianca con su scritto, in rosso, “I Love You” e non indossa ne scarpe ne calze: in casa mia fa sempre troppo caldo, non è normale questo caldo col freddo che fa fuori.

Penso che mi piacerebbe anche a me avere ancora diciassette anni, come mia sorella: manco ne avessi cinquanta, però è così che mi sento, di colpo vecchia.

Dopo un po’ ritorna con due tazze di tè fumanti.

“Grazie”  dico con un sorriso lieve quando mi porge la tazza.

Si sistema sul mio divano blu e sorridendo dice:

“E’ stato bello stare una settimana con te.”

“Sì, anche a me ha fatto piacere averti qui per Natale” e aggiungo “Torni a casa domani?”

“Sì, mamma mi viene a prendere all’aeroporto.”

Restiamo in silenzio. Io sorseggio il mio tè. Marina si alza e accende il televisore.

“Lo amavi?” mi domanda abbassando il volume del televisore fino ad azzerarlo.

“Cosa?” domando per prendere tempo, come sempre, non rispondo mai immediatamente alle domande, ma mi prendo il mio tempo alla ricerca di risposte, magari di quelle giuste.

“Ti ho chiesto se amavi Simone” dice lei guardandomi, quasi studiandomi.

La osservo per un attimo, e mi piacerebbe molto vedere il mio sguardo in questo istante. Poi sposto il mio interesse visivo al televisore, che però non riesco a mettere a fuoco.

“Penso di sì” dico pensando per la prima volta oggi al volto chiaro e bello di Simone, al volto bello e chiaro e vivo di Simone.

“E lui? Ti amava?” mi chiede ancora lei accennando e subito nascondendo un lieve sorriso, intimidita dal suo stesso gesto.

“Penso di sì” e ripensando a Jean Jacques aggiungo “a modo suo, naturalmente, a modo suo.”

__________________________________

* L’autore:

Roberto Saporito è nato ad Alba (CN) nel 1962.

Ha studiato giornalismo.

Ha pubblicato tre raccolte di racconti (l’ultima, “Generazione di perplessi”, Edizioni della Sera, con la quarta di copertina di Marco Vichi), e cinque romanzi (l’ultimo, “Il rumore della terra che gira”, Perdisa Pop, nella collana “Corsari”, diretta da Luigi Bernardi).

Suoi racconti sono stati pubblicati su antologie e innumerevoli Riviste Letterarie.

È membro del comitato scientifico del Festival Letterario “Letture Corsare” che si tiene ad Alba (CN).

Collabora con la Rivista Letteraria di Milano [diretta da Gian Paolo Serino] “Satisfiction” [ http://www.satisfiction.me/ ] con una sua personale rubrica.

Contact:

r.saporito@alice.it
Sito:
http://romanzo.blog.tiscali.it