Solo 1500 n. 36 – Il thriller di Pupo

Solo 1500 n. 36  – Il thriller di Pupo

Si corrono grossi rischi a girare per le librerie del centro di questi tempi. Sabato scorso, sbirciando qua e là, a caso, mi imbatto in questo libro: La confessione di Enzo Ghinazzi. Ghinazzi? Ma non ci posso credere, è Pupo. Lo conferma la fascetta gialla sulla copertina, a firma di Mogol: “Anche con la penna in mano Pupo resta geniale…” la casa editrice è Rizzoli, tanto per dire. Pare si tratti di un thriller e pare che circolino foto di Pupo in pullover a collo alto scuro e occhiali da intellettuale. Non leggerò il libro, naturalmente. Non è possibile che sia bello, semplicemente. Il dramma comunque non è questo, il dramma è che Rizzoli l’abbia pubblicato solo per il nome, solo perché si pensa che Ghinazzi potrebbe vendere un bel po’ di copie. Gli editori pensano a quanto si potrà vendere, non a quanto valga una storia e meno ancora a come sia scritta, perciò teniamoci Pupo edito da Rizzoli e bene in vista sugli scaffali. L’originalissima trama pare si dipani alla vigilia del festival di Sanremo (ma che strano), uno dei cantanti più famosi viene ucciso misteriosamente (non l’avrei mai detto), ad indagare sarà un commissario un po’ ciccione, sfigato, separato o in crisi con la moglie ecc.. (anche questa non l’avete mai sentita). La domanda è perché? Ma mentre me la faccio cammino dentro la libreria e un paio di scaffali più in là, mi rispondo: esposto c’è il romanzo di Arisa (wow) ed. Mondadori. Parlare di editoria oggi è parlare di nulla, meglio cantare: “su di noi nemmeno una nuvola, su di noi l’amore è una favola”.

Gianni Montieri

28 comments

  1. se mi penso che il “romanziere” ha per anni cantato “Gelato al cioccolato” senza sapere che si trattasse di una fellatio, mi chiedo cosa intendesse realmente scrivere Mogol su quella fascetta. altri usi della penna in mano?
    perdonate la volgarità del commento, ma qui si parla di Pupo, cioè di un uomo che in un docufilm andato in onda anni fa su Rai1, ai tempi della sua redenzione mediatica in salsa Del Noce, descriveva tranquillamente i pomeriggi passati a pugnette.
    mi viene spontaneo a questo punto credere che la scelta dell’editore Rizz-oli non sia anche una scelta evocativa.

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  2. ‎”Bravo Pupo (Enzo Ghinazzi) che col suo primo libro La Confessione ha concepito un originale thriller ambientato nel mondo della musica. Pupo ammazza Chico, un suo alter ego, durante il Festival di Sanremo. Si tratta di una licenza letteraria utile ad analizzare un personaggio che è identico a chi lo ha ideato. Si parla di uno scandaloso menage a trois che coinvolge Chico e due donne. Una è la legittima moglie; l’altra l’amante con la quale il cantante anche convive. Chico è un appassionato del gioco d’azzardo, che è fonte per lui di debiti . Pupo dunque “ammazza” sé stesso, in un’analisi catartica del mondo della musica, dello spettacolo e della tv descritti come un microcosmo chiuso, corrotto, dominato da squallidi individui e musicisti sfruttati. […]”

    La recensione continuava ma te la risparmio… Direi che è sufficiente “l’analisi catartica del mondo della musica”.

    Ma a me verrebbe voglia di fare davvero un’azione catartica…

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    1. “Si tratta di una licenza letteraria utile ad analizzare un personaggio che è identico a chi lo ha ideato. Si parla di uno scandaloso menage a trois che coinvolge Chico e due donne”

      oddio

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  3. Quanta miseria intellettuale ed umana, l’editoria italiana …
    Una vergognosa rinuncia al fare cultura – pur all’interno di logiche commerciali che nessuno negherebbe loro. Anche queste sono le conseguenze di un attacco all’integrità mentale di un intero popolo ormai narcotizzato da trent’anni; un popolo di manipolati che osserva attonito ciò che accade in questi giorni in alcuni paesini sub-alpini come fosse una fiction televisiva, senza lontanamente percepire che si tratta di una battaglia decisiva per la sopravvivenza economica e finanziaria del nostro paese per i prossimi 50 anni – data l’enormità dei capitali in gioco – una battaglia fondamentale per la democrazia (quella vera).
    Pupo, che tristezza.

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  4. ” Non leggerò il libro, naturalmente. Non è possibile che sia bello, semplicemente.” :)
    Fa comunque bene leggere questi post, grazie Gianni

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    1. però..l’espressione è la stessa di “e non c’è più la luna che ti guarda, l’avevi detto tu che è un po’ bugiarda..” :-)

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  5. pensavo che con la Parietti che scrive un libro (ma scrivono tutti ormai?) sui suoi antenati avessimo toccato il fondo…ma al peggio non c’è mai fine, mi sa!

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  6. eh gianni, con tutta ‘sta m***a proposta dall’editoria ultimamente è il minimo essere perseguitati dalla scatologia

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