Giorno: 26 febbraio 2012

Fuori di testo (nr. 7)

Le rughe sulla fronte

C’è molto silenzio in giro
ma tu non devi temere
ora diamo la carica
a tutti i grilli.
C’è molto buio in giro
ma tu non devi avere paura
arrivo io aggiusto tutte
le lucciole questa sera
le allineo sull’erba
col cacciavite
le aggiusto ad una ad una.

Se questo poi non dovesse ancora bastare giuro
prendo a fucilate
tutte le zanzare.
Se la luce attorno
non è ancora abbastanza
chiamo un elettricista
a mettere un interruttore nella stanza
lo faccio salire
su in terrazzo
gli faccio accendere
il cielo e le stelle.

Così non ci sarà
più il tempo per dormire
tutto illuminato
gireremo così veloci
da sembrare immobili
come ruote d’automobili.

Ma se poi le tue braccia
mi sembrassero troppo bianche
permettimi di disegnarti
vene azzurre sulle spalle
se ho il viso troppo scaltro
la fronte troppo liscia
vieni tu a disegnarmi
rughe sulle faccia.

Ché le cose perfette
non ci portano fortuna
dobbiamo metterci pazienza
e rovinarle ad una ad una.

Le cose perfette
non ci portano fortuna
dobbiamo metterci d’impegno
e rovinarle ad una ad una.

 

 

Artemoltobuffa
(da “L’aria misteriosa”, 2007)

cinque ottave (post di Natàlia Castaldi)

l’autore delle seguenti opere (disegno e versi) non vuole rendersi noto.

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cinque ottave

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1

forse la mano abile è la destra

mano e la mente che parla è maestra

se lavora. non è l’ottimo artista

Roma lucente. chi disseta la voglia

.

non è qui. la parte nuova del cervello

è bella, disegna Arianna astratta, Arianna

è a Nasso, la mente vede e vende il premio, il pane

è certo: salute a noi, e prima si scherzava.

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2

la pila la testa l’arma dello strumento è alta. così è

la resistenza: è sublime. d’ora in poi non fingerò più

il male. e la destra non sa questi capelli aperti, i lunghi,

sullo schienale, i rossi. non sono più il padrone; ma

.

la salute grida ai parassiti ai treni ai Mani, a me:

non vedevi tu le gazze, a Voghera? non ami tu

l’idea del volo? nessuno sa questi pregi. è solo

tanto bassa l’erba nuda, tanto povero il povero.

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3

c’è un’uscita di scena, il poco senso

amaro – come «non muoverti oggi»,

quando parla un’amica, a un’amica

più vecchia. Cristina e Maria. non

.

muoverti!: escono tutti i somnia i sogni

di molti, arti fantasma in pieno freddo

del vero novembre, e la paura del buio

nella bambina grande è curata dalla luce.

.

4

ecco le punte di una freccia

arcaica sulla perfezione acefala,

che il nero dipinge – e le figure degli

Angeli nasceranno allo schermo

.

acceso: uno chiama l’altro. a me stesso:

tu devi capire: ci sono diciannove anni tra 54

e 73, dal numero 38 all’altro, che

confonde questa mente, evoca altro.

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5

l’ansia considera l’altro animale

balena, l’animale che cresce piano

tra gli altri in acqua: e vorresti essere

un santo, il lungo largo forte osso

.

sacro, un estraneo. come stai? e: io vedo

(io so) chi sono i panni, quanti sono

i tempi dove cedo, l’assoluto

cadere di ogni sera, che colpisce.

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