Giorno: 28 gennaio 2012

Paolo Gulfi – Ascensione

Da una depredazione dell’essereda un compulsivo incitamento del non-essere

è venuta la paura,

come dalla mente che la elucubrava.

Come sostanza indifferenziata, sostrato che la inferenza

ha avuto origine la paura nelle origini

di ogni cosa.

Come vuoto a perdere

per dare un vuoto inizio

e traslata la fine,

non come un cerchio, dall’infinito percorso

del può essere,

ma come uno scarno scherzo,

un disinteressato emergere nella trasformazione:

pronta a esecrare

ogni cosa

a santificare

ogni cosa

in un’altra cosa,

dove

si pone la morte ed esplode la vita.

Nell’annusare muto della VOLONTA’

che sfiora il petto, non un’anima

ma una vita in corpo

che per essere non ha bisogno di chiarezza

o certezze,                    ???

Ma creatività, AZIONE,

sessualità

esplosione.

Così come dal caos che la fornicava,

ha avuto modo la realtà.

 

Non è uno spirito che ha creato le cose

ma un corpo, che per essere aveva bisogno di

                      crapulare

scriveva Artaud – ed avea ragione!

Adesso, lo so.

(Lo scrivo qui per la prima volta,

Lo trovo per la prima volta)

 

Vedo la mia ombra cambiare,

cambiando me stesso e ciò che lo attraversa

questa mia dolce vecchia armatura,

fogna incrostata

dal PANE di dio incrostata,

una vecchia pelle sifilitica

di cui gli angeli vanno matti per strappare via,

come fosse sete di settembre,

come se fosse sempre inizio

ed in realtà non si sbagliano,

questi fottuti danzatori del cielo,

come ogni cosa è un proprio inizio

nell’iniziatico sguardo di Dio.

Tolta la CROSTA

non rimane che aspettare

l’illibato corpo arrendersi

a questa scelta di morte,

saccheggi d’oltretomba

di queste mosche mefitiche,

a questo cielo ingordo di Noi

dove tutto ascende per accedere

ma dal quale tutto torna per corrompere

la mia anima, la nostra

(l’anima non è che un vecchio aforisma)

universale volontà di esistere ad esistere:

come stelle in cielo

crediamo di vivere milioni di anni in vita

al di là del tempo e dello spazio

nostre prigioni e nostre salvezze …

ché senza TEMPO la vita sarebbe il ripiego

a una noia senza fine,

a una noia mortale per l’appunto.

Ad ogni ibridazione del tempo nello spazio

noi riusciamo a vivere con qualche pezzo in più

di quel che ci veniva offerto

sin dall’inizio

sin dall’inizio dei tempi,

ed altro cos’è il tempo se non un nuovo INIZIO.

Se riuscissi a guardare Satana negli occhi

ne rimarrei bruciato,

ma avrei il tempo di dirgli

FANCULO,

      

hai voluto dividere ciò che era stato creato intero,e quel ALTRO, tuo compare,

te l’ha permesso.

Mi verrebbe voglia di guardare Dio,

per esplodere nel tempio delle sue guance

pronto a collimare

ogni cosa ad ibridare;

ogni cosa nell’esatta

cosa di ogni cosa …

… finirei per rimanermi cieco

in fondo a quell’osso

che ci ha messo dentro:

per trafugare,

impazzire,

leccare.

E la CREAZIONE!?

Non è affar nostro;

possiamo avviluppare paradiso e inferno

ma non ci è permesso di creare …

Possiamo

esplorare

sentire

pregare

 

Siamo i testicoli dell’universo

 

E non è uno scherzo da coglioni

che ti fa a questa maniera,

È lo scherzo di tutti quei coglioni

che hanno quell’osso nella fica

La nostra fica-pensiero, come nuvole dal di dentro

Ma sono certo che ora come ora

un’altra fica fa tutto il resto

Un’esplosione vaginale

una goccia di quel suo seme

che è m-io, che sono io

chi è ME? chi sono d’Io?

(sonocontraddittorio)

chi è quel me che dice di essere io?

come quel fottuto non-io che s’ubica il posto d’io?!

(che mi sta dentro e di me sa fare

tante cose come il mondo

com’è …

eterno ritorno)

Non è altro che un altro miliardesimo io

che si fessa,

pro-vetta

di tutti quelli I/O da cui si discosta.

Ora ho sentito

Ho percepito

ciò che è reale può essere tale solo per chi

di CHI ha percepito

di CHI ha sentito

DIO dal di dentro,

è , nel mio pancione,

dal dì dentro

È il PUNTO MEDIO

e la mente non è altro che un vezzo

per sviare dio

da questo nostro medio

centro

punto

di

comparsa

Dio è dal di dentro

___________________

Nota bene: Alcune parti in  corsivo e virgolettate fanno parte di alcuni testi editi da Einaudi sotto il titolo Artaud le Mômo, Ci-gît e altre poesie, Einaudi, Torino 2003. Antonin Artaud diede alle stampe Artaud le Mômo nel dicembre del 1947 presso l’editore K e Bordas. Morì 3 mesi dopo, il 3 Marzo del 1948 a Ivry, Francia.

Diritti riservati a Paolo Gulfi http://paologulfi.wordpress.com/

______________________

Biografia

Nasco a Ragusa il 03 Giugno del 1986.

Compio i miei primi studi nella pacifica e tranquilla cittadina collinare di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa, immerso nel verde e nella quiete del silenzio silvestre dei monti che lo costeggiano. All’età di 14 incomincio a scrivere canzoni rap accompagnandomi con basi hip-hop. A questa associo la writing painting. Mi diplomo al Liceo Scientifico “E. Fermi” con una tesina suNietzsche e la dissoluzione nell’uomo moderno.

A parte una piccola pausa, durata un anno, di spola tra Catania e Siena, per frequentare il primo anno in Filosofia, nel 2010 mi laureo in Storia e Filosofia all’ateneo di Catania.

Nel 2005 incomincio a scrivere canzoni e poesie. Dopo vari vagabondaggi con gruppi rock-indie-punk-elettro e chi più ne ha più ne mettaincomincio la stesura di una raccolta di poesie e prende avvio l’idea di una pubblicazione.

Nel 2006 l’Avis di Chiaramonte Gulfi mi inserisce nella prima raccolta antologica di poesie.

Nel 2007 vengo inserito nella raccolta di poesie “Gocce di Luce” di Sergio D’Angelo, la quale vedrà la ristampa.

Nel 2009 vengo segnalato al Concorso di Poesia Nazionale di Chiaramonte Gulfi, con la poesia “È a questo che penso se qualcuno mi parla di rivoluzione”. Sempre nel 2009 ricevo una segnalazione presso il Concorso di poesia “Giovani Scrittori” di Catania.

Il 5 Gennaio del 2010 vede la luce la prima raccolta di poesie dal titolo “Mosaico”, auto-pubblicata presso la “Villaggio Maori Edizioni”. A questo fa corso una serie di presentazioni e tour musicali che vedono varie tappe in Sicilia e fuori dai confini isolani, le quali vengono spalleggiate da opere di video making, light installation, pitture astrattiste e collaborazioni musicali. Sempre nel 2010 scrivo, durante un viaggio in Inghilterra, una concept opera dal titolo “Londra in Technicolor”.

Nel 2011 continuo il tour delle presentazioni di “Mosaico”, presentando la raccolta come unica opera di musica e poesia.

Da Novembre 2011 è Curatore editoriale in Sicilia per Thauma Edizioni.