Elio Pagliarani – tre poesie

copyright scaduto – foto nel “pubblico dominio”

Ripensavo la gioia, il tuo alimento,
ti guardavo i capelli, il viso chiuso
e intento sul giornale dove ho finto
anch’io di leggere, rimanendo escluso
a te seduto accanto sul tuo filobus.

Ho le prove – potrei gridarlo ai giudici –
che non mi hai visto porterò le prove
fino che campo, che la capacità del mio pensiero
nemmeno con la forza dello sguardo
di un estraneo passeggero sopra il filobus
sa arrivare a sfiorarti.

*

Sarà ora di chiudere, amore,
che smetta di fare la guardia al cemento
tra piazza Tricolore e via Bellini
di coprirmi la faccia col giornale
quando ferma la E, di attraversare
obliquo la tua strada, di patire
anche a passarci in treno
in fondo a viale Argonne
vicino alla tua casa.

*

Il verso “quanto di morte noi circonda”
apriva, e nella chiusa, isolato, bene in vista
“tu sola della morte antagonista”.

Ma già prima del termine di giugno
la mia palinodia divenne sorte:
nessun antagonista alla mia morte.

E sono vivo senza rimedio
Sono ancora vivo.

12 commenti su “Elio Pagliarani – tre poesie

  1. ndr sei tu l’autore della monografia? Se sì scambiamoci un paio di mail, perché mi interessa parecchio il libro e gli vorrei dare un’occhiata.

    Grazie
    L.

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  2. Sì bene. La vorrei leggere per recensirla. Mi interessa molto il discorso. In particolare vorrei capire di cosa si parla quando si accenna ad un’eresia di Pagliarani. Questo mi resta un po’ oscuro.
    Ndr, qui comunque ci si presenta un po’ tutti. Potresti anche utilizzare nome e cognome. :-)

    A presto
    Luciano Mazziotta

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  3. In realtà, Luciano, io ho usato il mio nome, anche se non per intero (il 50%), e mettendo il link al mio blog non ci ho pensato più di tanto ad esplicitare etc. In somma, non mi sembrava di aver nascosto alcunché, per conoscere la mia identità bastano due clic. (-;
    Ciao,

    a(ndr)ea branco(lini) [nico – unpoapolide] (messo anche vari soprannomi (-;)

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  4. Andrea, non era una critica “distruttiva”. Era un consiglio. Non pensavo avessi nascosto qualcosa. C’è solamente il piacere di conoscere chi condivide la stessa passione e le stesse letture (e gli stessi studi/ricerche).

    aspetto delucidazioni sulla monografia
    a presto ancora
    Luciano

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  5. Se domani ti arrivano dei fiori
    sbagli se pensi a me (io sbaglio se
    penso che il tuo pensiero a me si possa
    volgere, come il volto tuo serrato
    con mani troppo docili a carpire
    quando sulle tue labbra m’era dato
    baci dalla città) non so che fiori
    siano: te li ha mandati per amore
    d’amore uno incontrato in trattoria
    dove le mie parole spesso s’urtano
    con la gente di faccia.
    Che figura
    t’ho data, quali fiori può accordare
    nella scelta all’immagine riflessa
    di te?
    Non devi amarmi se ti sbriciolo
    su una tovaglia lisa: e non mi ami.

    Questa poesia di pagliarani rispuntata fuori oggi dal mattone mondadori ‘ Poesia Italiana del Novecento’contiene uno dei passaggi più oscuri che io abbia mai incontrato nelle mie letture. Sono i versi inclusi nella parentesi, tra il quattro e il sette. Li avete mai decriptati?

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