Francesca Pellegrino: poesie

Doppia mandata

Fuori sembra tutto così perfetto
che ad allungare la mano
pare di sciupare persino il vento
e le parole giuste degli altri
che ce la fanno a dire di sé
con la voce che parla
e dice che vogliono
che fanno
che sono. Sanno chi sono io
molto meglio di me
e hanno persino le risposte
alle cose che non ho mai capito
compreso sparare con gli indici
sulle mie serrature.

.

È evidente che laverò i piatti a questo giro

Il silenzio delle vacche tristi
si sente fin qui

più assordante che mai
anche se ho chiuso tutto fuori
e ho una carabina in mano

che uccide le mosche
incastrate come me e puttane
dentro la loro povera fame di merda.

Che l’amore fosse un lusso
dovevano dirlo prima
di presentare il conto.

 

Alcatraz

Da una prigione non si esce mai per davvero.
Chi ci è stato
ha la normale inclinazione a tornarci
per lasciarsi macerare nell’arroganza di credersi

niente.

Sebbene anch’esso
sia sicuramente stato un feto, una volta.

 

Ufficio parole smarrite

Questa volta
sarò spietata più del solito.
Non avrò pena alcuna per le parole
né sogni a redimermi
divagando cosa non È.
Non guarderò che nelle tasche
nei cassetti, nel freezer
e gli specchi – tutti gli specchi
che posso
– per capire cosa resta
dopo un inventario.
E guarderò in faccia le ore
certa di trovarvi il nome che
hanno le cose che mancano.

 

L’acquario

Siamo due – io e lui
due pesci rossi nella boccia
a pescare i silenzi dentro la rètina.
Manca l’aria alle parole, così restiamo zitti
e giochiamo a nascondino con la faccia dentro le mani
ignorando la trasparenza friabile del vetro.
Vince sempre lui e io applaudo al suo talento
di non sapere altri mondi fuori di qui.
Ché due è un numero dispari, talvolta.

 

Surgelati

una casa
camere buone per coltivare
fiori di solitudine
che soltanto l’assenza c’è
presente e vera
come il ghiaccio nel freezer
vuoto

24 commenti su “Francesca Pellegrino: poesie

  1. tutto il buono della poesia cruda, nuda, senza reticenze né fornzoli inutili.
    Grande Francesca

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  2. Bentornata, Francesca.
    Fa bene leggerti, e sei brava.
    …e fin qui a dirti sinceramente ma troppo veloce, l’apprezzamento. A fermarmi, invece, incontro i tuoi occhi che vagano in cucina e di porte in specchi raschi poesia, quella che si concretizza ovunque ma non tutti sanno raccontare.
    c.

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  3. l’urgenza di accorgersi di questi “fiori di solitudine” è presenza all’assente
    voce ispirata e nuda questa tua
    grazie Francesca

    elina

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    • disarmata, quasi – visto la retorica che potrebbe richiamare – è un verso sul quale ancora sto scomoda. vuoi anche per la realtà nuda che mi dici. grazie Elina, di cuore

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  4. si mi piace, conosco l’autrice da poco e devo dire che è una buona penna. In più ha una virtù ; accetta anche la critica e questo giova alla sua poesia. Complimenti per la scelta.

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    • Anche io ti conosco da poco e ho scoperto la bella penna che sei.
      L’ascolto è prezioso per me – anche perché i miei occhi, sono soltanto questi e ci sono cose che, altrimenti, non posso vedere. Ti ringrazio davvero

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  5. ” il Poeta non è che il traduttore di quello che il suo animo ha già in sè scritto” F.P

    è così anche per te.
    ne sono sicuro.

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  6. Molto bello per me ritrovare la scrittura di Francesca, che già apprezzo da quando la ho conosciuta, e vederla in costante evoluzione. Brava, brava davvero.

    Francesco t.

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    • Francesco, carissimo – la stima che ho di te, mi fa gongolare di felicità per ogni parola che spendi per me. E mi spinge, anche, a fare oltre. Grazie sempre sempre sempre.

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