Giorno: 21 ottobre 2011

Lost in quotation (3)

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Con le luci spente è meno pericoloso. Eccoci qua ora, divertici. La verità diverte sempre gli ignoranti. Non è detto che la maggioranza abbia sempre torto. L’esistenza di una maggioranza, implica logicamente una minoranza corrispondente. Pensate di che tremenda natura sono stati i sospetti che avete nutrito. E in base a quali elementi avete formulato il vostro giudizio? Un uomo quando è davvero appassionato è sempre una contestazione vivente. Lo specchio è a pezzi. Sì, lo so, mi piace così: mi ci vedo come mi sento.

La giornata iniziò male, e tardi. In teoria doveva essere uno dei giorni più felici della mia vita. Cominciò con un numero sbagliato, tre squilli di telefono. Il telefono continuò a squillare senza che nessuno andasse a rispondere. Il trillo rimescolava blandamente il pulviscolo stagnante del buio. Contai fino a venti squilli, poi rinunciai. Continuassero pure, che senso aveva contarli? Il cane graffiava contro la porta a vetri. La prima sensazione che ricordo è di essere sotto qualcosa. Un peso opprimente che schiaccia dappertutto. E quando mi svegliavo nel cuore della notte, come ignoravo dove mi trovassi, allo stesso modo non sapevo in quel primo istante chi fossi. I primi istanti del sonno sono l’immagine della morte: un nebuloso torpore si impossessa del nostro pensiero e non riusciamo a determinare l’istante preciso in cui l’io, sotto altra forma, continua l’opera dell’esistenza. Destato di soprassalto, stavo già per precipitarmi in taxi alla stazione pensando di dover partire. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Non è vero che si conosce meglio una persona soltanto perché si divide con lei lo stesso letto e lo stesso bagno. In fondo che cos’è meglio, una pesca o una pera? Siamo tutti il grande amore di qualcuno. Crediamo tutti di conoscere la persona che amiamo. Nostro marito, nostra moglie. E li conosciamo davvero, anzi a volte siamo loro: a una festa, divisi in mezzo alla gente, ci troviamo a esprimere le loro opinioni, i loro gusti in fatto di libri e di cucina, a raccontare episodi che non sono nostri, ma loro. Ballare è la poesia dei piedi. Piuttosto perdonare un brutto piede che delle brutte calze. Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti. La moda è fatta per diventare fuori moda. Mi chiedo cosa faceva la gente dopo l’amore, prima che inventassero la sigaretta. La sigaretta è il tipo perfetto di un piacere perfetto. È squisita e lascia insoddisfatti. Che cosa si può volere di più? La sigaretta è la preghiera del nostro tempo.

Sento delle parole. Nel vento e nel passare del vento. Una musica, non sempre trascinante, non sempre triste, a volte fragorosa. Poi si spegne. Una pausa. Io le dico: sei finita, sei finita? Sento delle storie. Io non ho un problema di droga. L’abuso di droga è soltanto un’accelerazione, un’intensificazione dell’ordinaria esistenza di ciascun uomo.  Le strade schiumano di droghe contro il dolore e l’infelicità, noi le prendevamo tutte. La droga in tal caso serve a sostituire la grazia con la disperazione, lo stile con la maniera. Ci saremmo sparati la vitamina C se l’avessero dichiarata illegale. E quando fu arrivato all’angolo riprese a cantare una specie di nenia che, per quanto potevo indovinare dal tono, doveva riguardare il sopraggiungere di disastri, il dolore dei vecchi, la fine dell’amore. L’aria era piena di zanzare, le cose intorno bagnate e tiepide dopo la pioggia autunnale. Perché è la perdita la misura dell’amore?

A volte sei tu che mangi l’orso e a volte è l’orso che mangia te. La droga non è cattiva. La droga è un composto chimico. Il problema è quando quelli che prendono droga la considerano una licenza per comportarsi come teste di cazzo. Sei totalmente sola. Sei sempre sola. Tutto il resto te lo inventi. Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: “oh, è terribile quel che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda.” poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz’anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa. Mi pento delle diete. È una superstizione insistere su una dieta particolare. Tutto alla fine è fatto degli stessi atomi chimici. Gli uomini cercano le donne e le donne cercano gli uomini.  Ma che cosa ci troveranno, poi? Che cosa ci troveranno? Apparteneva a quella categoria di uomini – tendenzialmente spiacevoli, quasi sempre calvi, bassi, grassi, intelligenti – che, per ragioni misteriose, attraggono certe belle donne.

Aggiunse sull’agenda: “Si è seduto troppo vicino, come se ci conoscessimo, invece io non l’ho mai visto. Sono sicura che non l’ho mai visto”. C’è sempre (o c’è stata?) una prima volta, ma mi si spappola il cervello quando cerco di ricordarla e allora concludo che “la prima volta” è una metafora e tutte le altre, invece no. Piccoli dettagli come questi fanno una bella differenza. Non era una domanda nuova. Avevo riletto i miei appunti e non ne ero soddisfatto. I cani non conoscono queste oscillazioni. Il segreto di quell’andatura, ora indolente, ora frettolosa. Tutto cominciò con quel cane sgozzato. Ragazzi giocano a pallacanestro intorno a un palo del telefono sul quale è inchiodata la tavoletta della reticella. Ci fu chi boccheggiò. E, fuori dalla finestra, folle e fuochi d’artificio. Sento la polizia che si stringe, li sento lì fuori mentre fanno le loro mosse. Non fanno che ripetere tutti. La notte i cani randagi invadevano la città. L’enorme edificio aspettava come preparato a difendersi. L’aspetto più positivo del fatto di essere in prigione, secondo lui – forse l’unico aspetto positivo – era una certa sensazione di sollievo. Sollievo all’idea di aver toccato il fondo.

Per qualche motivo, questa notizia non lo sorprese; soltanto lo fece sentir peggio. Come se si fosse aggiunto dell’altro peso all’oppressione che lo schiacciava ormai da ogni parte. Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna. Anche i pensieri talvolta cadono immaturi dall’albero. Un albero non mostra curiosità per il suo ambiente, almeno non in modo per noi riconoscibile; lo stesso vale per una spugna o un’ostrica. La tragedia consiste in questo: che l’albero non si piega ma si spezza. Non riesco a evitare che i pensieri si confondano. Ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue. Raramente sono in grado di ricordare quello che ho pensato. Prima che arrivi a riflettere su un’ispirazione, succede sempre che questa si trasformi in un’idea ancora migliore. Avendo deciso di mia volontà, visto che ero in cerca di spunti per una poesia sull’educazione del genere umano. Ma non potevo esserne certo. Puoi avere la tua torta e mangiarne anche tu. Io ascoltavo musica pop perché ero un infelice. O ero infelice perché ascoltavo musica pop? Il rock ‘n’ roll ha una sorta di aura di rivoluzione permanente, senza tempo, di sfida a tutto, inclusa la natura stessa. Quando la mia infanzia fu trascorsa veloce e le giornate, non più eterne, si furono ristrette a dodici ore o meno, cominciai a pensare seriamente alla morte. Fermo davanti alla porta della prigione. Quanto dura un giorno da morti? Non era molto di buon umore; camminava lentamente con le mani in tasca; bisogna dire che quel giorno, un giorno di fine inverno, metteva tristezza. Si va un po’ in giro, si vagabonda da un luogo all¹altro e si finisce fatalmente per imbattersi di nuovo in gente che si è già vista da qualche parte, d¹incontrarla così all’improvviso, in luoghi così inaspettati. Il lavoro. Ti ha in pugno. È tutto intorno a te, come una gelatina permanente che ti circonda, ti assorbe. E quando ci sei dentro, guardi la vita attraverso una lente deformante.

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. Dà coraggio sapere che da una finestra posso arrivare a libri, a lattine di birra, a passati amori, e da questi racimolare sogni a sufficienza per sgattaiolare da una porta sul retro. L’abuso della droga non è una malattia, ma una decisione, come quella di andare incontro ad una macchina che si muove. Questo non si chiama malattia, ma mancanza di giudizio. Odio la puzza degli ospedali. Non quella della malattia e nemmeno l’odore alcolico dei medicinali. Non troverai gente normale, qui. L’uomo che camminava per la strada non era consapevole, ma ne era parte. Nel resto dell’edificio abitavano altre persone. La ribellione era imminente, ma ancora prematura, in quel particolare momento. Alla gente interessa sapere se un uomo è in gamba, se è un lavoratore, se contribuisce al benessere della comunità. Il lavoro era l’unica cosa che avesse importanza. E il lavoro è pieno di sudore e di polvere. È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente a tutto il mondo la loro prospettiva, i loro scopi, le loro tendenze. Si dice che nasciamo innocenti, ma non è vero. Ereditiamo ogni genere di cose e non possiamo farci niente. Appena alzavo gli occhi da me stesso, se ne stava seduto a tremare sul marciapiedi. Il giorno che l’avrebbero ucciso, si vestì senza lavarsi e senza pregare. È una cosa grossa uccidere un uomo, gli togli tutto quello che ha e che avrebbe voluto avere. Avendo sparato ad un uomo, ed avendolo ammazzato, avete in una certa misura chiarito il vostro atteggiamento verso di lui. Avete dato una risposta definita ad un problema definito. Nel bene o nel male avete agito in maniera decisiva. In un certo senso, la mossa successiva spetta a lui.