Giorno: 9 ottobre 2011

[Editi da Febbre Lessicale] di Dominica Villa Balbinot

Andammo poi verso le lagune nere

Con gesti lenti e catatonici
( punteggiati da un silenzio immobile)
andammo noi verso le lagune morte
– le zattere di fiori, le gondole –
quella città incastrata tra i giacinti acquatici…
Ogni cosa nell’oscurità
era in muto avvicinamento:
i giacinti rabbrividivano intatti,
fuggevoli impressioni di un buio più buio.
La natura apparente delle cose era rotta,
tutto era nella categoria delle cose innominabili,
penetrava nel sangue solo
quel punto sostanziale, una ferita.
(perfino la costellazione
si sarebbe disfatta nel terrore)
Avrebbero poi loro languito in quel lucore
– gli anelli di saturno nell’alba,
come un’infiammazione incipiente,
un’ustione-
tanta luce e tanto deserto,
per quegli animali delle grotte sommersi
nella carne.

Lei però non osava guardare l’uomo
– e nemmeno i mostri sulla parete:
sapeva che il vero amore è inarticolato.
una stasis terminale,
il sermone finale nella città assediata.
(Come una persona
alla quale non era permesso avere
un proprio dolore,
sedeva quietamente in attesa della risposta-
fin quasi alla parola conclusiva
sulle macerie)-

Aveva dato nelle sue prime ismanie

Aveva dato nelle sue prime ismanie
nel curare le piaghe
( morbilità scave, piante mutanti)
durante quel divampare del morbo:
le dissordinavano tutto,
gli ingorghi delle glandole,
con l’inferma immaginazione
tutta piena di una secreta idea,
lei inquieta della sua inquietudine,
sotto la sferza del malcreato
-a mangiarla viva.
Con ortografia fantastica
era andata continuando,
a squartare lo zero,
che l’abbruciava
e discopriva poi il dissepolto solo:
certe tisiche rose
arrampicate all’inferriata,
quei malefizia che serravano il corpo
come scaglie di testuggine,
e infine i dodici fascicoli bianchi
grandi come lastre di pietra
( e non era già più maraviglia,
ma principio morboso,
l’innominabile cosa).

Oscure Cabale

Accerchiata
da una proteiforme teatralità barocca
( contrazione
della fantasmagoria agonizzante
di una aporia sovranamente derisoria)
biascico- rinsecchita –
le ricordanze di oscure cabale
degli agglomerati umani.
Al dunque, negli interstizi,
fronteggio
– malacarne –
l’atto di clemenza monco e sterilizzato.

Biografia

Villa Dominica Balbinot comincia a scrivere con costanza a partire 2006, facendo training su newsgroup di scrittura I:A.S racconti) I.A.P( poesia, aprendo poi miei blogs personali:
http://inconcretifurori.splinder.com
http://dellidrairacconti.splinder.com
Invitata da antonella pizzo su poetienon, viadellebelledonne.wordpress.com( cui partecipo fin dal suo inizio)e sul magmatico thecatswillknow.
Attualmente il mio blog cumulativo è:
http://villadominicabalbinot.wordpress.com