Giorno: 26 settembre 2011

Not only a break in the clouds but a permanent clearing in the sky di Dario Radi

E poi si animano i nostri discorsi pensando che alzando la voce possiamo capirci meglio. Invece è come se ci consegnassimo alla polizia urlando sì è mia questa maschera e nascondo le mie fattezze qui dietro perché voglio mostrarti che sono cambiato. Come del resto mi piace parlare di come sarebbero diventati i Joy Division se Ian non si fosse ammazzato. Ma si sarebbe ammazzato lo stesso. Come del resto sono stanco di vedere uno squarcio tra le nuvole mentre vorrei solamente vedere il cielo e tutto ciò che c’è dietro. La pistola la porto sempre nella tasca interna del cappotto, lo sapevi no? Non vedo come non potrebbe sparare queste pallottole di stelle e luna piena, sarebbe uno spreco non usarla. No, la pallottola invece resta lì, colpo in canna destinato ad accumulare ruggine e umido, per non esplodere più in risate e canti. Anche tu tieni la tua pistola sempre pronta a marcire e mai a sparare e ogni tanto ce la puntiamo alla testa. Io alla tua. Tu alla mia. Tu alla tua. Io alla mia. Giocando su questa roulette che gira da quel giorno maledetto e non si vuole mai fermare. Se la roulette si fermasse, potremmo provare a scendere e camminare nella direzione che vogliamo, scegliendo la strada più comoda, quella meglio battuta e senza buche, radici d’albero e foglie cadute. Perché già cominciano a cadere le foglie, le prime foglie gialle bruciate da un’estate che forse morirà e da un incurante giardiniere, avaro d’acqua. Conteremo le buche sulla strada, le poche che troveremo e ci manderemo messaggi col telefonino scrivendo “io ne ho contate 5” oppure “ho vinto io, sono a 7”. Inciamperemo e saremo soli nel rialzarci, non ti porgerò la mano e non abbasserai lo sguardo. Inciamperemo sulle radici d’albero ma non cadremo dalla moto che abbiamo comprato insieme e che ci divertiamo a lucidare, un giorno per uno. Mi piace poi annusare l’odore del panno morbido che profuma di cera, che ha sempre il calore delle tue mani. Quelle le cui dita per anni ho rincorso sul mio petto.
Fuori la nebbia copre la notte, dentro me tempesta. Spoglio il mio cuore preparandolo al nuovo giorno.
I tuoi occhi.
Non dimentichiamo di oliare la pistola.

troverete altre parole nel suo blog personale, che consiglio caldamente:

http://avtarkeia.splinder.com/