PORCI SENZA PERLE… – n°1

L’orrendo Sacconi, così come Berlusconi, è solo un sintomo perniciosissimo, da eliminare certamente, ma non è la malattia…
La malattia è un sistema che consente a personaggi del genere di ottenere le più alte cariche istituzionali e di distruggere la vita di milioni di persone. Se non si attacca il sistema è inutile chiedere scuse ufficiali per questa o quella gaffe oppure dimissioni per manifesta incapacità: arriverebbero altri ad occupare le poltrone di nuovo disponibili e non sarebbero migliori, ma solo più furbi e coperti. Prendiamo ad esempio la sedicente “opposizione” parlamentare: pare attendere al varco la fine di questo governo, ma non prima di avergli lasciato fare tutto il lavoro sporco i cui frutti erediterà senza essersi sporcata apertamente le mani.
Se il bersaglio delle lotte sociali non è “il sistema” ma le persone che lo incarnano di volta in volta, ogni espressione di dissenso assumerà la forma (e la sostanza) di una ipocrita condanna borghese, tanto politicamente corretta quanto inefficace e pericolosa. Il pericolo deriva dal tipo di critica politica impostata sul personalismo. Affermare che un’equa amministrazione della cosa pubblica dipenda dall’onestà di chi detiene le leve del potere, implica la legittimazione del sistema come struttura politico-economica adatta al buon governo. Accettare la visione de “l’uomo giusto al posto giusto” impone una fuorviante “questione morale” – che tanti governi democristiani hanno venduto con successo ai comunisti parlamentari compiacenti o sulla via del tramonto – che occulta il nocciolo del problema: il sistema capitalista.

Il suffragio universale, vi dico, è l’esibizione più larga e allo stesso tempo più raffinata del ciarlatanesimo politico dello stato; senza dubbio uno strumento pericoloso e che richiede grande abilità da parte di chi se ne serve ma che, se lo si sa bene utilizzare, è il più sicuro mezzo per far cooperare le masse all’edificazione della loro propria prigione (…) Le forme dette costituzionali o rappresentative non sono in nessun modo un ostacolo al dispotismo statale, militare, politico e finanziario (…) Ma, si può dire, i lavoratori, resi più saggi dalle stesse esperienze da loro fatte, non manderanno più dei borghesi nelle assemblee costituenti o legislative, vi manderanno dei semplici operai (…) Sapete quale sarà il risultato? Che gli operai deputati, trasportati in condizioni di esistenza borghese e in una atmosfera di idee politiche tutte borghesi, smettendo di essere dei lavoratori di fatto per diventare uomini di Stato, diventeranno dei borghesi, e saranno forse più borghesi degli stessi borghesi. Dato che non sono gli uomini a fare le posizioni, bensì le posizioni a fare gli uomini.

(Bakunin)

14 commenti su “PORCI SENZA PERLE… – n°1

  1. L’avevo già letta e commentata sul blog di Gino. Un testo che, a modo mio, condivido in pieno. Parole su cui riflettere. Grazie.

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  2. leggevo oggi non mi ricordo chi che diceva:
    una volta eliminato berlusconi, che ne faremo di tutti i suoi servi?

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  3. … “che ne faremo dei suoi oppositori”… credo sia un problema più grande ancora, poiché i suoi servi sono di tale basso livello che in massima parte spariranno da soli…

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  4. non so dove individuare una discarica in grado di smaltirli tutti
    penso però che molti rifiuti organici continueranno a girare.
    di *ecologia*, ad oggi, non se ne scorge traccia e segno, giusto qualche paldino berciante.
    giusto qualche spazzino, purtroppo già assunto con la garanzia del posto fisso, regioni e comuni che siano i datori di lavoro..

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  5. lo so, commento quanto mai qualunquista,

    “tanto sò tutti uguali”
    qualche anno fa li sbranavo quelli del “sò tutti uguali”
    ora cerco di cambiare qualche sillaba
    mentre balbetto.

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  6. eheheh, bisognerebbe forse dire che non so’ tutti uguali, poiché ognuno è una chiavica a modo suo…
    :-D

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  7. Grazie, Gianni, ma quello sono rifiuti speciali, più coriacei del plutonio…

    eheheh, Vale, ecco il nodo: la famiglia! e non è una istituzione sociale naturale, agli albori non esisteva. E’ una invenzione della società patriarcale e della sua divisione del lavoro… la prima trappola da cui liberarsi…

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  8. Il nodo da sciogliere è a additato nell’affermazione conclusiva dell’analisi di Gino Di Costanzo:: è il sistema capitalista. Che il sistema fosse destinato a diventare cannibale, era scritto ed è stato effettivamente scritto e affermato, ma si sa, non c’è peggior sordo di chi… Ora ci si accontenta di similitudini da videogioco d’antan (ricordate pacman?), per indicare il dito e non la luna, fenomenologie di crisi e non LA causa. Ignoranza? Rimozione? Cialtroneria? Occultamento? Nel frattempo, chi può inzuppa il pane nel fumo dell’arrosto che non c’è. Che cosa inzupperemo nel fumo a breve, è facile immaginarlo, a patto di rimuovere il “fumus” tout court, non solo quello, maggiormente sbandierato al momento, il “fumus persecutionis”.

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  9. Il vulnus sono gli italiani , gli stessi cui si riferiva Cavour ai bei tempi , ed ora dopo la “cura” berlusconiana ( soprattutto televisiva ) votati all’anarchia e all’assoluto disprezzo per il prossimo in funzione del proprio tornaconto , a tutti i livelli . Se arrivasse dal Cielo un Obama italiano lo manderebbero al Creatore in pochi mesi .
    Sta di fatto che la società civile sta reagendo , e bene . Ma non sta in Parlamento .

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  10. Concordo, tranne che sul (credo di capire) buon giudizio su Obama, che ha dato un tocco di make-up all’establishment americano ma nella sostanza le politiche finanziarie, militari e sociali (col piattino che sta preparando al suo popolo) sono le medesime criminali di sempre, a cominciare dall’ultima vergognosa nuova guerra NATO e compagnia…
    La società civile che reagisce è ancora minoritaria (maggioritaria è quella che reagisce a parole) e nessuna delle due è rappresentata dal parlamento, è vero. Partiti e sindacati sono i veri garanti della pace sociale, quindi del sistema…

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