Giorno: 24 settembre 2011

PORCI SENZA PERLE… – n°1

L’orrendo Sacconi, così come Berlusconi, è solo un sintomo perniciosissimo, da eliminare certamente, ma non è la malattia…
La malattia è un sistema che consente a personaggi del genere di ottenere le più alte cariche istituzionali e di distruggere la vita di milioni di persone. Se non si attacca il sistema è inutile chiedere scuse ufficiali per questa o quella gaffe oppure dimissioni per manifesta incapacità: arriverebbero altri ad occupare le poltrone di nuovo disponibili e non sarebbero migliori, ma solo più furbi e coperti. Prendiamo ad esempio la sedicente “opposizione” parlamentare: pare attendere al varco la fine di questo governo, ma non prima di avergli lasciato fare tutto il lavoro sporco i cui frutti erediterà senza essersi sporcata apertamente le mani.
Se il bersaglio delle lotte sociali non è “il sistema” ma le persone che lo incarnano di volta in volta, ogni espressione di dissenso assumerà la forma (e la sostanza) di una ipocrita condanna borghese, tanto politicamente corretta quanto inefficace e pericolosa. Il pericolo deriva dal tipo di critica politica impostata sul personalismo. Affermare che un’equa amministrazione della cosa pubblica dipenda dall’onestà di chi detiene le leve del potere, implica la legittimazione del sistema come struttura politico-economica adatta al buon governo. Accettare la visione de “l’uomo giusto al posto giusto” impone una fuorviante “questione morale” – che tanti governi democristiani hanno venduto con successo ai comunisti parlamentari compiacenti o sulla via del tramonto – che occulta il nocciolo del problema: il sistema capitalista.

Il suffragio universale, vi dico, è l’esibizione più larga e allo stesso tempo più raffinata del ciarlatanesimo politico dello stato; senza dubbio uno strumento pericoloso e che richiede grande abilità da parte di chi se ne serve ma che, se lo si sa bene utilizzare, è il più sicuro mezzo per far cooperare le masse all’edificazione della loro propria prigione (…) Le forme dette costituzionali o rappresentative non sono in nessun modo un ostacolo al dispotismo statale, militare, politico e finanziario (…) Ma, si può dire, i lavoratori, resi più saggi dalle stesse esperienze da loro fatte, non manderanno più dei borghesi nelle assemblee costituenti o legislative, vi manderanno dei semplici operai (…) Sapete quale sarà il risultato? Che gli operai deputati, trasportati in condizioni di esistenza borghese e in una atmosfera di idee politiche tutte borghesi, smettendo di essere dei lavoratori di fatto per diventare uomini di Stato, diventeranno dei borghesi, e saranno forse più borghesi degli stessi borghesi. Dato che non sono gli uomini a fare le posizioni, bensì le posizioni a fare gli uomini.

(Bakunin)