Giorno: 28 agosto 2011

Tra le righe n. 2: Friedrich Hölderlin

Tra le righe n. 2: Friedrich Hölderlin

la traduzione è nella sua essenza plurale etica dell’ascolto

Antoine Berman[i]

Friedrich Hölderlin, Hälfte des Lebens

Mit gelben Birnen hänget

Und voll mit wilden Rosen

Das Land in den See,

Ihr holden Schwäne,

Und trunken von Küssen

Tunkt ihr das Haupt

Ins heilignüchterne Wasser.

Weh mir, wo nehm ich, wenn

Es Winter ist, die Blumen, und wo

Den Sonnenschein,

Und Schatten der Erde?

Die Mauern stehn

Sprachlos und kalt, im Winde

Klirren die Fahnen.

Metà della vita

Si curva con pere dorate

E folto di rose selvagge

Il paese nel lago;

E voi cigni beati

Ed ebbri di baci

Tuffate voi il capo

Nell’acqua limpida e sacra.

Ma quando viene l’inverno,

Dove trovo i fiori e dove

Il lume del sole

E l’ombre della terra?

Muti e gelidi stanno

I muri, al vento

Stridono banderuole.

(Traduzione di Leone Traverso)

Metà della vita

Con pere gialle pende

e pieno di rose silvestri

il paese nel lago,

voi dolci cigni,

ed ebbri di baci

il capo voi tuffate

nell’acqua sacra serena.

Ahimè, dove prendo quando

è inverno i fiori e dove

il lume del sole

e ombra della terra?

I muri stanno

afoni e freddi, nel vento

le banderuole stridono.

(Traduzione di Remo Fasani)

Friedrich Hölderlin, nato nel 1770 a Lauffen am Neckar, studia teologia allo Stift di Tubinga, dove conosce Schelling e Hegel. Non eserciterà mai l’attività pastorale alla quale si abilita. Divenuto precettore dei figli del banchiere Gontard a Francoforte, si innamora della moglie di questi, Suzette, che diventerà il modello di Diotima, figura ricorrente nella sua poesia. Costretto a separarsene nel 1798, prosegue l’attività di precettore a Haltwyl in Svizzera, dopo un soggiorno a Homburg. Nel 1802, quando già cominciano a manifestarsi segni di disturbi mentali, riceve la notizia della morte di Suzette. Hälfte des Lebens è del 1805. Nel 1806 il poeta, sofferente di una malattia catalogata come schizofrenia catatonica, è affidato a Ernst Zimmer, falegname di Tubinga che si prende cura di lui fino alla morte, avvenuta nel 1843. Nella torre di Tubinga, nella quale vive per 37 anni,  Hölderlin continua a scrivere poesie – alcune delle quali analizzate dal linguista e semiologo Roman Jakobson nel suo saggio Hölderlin. L’arte della parola (trad.it. di Oscar Meo, il melangolo, Genova 1979) – firmandosi dal 1837-1838 con lo pseudonimo di “Scardanelli”.

Leone Traverso. “Reputato a ragione il maggior grecista e germanista nella brillante schiera dei cosiddetti «ermetici» fiorentini, possiede accanto a uno straordinario senso della lingua un talento poetico  che pone al servizio dei poeti che traduce, ma che al dire di amici come Mario Luzi, Tommaso Landolfi, Oreste Macrì gli avrebbe permesso di esprimersi altamente con la sua voce, non avesse tutta piegata quella voce a offrire al lettore italiano i versi assoluti di Pindaro, dei tragici greci, di Hölderlin, di Trakl, di Rilke, di Hofmannsthal.” (dalla nota di Margherita Pieracci Harwell in : Cristina Campo, Caro Bul. Lettere a Leone Traverso (1953-1967), Adelphi, Milano 2007. 207-208).

Remo Fasani, poeta, saggista, critico ed artista di rilevante influenza  per Cristina Campo che ne apprezzava la straordinaria cultura e ne condivideva gli interessi, come è documentabile dall’epistolario intrattenuto dalla stessa  tra il 1951 ed il 1954.  Sono stati uniti inizialmente dall’esperienza comune della “Posta Letteraria del Corriere dell’Adda” fondata da Gianfranco Draghi e da Cristina Campo  che affidò allo scrittore alcuni dei suoi manoscritti. È nato a Mesocco (Canton Grigioni) nel 1922; dal 1962 al 1985 è stato docente di lingua e di letteratura italiana all’Università di Neuchâtel.  Cresce culturalmente alla scuola dei grandi toscani (Dante in primo luogo), quindi dei tedeschi (Hölderlin in particolare), per poi dedicarsi allo studio delle filosofie orientali.  L’opera poetica, dal 1943 fino ai primi anni sessanta, appare contrassegnata da una disposizione idilliaca con tendenza al mistico. La seconda fase segna una svolta nettissima e rientra a pieno titolo in una tradizione di poesia saggistica modellata su esempi classici, Parini in primo luogo, poi Leopardi, Manzoni, Dante e i lirici cinesi.  Remo Fasani ha scritto diversi saggi critici, soprattutto su Dante, ma anche sulla metrica, sui Promessi Sposi, su questioni linguistiche.  (dal sito www.cristinacampo.it )


[i] Berman, linguista francese, traduttore dall’inglese, dallo spagnolo e dal tedesco, saggista e teorico della traduzione, è menzionato da Maria Luisa Vezzali a p. 8 del suo Editoriale al volume di “Materiali” (pubblicazione semestrale della Bottega dell’Elefante), pubblicato nel dicembre 2007 con il titolo La soglia sull’altro. I nuovi compiti del traduttore.