Giorno: 12 agosto 2011

“Frontenotte” di Stefano Lorefice – Transeuropa Edizioni

“frontenotte”
Stefano Lorefice
Transeuropa Edizioni, 2011

Non ha prefazione e nemmeno una post-fazione questo nuovo lavoro di Stefano Lorefice, una plaquette d’intensità che percorre la consistenza dei giorni, attraverso versi ritmici, come il respiro e il battere dell’occhio.
S’accompagna, ad un CD dei Le-Li, stile folk anni ’60, un’insieme di suoni inconsueti e variegati dove gioco e malinconia si fondono, sono 10 inediti di cui uno ispirato ad un testo di Lorefice, Il giorno della lena e una cover di un celebre brano degli Stooges, di Iggy pop, No-fun.

Confine estremo del rumore

***

prima o poi ci sarà
da rendere conto del disastro
e il carico delle stirpi
confuso senza essere
mai nominato
avanzerà frontale contro
tutto quel che siamo, verrà
preciso a chiederci indietro
l’ultima zona di libertà,
a quel punto andremo sotto
in apnea col ventre
secco asciutto, privo
di quell’elasticità necessaria
a sopportare le acque

senza fiato
arriveranno inquadrati i lupi
dell’unica democrazia
che conosciamo

Manutenzione degli amanti

***

ci appartiene la quiete delle cose rare,
non è più doppio il peso dei corpi
levigati dagli anni insieme
e non pare più un disguido
questo nostro capitarci addosso

*

Succede poi, dopo chilometri di strade sterrate che contengono nuvole e foreste e fiordi, succede che spunti un tavolino di plastica con tre sedie attorno, messe lì da chissà quale divinità bislacca. Due case poco lontane, di legno. Una rossa, una blu. E ancora chilometri di foreste e fiordi. Così, ti trovo seduta esattamente di fronte a me, pronta a brindare alla notte che d’estate, qui, è luce.

(Norvegia – Luglio 2007)

Dimestichezza della notte

***

mi accorgo che servirebbe
una parola grande
per parlare della neve,
pensarla senza pensare
cominciando dal silenzio
dei campi
che portano al lago

*

non resta che scavare
fino alla spina dorsale
delle cose, con l’intenzione
di sillabare l’origine
esatta che muove le parole,
pronti per l’ultimo assalto
dove non si deve dimenticare
l’essere fragili
l’essere umani

Lampioni lungo lo slalom del vento

***

bisogna imparare
a rispettare il silenzio
dei sassi sulle mulattiere,
quelle che salgono ai piccoli
paesi di montagna abbondanti,
dove il vento fra le case ormai
in rovina s’oppone all’uomo
e vince

*

Ci si limita a prender nota accostando l’orecchio ed i muscoli alla pioggia che fuori scroscia; sale dall’entroterra, a guardare dalla finestra. Un leggero vento, lo si vede dal movimento dei rami, imbocca rampe, frontiere e strade. E’ un tempo traverso, perfetto nel suo essere di giustizia naturale e nuvole.

Come di schianto

***

Arrivati al termine della strada, sterrata si resta lì,
dove il fiume entra nel lago. L’acqua rimescola e
cambia di colore; si possono percepire trote, cavedani
ed altri pesci bloccati in questo luogo non luogo, subacqueo.
Sopra beccacce, che scendono.
C’è il vento, e qualche barca in lontananza.
Questo basta.

(Oasi Pian di Spagna – 19-07-2008)

Biografia

Stefano Lorefice è nato verso la fine degli anni settanta in provincia di Sondrio, si è trasferito a Roma, poi in Francia per diverso tempo. Ha pubblicato la raccolta di poesie L’esperienza della pioggia (Campanotto Editore, 2006), le plaquettes Prossima fermata Nostalgiaplatz (Clinamen, 2002) e Budapest Swing Lovers (Edizioni Clandestine, 2004). Nel 2010 è uscito il suo primo romanzo Il giorno della Iena (Eumeswil Edizioni), dopo la raccolta di racconti Cosmo Blues Hotel (Edizioni Clandestine, 2004).

Booktrailer