Mese: agosto 2011

Solo 1500 N. 11 – Da dove vengo io

Solo 1500 N. 11  – Da dove vengo io Da dove vengo io, è un territorio esteso. Il posto da dove vengo io è Giugliano in Campania, provincia di Napoli. Territorio fra i più estesi d’Europa. Spesso, scherzando, dico “fra i più stesi d’Europa”.… Continue Reading “Solo 1500 N. 11 – Da dove vengo io”

Borges e il giardino dei libri che si incrociano – Una riflessione intorno al tema – di Davide Zizza (post di natàlia castaldi)

“[…] Proust è quello che mi viene, non quello che chiamo. Non è un’autorità, ma semplicemente un ricordo circolare. Ed è questo l’intertesto: l’impossibilità di vivere al di fuori del testo infinito – sia questo testo Proust, o il giornale quotidiano, o lo schermo… Continue Reading “Borges e il giardino dei libri che si incrociano – Una riflessione intorno al tema – di Davide Zizza (post di natàlia castaldi)”

[Novità editoriale] Permanenze Lontane&Inediti – Maurizio Landini

Permanenze Lontane, Edizioni della Sera 2011 Introduzione al libro fatto dall’Autore: “Le permanenze lontane sono giorni trascorsi sulla carta. Soggiorni comunque piacevoli, andirivieni emozionanti come il respiro profumato. Fiato all’anima, suono dietro l’occhio. Lo sguardo disattento sul paesaggio che non cambia. È un viaggio… Continue Reading “[Novità editoriale] Permanenze Lontane&Inediti – Maurizio Landini”

Tra le righe n. 2: Friedrich Hölderlin

Tra le righe n. 2: Friedrich Hölderlin “la traduzione è nella sua essenza plurale etica dell’ascolto” Antoine Berman[i] Friedrich Hölderlin, Hälfte des Lebens Mit gelben Birnen hänget Und voll mit wilden Rosen Das Land in den See, Ihr holden Schwäne, Und trunken von Küssen Tunkt… Continue Reading “Tra le righe n. 2: Friedrich Hölderlin”

Raúl González Tuñón – poesie da riscoprire (quarta puntata) (post di natàlia castaldi)

Raúl González Tuñón, Buenos Aires, 1905–1974 [La muerte en Madrid – La Libertad y un homenaje] La Libertà non ha nome, non ha statua né parenti. La Libertà è feroce. La Libertà è delicata. La Libertà è semplicemente la Libertà. Essa si ciba di… Continue Reading “Raúl González Tuñón – poesie da riscoprire (quarta puntata) (post di natàlia castaldi)”

Venezia 2050 di Anna Toscano

Venezia 2050 I veneziani non ci sono più, andati via tutti, troppe spese, troppi costi, troppa arte, troppi turisti, troppo umido, troppa quiete, troppo chiasso, troppa pietra, troppa afa, troppo freddo, così tutti gli indigeni, con tutte le loro lamentele, se ne sono andati… Continue Reading “Venezia 2050 di Anna Toscano”

Dei sogni che vi racconto – Poesie e disegni di Ksenja Laginja

mindfield_pilot pen_2010 Giorni di Tenebra Non c’è vendetta nelle parole, né deboli illusioni radicate sul ventre ossuto e in fiamme di questa città incenerita. Non c’è compassione nelle parole né sottili speranze appese o cuori incrostati nel buio. Solo tiepide sofferenze affogate dentro giorni… Continue Reading “Dei sogni che vi racconto – Poesie e disegni di Ksenja Laginja”

Solo 1500 n. 10: Ha levato le tende

SOLO 1500 N. 10: Ha levato le tende I fatti sono questi: c’era questo cane qui che si chiamava Margherita e quindi era una femmina. Alta, maculata a mucca. Margherita prima stava in un canile e non se la passava granché bene e nemmeno… Continue Reading “Solo 1500 n. 10: Ha levato le tende”

Stradivarius

Si può dire che in questo nome è racchiusa la continua trasformazione del capoluogo lombardo. In quella Milano in cui il vento sta cambiando, pochi mesi fa ha chiuso anche l’ultra trentenne Stradivarius. Si trovava a pochi passi dal duce capovolto di Piazzale Loreto. La… Continue Reading “Stradivarius”

Sonetti impuri – Salvatore D’Angelo (post di natàlia castaldi)

Già, oggi i vivi si dànno alla macchia i volti cari, gli amici, gli estranei l’uomo sullo sfondo, il corvo che gracchia sulla distesa di vani terrànei… Per le strade vuote fa mulinello e rifugge il vento, dalle finestre murate a oriente, sulle ginestre… Continue Reading “Sonetti impuri – Salvatore D’Angelo (post di natàlia castaldi)”

Lost in quotation (1)

Lost in quotation (1)

“Il libro è uno specchio: se a riflettersi è un asino, non puoi aspettarti l’immagine di un santo” (Georg L. Lichtemberg).

Si dice che Benjamin nutrisse il sogno di comporre un libro di sole citazioni, un’opera compiuta in cui le unità fondamentali del linguaggio non fossero le singole parole ma frasi intere o frammenti di frasi che altri autori, più o meno noti, hanno in precedenza utilizzato. Un sistema di segni più sofisticato perché aggiunge ulteriori vincoli al gioco letterario ma che allo stesso tempo introduce la possibilità di sovrapporre nuovi strati di significato, dal momento che opera ad un più alto livello di astrazione.

Marina I. Cvetaeva – poesie da riscoprire (terza puntata)(post di natàlia castaldi)

I versi crescono come le stelle e come le rose, come la bellezza – inutile in famiglia. E, alle corone e alle apoteosi – solo una risposta: “Di dove questo mi viene?” . Noi dormiamo, ed ecco, oltre le lastre di pietra, il celeste… Continue Reading “Marina I. Cvetaeva – poesie da riscoprire (terza puntata)(post di natàlia castaldi)”

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