Poesie di Adriano Padua

Poesie di Adriano Padua

LOOP FX   (da La Presenza del Vedere, Polimata 2010)

			"Il cancello etimo, cancellare sbarrare.
			Quasi defilato dalla vita
			con media comprensione
			di quanto sale intorno di quanto cede in me
			cerco di stringere sulla parola “bene”
			pietra di un bene, nel sopra  -    il tempo stringe.
			(A. Zanzotto, La Beltà)

questo volere come starci dentro
neutralizzando l’odio anestesia
degli occhi tuoi pianeti nelle orbite
somministrare intanto morte al tempo
dose per dose che non c’è bisogno
ma non sapere nel riempire cosa
lingua materia elettrica contorta
segni lasciati imprimere lo spazio
dello sfiorarsi con violenza unica
da riconoscere in quanto rimane
per non poterti essere mai stato
con il sopirsi attese quanto lunghe
in un frapporsi ora degli errori
che non esiste a tutte le parole

*
in preda ad un costante interpretarsi
come se fosse a scendere e salire
un dire necessario e ininfluente
omesso alla follia che non ci sente
nel peso di non essere opportuni
persi ricercavamo buio nelle
pupille come spilli che pungendo
la pelle fanno male ed il contesto
contando veramente più di ogni
parola che qualcuno la versifica
così per sempre scritta a sé la muore
vivendone a prescindere mancanza
modificata forma anche se ora
antitesi ci regolano in norma

*
impresi al nostro consumarci ore
imporre inesistenti conclusioni
continuando in clima della crisi
l’inarrestarsi avanti e gravitando
essersi nello sfondo col rumore
l’umore altalenare senza armi
combattere la guerra contro cosa
confusi tra nemici da sconfiggere
mimetizzando l’altro dei discorsi
come se già li avessi pronunciati
incominciare i versi ininterrotti
per separare e i modi dell’attrarsi
si compiono nei luoghi consueti
da cui non può bastarci non volere 

*

ripetersi di nuovo nel sentire
immagini a contorni realistici
contatti che avvenuti disperdendosi
rivoltano la vita fatti senso
dirottano percorsi stabiliti
per deviazioni in precedenza note
nell’affrontarle solo quando avvengono
proprio al momento in cui senza motivo
succede che qualcosa si verifichi
concretizzata poi nel proprio ambito
e tutto questo ruota su sé stesso
senza procedimento contraendosi
come una stasi esplosa illineare
irriducibile a che sei poesia 

Inediti 

a fare l’ambiente spaziale più liquido e ampio non sono le assenze o le cose
							[che si manifestano
la luna ripete sé stessa per fasi precise la luce del sole riflessa su una
							[superficie parziale
emana per strade deserte i suoi raggi invisibili e freddi mutando la forma
							[imprecisa del buio
ti porto le prive di rime parole residue i frammenti di canti annientati
							[e smontati dal mondo
stigmatica carneficina dei sogni e martirio in assenza di corpi mediato in
							[sistemi di segni
sequenza di versi annidati nelle spaccature dei muri in cemento di questa
							[città fatiscente
la forza d’incanti stravolti ed eserciti in marcia di madri rabbiose a
							[scandire in silenzio
preghiere turbate dal non realizzarsi la lingua rinchiusa nei luoghi crudeli
							[che abita e dice

*
Scarnificare a segni il vuoto d’ogni inizio, marchiando imprimerne la
							[superficie,
agire sull’esterno senza riempire, per fasi e pause aritmeticamente, nel
							[ritmo
obliquo, declinato a contrarsi in assenza di suono, come fosse possibile
							[davvero,
accumulando sottrazioni e linee, un logico non distinguere, istituire
							[destabilizzati
nuovi processi privi di ogni ordine, svolti in devianza, ribaltamenti ai
							[punti cardinali,
imprecisioni delle strategie, in direzioni buie, su strade dalle trame
							[indistricate,
che vanno diramandosi a tornare, non arrivate ancora, improprie nel progetto
e proiettate altrove, percorse da silenzi, da polveri piovute a soffocare
							[fuochi,
in mari dirompenti di mancanze, assidue e assuefacenti, che annegano sé
							[stesse
e annullano di sillabe la notte, scrivendola con simboli invisibili, per
							[vanificazione.

6 commenti su “Poesie di Adriano Padua

  1. Ho sempre pensato che un poeta per affermare il proprio io poetico debba diventare riconoscibile nella poesia, non diventando monotono o monotematico, ma che tra una serie di poeti anonimi, venga riconosciuta la sua penna. Così è la poesia di Adriano, perché ogni volta che leggo suoi testi mi sembra di riconoscerne il marchio. Una cosa rara che pochi poeti possono permettersi. Piaciute le orbite degli inediti.
    Una scrittura matura e consapevole. Mi piace il tono pacato del ritmo, un verso scorrevole e delicato al palato. Complimenti!
    Anila Resuli

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  2. Secondo me uno dei poeti più interesanti per l’uso del ritmo, della metrica, dentro e fuori dagli schemi tradizionali.

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  3. “La presenza del vedere” è un grande libro, bravo Luciano a proporne un estratto.

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  4. grazie, di cuore

    parole preziose le vostre, letture che sono doni

    grazie anche a Luciano

    ap

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