Giorno: 30 giugno 2011

J.R. Wilcock: poesie da riscoprire (post di Natàlia Castaldi)

Ho letto così tanti poeti da doverne leggere ancora fin troppi, ma uno, uno in particolare, costituisce il mio punto fermo per fare boa e ricercare il riparo della terra ferma.

Il poeta di cui parlo è J.R. Wilcock, di cui vi ricopio una selezione di testi tratti dalla raccolta Adelphi del 1980, pag. 233.

buona lettura.

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24.

Due case avevano per confine un ruscello,
di qua viveva una pazza, di là un bambino,
e si parlavano da una riva all’altra.
Quello è un racconto, leggilo, di amore puro
se qualcosa di puro c’è nell’amore.
Parlavano di piante e di furetti.

*

31.

Adesso sono completamente solo,
adesso che mi riempi l’universo,
questo allegro universo in espansione
con galassie, cefeidi, supernove,
e tu dietro ogni grado dello spazio,
che a una parola tua si rattrappisce
e si concentra nella tua sola persona
di nuovo come un astro in pulsazione;
non ho più amici, non ho più interessi,
sto qui a studiare la tua cosmografia,
le tue emissioni radio, le tue sizigie,
più esattamente la tua bocca ed i tuoi occhi,
più esattamente quel che c’è in fondo ai tuoi occhi,
e ancora più esattamente, te.

*

5.

L’amore che fa dolce chi aspro era
non si concede ai gregari.
L’amore che ordina le varie percezioni
non resiste alle musiche volgari.
L’amore che fa azzurri l’acqua e l’aria
non può tutto transustanziare.
L’amore che dà senso al mondo esterno
ama il silenzio, la solitudine, il mare.
Tu fuso di fuoco interno,
casta rosa radioattiva,
che il transitorio in eterno
muti nella fiamma viva,
effluvio della materia
per te spirito rifatta,
e della nostra miseria
singola ricchezza astratta,
tu brace di ghiaccio emani
la tua immortalità
solo a chi ha pure le mani
dalla comune viltà.

*

4.

La saggezza non è un dono degli anni
bensì una qualità aristotelica
che si ha o non si ha fin dalla nascita,
un equilibrio fra il fattibile e l’impossibile,
una conoscenza previa alla conoscenza.
Non piove dal cielo ma con noi fiorisce;
non indifferenza ma trattenuta passione,
gioiosa e melancolica accettazione
dell’umana effimera fantastichezza.
Poche cose sa il saggio, ma le ricorda:
che l’uomo è al servizio della donna,
e questa al servizio della maternità,
e gli uni e le altre muovono perpetuati.
Inoltre esiste la parola,
con cui gli oggetti vengono nominati
e i concetti creati,
ciò che ci fa diversi dalle bestie,
un poco, ma non troppo.
Ma non è questa la sapienza da salvare
se ogni uomo in sé la può trovare.

*

3.

Non tutto è stato detto, e ciò che è stato detto
è stato tante volte dimenticato
che il mondo si direbbe appena nato
e la vita dell’uomo, e quella dell’insetto
un universo ancora da scoprire,
e il sole e l’albero che si ostina a fiorire:
tutto è così nuovo e così sorprendente
da sembrare creato di recente.
Ora viviamo con gli occhi nel passato
quasi fosse un futuro da raggiungere;
ma anche il passato è stato creato
qualche minuto prima del presente
non mèta ma ornamento, non precedente
ma complessa decorazione del minuto,
non giudice degli atti, ma teste muto.
Siamo qui dunque con la nostra esperienza
logoro strascico di pelurie e rifiuti
sulla soglia sempre dell’attimo rinnovato,
questo dono che a nessuno è negato
di scorgere un paesaggio ad ogni istante,
fra gli archi del presente un mondo luccicante
dove un’idea non fa soffrire,
nel mare immersi del puro percepire.

*

II

10.

Dobbiamo imitare i saggi della tribù,
gli anziani che impartiscono il segreto secolare;
e i saggi della folla non hanno alcun segreto
né da impartire né da occultare. Eppure:
ciascuno cerchi il suo modello,
quelli che non ne hanno sono schiavi,
come quelli che scelgono per un modello uno schiavo.
L’uomo libero insegna libertà,
il veritiero insegna verità,
il nobile insegna nobiltà.
La terra è piena di figli di nessuno;
eppure là, sulle vette dei secoli
si ergono come statue i grandi antenati
che a tanti morti diedero volto e voce.
Non troverete nel baratro un padre
ma in ciò che ancora non è stato travolto,
cospicua eredità rimasta senza eredi.

*

5.

Chi è legato alla carne deperisce,
come la carne che è in noi deperisce.
Ma la morte mentale avviene prima,
forse alla prima accettazione
di un ordine che non è concordia dei diversi
ma inganno e privilegio del potere.
Per non tradire bisogna avere cento occhi,
ma la ricompensa è la miseria.
Per non mentire bisogna avere cento braccia
ma la ricompensa è il disprezzo.
Per non essere leggeri bisogna essere leggeri
ma la ricompensa è il silenzio.
Per non essere crudeli bisogna essere crudeli
ma la ricompensa è la solitudine.
Seguire il Vangelo, non peccare in spirito
può portare in prigione, ma la prigione è aperta.

*

Spazio

Nella mia stanza non c’è nulla
tranne il fonografo e il letto:
e anche nel cuore non c’è nulla
tranne un figlio da me diverso.
Così c’è spazio per muoversi
sia nel cuore che nella stanza;
ho buttato gli stracci al fuoco,
i sentimeni li ho buttati in mare.
Non tutti hanno vuota la stanza,
non tutti hanno il cuore vuoto:
ci si può lasciare entrare
ogni mattino un mondo nuovo.

*

2.

Preghiera al caso

“Possa tutto mutare e non mutarci;
che i nostri cambiamenti siano identici,
le nostre morti simultanee”
Dev’essere un dolore intollerabile
sentir cessare la felicità.

*