Giorno: 7 aprile 2011

Cristina Donà: Torno a casa a piedi

Cristina Donà

(2011)

Guardare fuori dalla finestra, in direzione degli alberi. Non c’è un filo di vento e il verde resta quasi immobile. Dopo tanto freddo, finalmente è arrivato il caldo, dicono. Dopo il freddo più freddo degli ultimi anni, ci si appresta al caldo più caldo degli ultimi anni. Diranno anche questo.
Di eserciti, specie in questi giorni, è pieno il mondo; di alberi, un po’ meno.
Cristina Donà li ha messi insieme, in una canzone inserita nell’ultimo disco, Torno a casa a piedi. E non parla di alberi e non parla di eserciti. Un esercito di alberi, questo il titolo, parla di lei e della sua maternità. E in qualche modo parla anche di tutti noi, che ci troviamo ad avere accanto (o anche solo nella mente) il nostro esercito di alberi che protegge la nostra testa da pensieri inutili, il nostro esercito di nuvole d’argento che fa diventare il cielo magnifico anche se non è sereno.
E’ solo un esempio di un disco solare, uscito dopo dopo tre anni di silenzio. Un disco che parla d’amore e di abbandono, che racconta la vita di tutti i giorni. E’ un disco il cui suono deve molto a Saverio Lanza (leader dei RockGalileo nei primi anni ’90). E per lei, che ancora crede nei Miracoli, è forse il miglior disco insieme all’esordio di “Tregua”.
Guardando fuori dalla finestra, vedo che si è alzato un po’ di vento. Il verde degli alberi inizia a muoversi, mentre “sulle pagine bianche cade inchiostro nero“…


Un esercito di alberi

Un esercito di alberi al vento,
sei tu,
proteggi la mia testa,
dai pensieri inutili e mi basta,
un esercito di nuvole d’argento,
sei tu,
fai diventare il cielo,
magnifico anche se non è sereno,
e non serve capire..
esplode il mio cuore come una preghiera,
trovo una ragione che non conoscevo
ad insegnarmi cosa c’è che conta davvero.

Un oceano di giorni dove il tempo,
sei tu,
proteggi la mia testa,
dai ricordi inutili..

E non serve capire..
esplode nel mio cuore come una preghiera,
trovo una ragione di cui non so fare senza
ad insegnarmi che c’è una nuova innocenza.