Giorno: 28 marzo 2011

Marinella Grosa – Cinque poesie da “Lieto fine”

Il lieto fine delle fiabe

Tu che cavilli intorno a deliziosi

biscotti al cioccolato

e temi che siano bocconi avvelenati.

Non hai forse rielaborato

le amarezze del passato

le paure dell’orco e della strega cattiva?

Ora comprendi la funzione

dell’amaro cordiale

e dei molti caffè con dehors

disseminati lungo il viale.

Abbiamo bisogno di una parola gentile

di un digestivo delicato

e di un futuro buono da corteggiare.

Incapaci di rinunciare – come siamo –

al lieto fine delle fiabe.

*

Serata d’estate in città

La tivù dei vicini

sempre accesa

la mia vita contesa

dalla voglia di spento.

Stavo a stento

nella stanza chiusa.

Il ventilatore stanco

di voltare a tempo

s’accasciò privo di vento.

Era il malcontento

d’una estate afosa.

*

Il corpo felice

Il corpo infelice

recide

snatura

paventa

si stanca

arranca.

Il corpo infelice assenta.

 

Il corpo felice si dice.

Sorride

si sente

comprende.

Il corpo felice raggiunge.

Agisce il corpo felice

fiorisce conosce supplisce.

Il corpo felice coincide.

*

Sono una collezionista nata

Sono una collezionista nata.

Tra tanta durezza

ho raccolto i miei sentimenti

in scatoline a forma di cuore

che tengo ordinate

nella teca dai vetri colorati.

E colleziono frasi:

“chiamami quando vuoi”

“hai tempo per un caffè”.

*

Come si teme il vento

Tu che hai compiuto rituali

per propiziare il cambiamento

adesso lo temi

come si teme il vento

che dall’oggi al domani

spazza via le foglie secche

e spezza i rami.

 

 

Marinella Grosa ha pubblicato due raccolte di versi, Geometrie dell’Attesa (Campanotto, 1996) e Lieto fine (Campanotto, 2010). Nel 1995 ha curato la prima traduzione dall’inglese delle poesie di Rodolfo Valentino (ed. Petrini Libreria, Torino).  Oltre che di poesia, si occupa di astrologia psicologica e floriterapia.


Suggestioni notturne/luce per le anime entro queste mura_di Simonetta Della Scala

photos by daria endresen

PORPORE

Essere al porto,
dai tufi bianchi,
il padrone accusato,
sesso fra i dazi,
come unica porta.
Se recipere,
ex alto invehi,
penetrare.
Uno solo può tutto,
dal retroscena
imperla
al suo nescio quid.
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La luce è solida e da un luogo imprecisato e inaccessibile del carcere come l’abato nel tempio, risuonano strani canti e acciottolio di pietre

PHARMAKOS

Bes beta sull’abato acuto.
L’orlo in cantata, al domino
a corbe. Detector, ferla
ai laschi main-gauche.
Alle dure echei di pietre
da costa.
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Si presentano alla mente lontani e confusi tempi in assetto militare

SQUAME NEL LAGO

Tregua al quarto assetto.
Facilmente sibilias Serapide.
Agli stami, nodi di ragazze
in alloggio.
I nudi, in stalle, all’osteria
ove si appressano
le squadre.
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Mostri seducenti e strani medicamenti in un oscuro gennaio

MECHIRE

Lamia al verno
mergi in posca.
Sòrti in giava.
Ridere in nylon
forse.
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BERTI

Subito, après coup,
lasciarti indistinta,
lasciare, carni usteron
malvagi.
Berti di cera,
estate,
quando
non sai che ti guardo.
E suggere
di là,
chi cerchi una sera.
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Poveri ed alterati giacigli, intorno liquide urne funerarie dal sembiante umano

RIBES

Di pezze pevere
i letti mescàl.
A picche,
liquidi i canòpi.
Il grado fresco
delle membra
a cantina.
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Clima allucinatorio per oppressi e oppressori
La gronda di una candela
allucina il colore della superficie.
Strappare quella vista dal filo.
Filtrare come appesi
ad una nocca di corda
il dolore della gravità.
E la scena della novità
non gracchia più.
C’è il sole, l’uccellino, il cunicolo
bruciante come la febbre…
la viuzza Maria, il topo-fumo
di consuetudine.

E il poliziotto si spara in bocca
un’ultima pallottola.
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Sfasature di pelli e realtà nell’arsione

Mungono chicchi
i suoi tralci
senz’acqua.
La pelle dell’orizzonte
che non tampona
questa pazzia.
E il mulino carta
drappi sul baratro
non danno ululi
e sirene. Vedi
che ci sono ancora?
E’ facile controllare
i morti fra le centraline.
E’ lì che il pensiero fuma.
E’ lì che lo puoi incastrare.
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Polveri di varia natura si addensano nella psiche

POLVERI

Turgore.
Meno di me di te.
Cuocere bacche in ottobre
entro la spremitura
Di ferri stagni al calore
non ha più importanza vertebrale
concitazione: la termite di marmo
il forte è gravido di ragne
Vince l’impiccagione una pioggetta grigia
che annega le bacche
e i suoni ragli del veleno .
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Piccoli ruvidi piaceri, verso la fine, sogno di sottrazione in assenza di guida nel lungo giorno

ADRÒMI

All’edima,
ancora hdews dran
eis qanatous,
upo qhxin: qhn.
Alibi, alibi
alla truscia mire
(in chente serio)
a laeds dessi
on the jour.
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Ed est sombre,
vivere che sia aux nuits
es est cedimi corpi
che sia, sombre, aux nuits,
cederti notte.

 

Simonetta della Scala

Nata a Firenze l’8 settembre 1975

Note Letterarie

Specializzazione in Storia della Critica Letteraria, passione per l’ermeneutica filosofica.
Come Poetessa ha pubblicato suoi testi sull’antologia “Nodo Sottile Due”, Firenze, Cadmo, 2001 per volontà dell’Assessorato alla Cultura e su riviste specializzate quali “L’Apostrofo” marzo 2002, “Atelier” settembre 2002, “Sagarana on line” aprile 2002 e partecipato a svariate conferenze.
Come Saggista ha pubblicato un lavoro sul decostruzionismo su “Atelier” dicembre 2002 ed un saggio su Herbert Marcuse su Crofiz on line (www.crofiz.com).
Nel maggio 2002 ha fondato il laboratorio-rivista on line di costume e vaia cultura contemporanea on line Porpore (www.porpore.com) di cui ne è la direttrice.

Note artistiche

Il Laboratorio da lei diretto ha (porpore.com) organizzato spettacoli sperimentali di contaminazione fra i poliedrici aspetti dell’arte.
In tutti gli spettacoli attualmente all’attivo, Simonetta si è esibita e distinta come attrice-performer, organizzatirce e regista.
Ha frequentato un corso intensivo di un anno presso Chille de la Balanza comprensivo di stage in “reclusione” per tre giorni nell’anno 2002-2003, sotto la direzione del regista Claudio Ascoli (massimamente vòlto al training fisico dell’attore).
Per lo studio sulla voce ha seguito lezioni private presso attori e registi (quali Agostino Aresu noto interprete di teatrodanza).
Come Organizzatrice ha frequentato uno stage presso La Tedavì 98 nel novembre 2003, condotto da Alessandro Riccio.
Degno di nota il successo riscosso con l’ultimo spettacolo Sensi Charme (gennaio-febbraio 2004) che ha riscosso notevole risonanza e favore della critica.

 

email: s.dellascala@alice.it