Giorno: 3 marzo 2011

Kevin Canty – Dove sono andati a finire i soldi

DOVE SONO ANDATI A FINIRE I SOLDI – KEVIN CANTY

Quando fu tutto finito, Braxton sedette al tavolo di cucina del suo appartamento e cercò di capire cosa ne avessero fatto dei soldi. Un po’ se ne erano andati per ottime scuole, ottime scuole private: la scuola hippy per Lucinda e l’Accademia Spagnola per Steve. La scuola hippy era una cooperativa di genitori. Braxton  ricordava un incontro fra genitori del quale, ubriaco, aveva atteso penando la fine: il benestante e l’avvocatesco che facevano a gara nell’alzare al voce. Dall’inizio alla fine. Gli era sembrato di essere tornato all’ultimo anno delle medie, abbruttito dalla noia, pronto alla fuga. E poi la cooperativa dei genitori era più cara dell’accademia, diecimila all’anno contro seimila. Più il doposcuola. Più Brenda, la babysitter. Le lezioni di pittura nel fine settimana, gli stage di tennis, il nuoto. Non che le scuole pubbliche fossero scadenti. Erano ottime. Altri soldi se ne erano andati nelle auto, nella sistemazione del giardino, nei vestiti, nelle vacanze. Per Natale erano andati tutti e quattro in aereo a Honolulu, per il Presidents’ Day a Vail. Scrivendo a matita sul dorso di una busta (aveva ricevuto l’approvazione preliminare per un prestito di altri cinquantamila dollari), cercò di calcolare come un semplice fine settimana sugli sci fosse potuto costare tanto: l’abbonamento agli skilift, i pasti, gli sci larghi a forma di clessidra che si era comprato, e che poi, spinto da una sorta di senso di colpa, aveva comprato anche per la moglie. Ma non erano i suoi a essere sprecati, si disse. Sciare gli piaceva e non se la cavava male. No, erano quelli che aveva preso per lei nella speranza di incoraggiarla. Li aveva usati quel fine settimana, poi mai più. Cinquecento per gli sci, centoventicinque per gli attacchi. E naturalmente gli scarponi nuovi.

Che spreco, pensò.

L’equipaggiamento da snorkeling, la tavola a vela, la mountain bike. Una Klein, ricordò. Aveva fatto ricerche per mesi per capire quale fosse il modello da prendere, il migliore in assoluto. La biciclettina per Steve, una follia che gli era costata un occhio della testa, così che potessero pedalare lenti per il parco giochi sulle loro due ruote da migliaia di dollari, padre e figlio.

Quando la piscina era stata ultimata avevano dato una festa. Tutti quelli che conoscevano, alla luce dei faretti. Braxton aveva speso mille dollari soltanto in liquori, per non parlare del catering, dell’illuminazione, della piscina stessa. E lei si era sbronzata, già a inizio serata, visto che per disgrazia si era dimenticata di mangiare. Non succedeva regolarmente, e neppure tanto spesso, però sbronzarsi le piaceva. Si muoveva rapida intorno alla piscina, nella luce soffusa, chiacchierando, flirtando. Stava parlando con gli Anderson, dando le spalle alla piscina, quando inavvertitamente aveva fatto un passo indietro e non era riuscita a riprendere l’equilibrio. Lui l’aveva vista rovesciarsi lentamente all’indietro e piombare nell’acqua, aveva visto il suo vestito sbocciare attorno a lei nella luce subacquea come una grande corolla variopinta, e in quell’istante non l’aveva detestata. Anzi in quel preciso istante l’aveva amata.

Poi aveva sentito sussurrare la parola <<ubriaca>>. L’aveva sentita passare di bocca in bocca tutt’intorno. Lei era uscita dall’acqua come se nulla fosse, e per tutta la sera aveva continuato a girare con addosso il vestito bagnato, i capezzoli che sporgevano dal cotone umido.

Le giacche a vento, gli stereo.

Il pomeriggio in cui si fece un’idea di quanto era grave la situazione, di quanto grave sarebbe diventata, era nella camera da letto matrimoniale che dava sulla piscina. Sollevando gli occhi da conti e fatture, vide Steve che si dondolava su un canottino di plastica color argento nella parte più profonda, a occhi chiusi, ormai da ore. Da quando aveva compiuto dieci anni era ingrassato, ma per lei era solo <<robusto>>. Ogni volta che braxton alzava lo sguardo vedeva suo figlio in quel  punto, immobile, che galleggiava. Ha preso da lei, pensò con rabbia. La stessa indolenza. Lo osservò con disgusto.

Il resto dei soldi, quello che era rimasto, se ne andò in avvocati.

@ Dove sono andati a finire i soldi – racconti – Kevin Carthy – ed. Minimum fax – 2011