Giorno: 2 marzo 2011

Si andava al mare

Il sottoscritto sulla spiaggia di Miliscola

Le domeniche d’estate avevano il profumo della pasta cucinata di prima mattina che ci avrebbe accompagnato nel viaggio fino al mare. Amavo anche l’odore dolciastro della crema abbronzante al cocco di mia zia. Ricordo meno volentieri la puzza nauseabonda della tappezzeria della macchina nuova di mio zio, l’unico dei parenti ad essere motorizzato.

La nostra Ipanema si chiamava Miliscola, la spiaggia di Bacoli, e distava più o meno quindici chilometri da Bagnoli, dove abitavamo. Nella seicento dello zio ci stipavamo in sette: lo zio e la zia freschi sposi; mio padre e mia madre; io ed i miei due fratelli. I miei cugini sarebbero nati qualche anno dopo.

La mano della nonna salutava la nostra partenza dalla finestra, chissà perché lei non veniva mai… Io resistevo per quasi tutto il viaggio ma cedevo invariabilmente in vista del traguardo, sui tornanti del castello di Baia, vomitando sulla tappezzeria e sulle rate ancora da pagare della macchina. Mio zio prese così l’abitudine di andare a bestemmiare in puteolano lontano da orecchie innocenti, alla solita fontanella dove usava lavare i tappetini sporchi dei miei succhi infantili.

Sulla spiaggia libera ci si accampava con due ombrelloni, tavolino e sedie da picnic, più un frigo portatile col suo pesante carico di bottiglie d’acqua e di vino immerse in blocchetti di ghiaccio, che compravamo per poche lire da Luisa ‘a ghiacciaola. Della pasta, immancabile, s’è già detto.

Non sapendo ancora nuotare, facevo il bagno circondato da un salvagente gonfiabile con testa d’elefante ed una proboscide che produceva un suono se premuta, una sciccheria! Ma ciò che amavo di più era fare “il fosso” con mio padre: lui si sedeva con noi fratelli nei pressi del bagnasciuga e ci aiutava a scavare nella sabbia con le mani fino al punto in cui la lunghezza del braccio lo consentiva, per vedere l’acqua sgorgare dal fondo del piccolo scavo. Scoprivamo così che il mare non terminava dissolvendosi nella risacca ma arrivava dappertutto, anche sotto la sabbia. Non aveva confini.