Giorno: 20 febbraio 2011

talking about a revolution (post di Natàlia Castaldi)

“Non ho sentito Gheddafi. La situazione è in evoluzione, quindi non mi permetto di disturbare nessuno”

No, non è fantascienza, sono le parole del Cavaliere che, invitato a prendere posizione in merito alle repressione delle rivolte in Libia, preferisce non disturbare il Colonnello. In effetti, la preoccupazione del nostro Governo pare concentrarsi sul monito che da Tripoli tuona come una minaccia nei confronti dell’Unione Europea

“Se continuate a incitare i manifestanti alle proteste nel nostro Paese, interromperemo la nostra cooperazione sul fronte immigrazione”

come riferito dall’ambasciatore di Ungheria, convocato oggi dalle autorità libiche.

Certo che la nota amicizia e collaborazione che il Cavaliere ha sempre coltivato con il Colonnello Gheddafi, non può che lasciare perplessi dinanzi all’eventualità di creargli “disturbo”, ma la proverbiale delicatezza ed il tatto del Cavaliere nell’affrontare le questioni internazionali, non smetteranno mai di stupirci. E però c’è anche da dire che un piccolo giudizio, un pensiero, una piccola frase, un cenno che facesse  trasparire la disapprovazione nei confronti della sopressione criminale operata su un popolo che manifesta la volontà di liberarsi da un tiranno, sarebbe stata auspicabile e rassicurante per la fiducia dello stesso popolo italiano, che si dice viva in pacifica democrazia con il suo Governo.

Intanto apprendiamo tramite  il sito del quotidiano britannico Independent che ci sarebbero “200 morti e più di mille feriti”, mentre dall’ospedale di al-Jala di Bengasi il medico Nabil al-Saaiti, in un collegamento telefonico con l’emittente qatariota, informa che “ieri agenti della sicurezza di origine africana reclutati dal regime hanno aperto il fuoco contro i manifestanti e il numero dei morti è tale che non riusciamo a metterli tutti nella camera mortuaria dell’ospedale per identificarli”, quantificando a 285 i morti e a oltre 700 i feriti.