Giorno: 4 febbraio 2011

Poesie di Antonio Bux (Fernando Antonio Buccelli) – Traduzioni a cura di: Ana Caliyuri e A. Bux (post di Natàlia Castaldi)

COMPOSIZIONI ACERBE

...e l’autunno
ha relegato noi
nell’inverno delle cose più tristi,
abbottonate nell’eco
di una primavera mai sazia di fiori;
nel ricordare la ciclica pretesa dell’estate,
la protesta di un sole immerso nell’acqua verde
di una quinta, nuova stagione
che abbiamo inventato per non invecchiare
nell’amarezza di una luna bagnata,
di nuvole lontane e ignare...
Noi siamo questo incedere a ritroso nella natura;
uno specchio calmo di tiepidi ricordi liquefatti
che sfociano dalle lacrime d’un altra vita...
.
COMPOSICIONES ACERBAS

... Y el otoño
nos ha relegado
en el invierno de las cosas más tristes,
sujetos en el eco
de una primavera nunca satisfecha de flores;
en el recuerdo de la cíclica pretensión del verano,
la protesta de un sol sumergido en el agua verde
de una quinta, nueva estación,
que hemos inventado para no envejecer
en la amargura de una luna bañada
de nubes lejanas e ignaras ...
Nosotros somos este camino repetitivo de la naturaleza;
un espejo calmo de cálidos recuerdos licuados
que desagua de las lágrimas de otra vida ...
*
D’ACQUA

Imparammo dalle piante
il segreto del sole,
respirando per la terra,
dando linfa eterna
ai figli dell’aria.
E l’acqua che ci dona
il mare riflesso nella luna,
è il sogno meno umano
reso umano da un’animale
vittima dell’onda
nel moto circolare.
.
DE AGUA

Aprendimos de las plantas
el secreto del sol,
respirando por la tierra,
dando savia eterna
a los hijos del aire.
Y el agua que nos da
el mar reflejado en la luna,
es el sueño menos humano
hecho humano de un animal
víctima de la ola en el movimiento circular.
*
CHIAROSCURO

Osservo il martirio del ricordo
nell’infrangere del peccato di un momento,
di un ciclico pensiero che recide il presente
nell’uomo che mente, nell’anima che da sempre
conserva l’antico esilio di ogni sguardo
dentro stracci di verità raggomitolate,
incartate tra le infinite pieghe dei secoli,
nel riciclato silenzio che non preserva
neanche l’attesa di una nuova speranza
che sveli una memoria mai più vana
di una fine senza pretesa.
.
CLAROSCURO

Observo
el martirio del recuerdo
romper el pecado de un momento,
de un cíclico pensamiento que cercena el presente
en el hombre que miente,
en el alma que desde siempre
conserva el antiguo exilio de cada mirada
dentro de harapos de verdad arrebujada,
envuelto entre los infinitos pliegues de los siglos,
en el reciclado silencio que no preserva
ni siquiera la espera de una nueva esperanza
que devele una memoria jamás vana
de un fin sin pretensiones.
*
LA NIENTE SCRIVENTE

Non so cosa scrivere.
E allora scrivo niente.
Niente che scrive me.
E non sappiamo chi scrive
cosa legge, chi.
Io scrivo con niente
di cosa, non so.
Chi legge?
La mente o
la niente scrivente?
Leggermente piange
chi tace e non sente.
.
LA NADA ESCRIBIENTE

No sé qué escribir.
Así que escribo nada.
La nada que me escribe.
Y no sabemos quien escribe
que lee, quien.
Yo escribo con la nada,
de qué, no lo sé.
¿Quién lee?
La mente o
la nada escribiente?
Suavemente llora
quien calla y no siente.
*
IL MANIFESTO CASALINGO DELLA NOTTE

Il vetro sibila lamenti intarsiati nelle fessure.
Il frigorifero controlla e recluta ortaggi.
Tutto è disperatamente vivo.
I muri sono saturi di storie crepate.
I pavimenti sovraccarichi di cronache quotidiane.
La televisione mormora fandonie in sordina.
Le porte suddividono le attese.
I quadri sospendono i ricordi.
Gli specchi insinuano verità celate.
Tutto parla e si strugge nella notte.
I posacenere sono ricolmi d’oblio.
Le foto si interrogano nelle sagome del presente.
I divani mortificano i sogni.
I bicchieri cozzano nel buio.
Le posate e le mensole dormono irretite.
I balconi ronfano nel vento.
Tutto sconfina al di là di ogni legge.
I lampadari indugiano con luci opache.
Le ombre farneticano cincischiando.
I ripostigli sono maniaci,
masticatori di calzature inconsuete.
La doccia ingabbia il sudore.
I letti ospitano lacrime di secondi.
Gli abiti mascherano le personalità.
Gli ombrelli si crogiolano nel nulla,
appollaiati come sparuti avvoltoi.
I libri si nutrono ingordi di sapere.
Nei comodini pullulano fantasie inconsulte.
Nella cucina regna una storica inedia.
Il bagno racchiude vecchie canzoni.
Tutto mi parla nelle notti marce di silenzio.
I liquori mi avvolgono con le loro storie.
I soffitti mi comunicano il linguaggio delle ore.
Le tende misurano i miei debiti con il giorno.
Le pantofole implorano aiuto.
I tavoli banchettano con il vuoto.
I corridoi mutano in labirinti.
I cuscini soffocano l’aria molle e sbiadita.
La casa che mi ospita chiede gratitudine e silenzio.
Tutto nella notte si manifesta, e canta.
Tutto nella notte va a caccia di storie da sbranare.
.
EL MANIFESTO CASERO DE LA NOCHE

El vidrio sibila lamentos incrustados en las ranuras.
El refrigerador controla y recluta hortalizas.
Todo está desesperadamente vivo.
Las paredes están saturadas de historias agrietadas.
Los techos sobrecargados de crónicas cotidianas.
La televisión murmura mentiras en sordina.
Las puertas subdividen las expectativas.
Las pinturas suspenden los recuerdos.
Los espejos insinúan verdades celadas.
Todo habla y se funde en la noche.
Los ceniceros están colmados de olvidos.
Las fotografías se interrogan en las siluetas del presente.
Los sofás mortifican los sueños.
Los vasos chocan en la oscuridad.
Los cubiertos y los estantes duermen cautivados.
Los balcones roncan en el viento.
Todo invade más allá de cualquier ley.
Las lámparas se demoran con luces opacas.
La sombras deliran holgazaneando.
Los armarios son maniáticos,
masticadores de zapatos inusuales.
La ducha enjaula el sudor.
Las camas hospedan lágrimas de segundos.
Los hábitos enmascaran la personalidad.
Los paraguas se regodean en la nada,
encaramados como buitres esmirriados.
Los libros se nutren ávidos de saber.
En las mesas de noche pululan fantasías inconsultas.
En la cocina reina un histórico aburrimiento.
El baño encierra viejas canciones.
Todo me habla en las noches marcadas de silencio.
Los licores me rodean con sus historias.
Los techos me comunican el lenguaje de las horas.
Las cortinas miden mis cuentas con el día.
Las pantuflas imploran ayuda.
Las mesas en banquete con el vacío.
Los pasillos mutan en laberintos.
Las almohadas sofocan el aire suave y desabrido.
La casa que me hospeda pide gratitud y silencio.
Todo en la noche se manifiesta y canta.
Todo en la noche va a la caza de historias para devorar.

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da “Disgragie” – 2010 © Fernando Antonio Buccelli

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Antonio Bux (Fernando Antonio Buccelli) nasce a Foggia il 16 ottobre del 1982. Dopo aver terminato gli studi, all’età di vent’anni inizia a coltivare esperienze di vita e lavorative nella propria città natale e al di fuori di essa, soprattutto a Firenze, dove trascorre un intenso periodo, per poi espatriare in seguito all’estero. Difatti va a risiedere in Spagna, a Barcellona, dove trascorre questi ultimi anni. Da parecchi anni si dedica alla poesia e alla letteratura, oltre che a cimentarsi in traduzioni in di poeti iberici e latinoamericani.

Le sue opere sono tutte inedite, anche se ultimamente alcune sue poesie sono apparse su diverse antologie e su alcune riviste letterarie di poesia sia nazionale che internazionale, dato che moltissimi suoi componimenti sono stati tradotti in lingua spagnola (con l’ausilio e l’amorevole supporto della professoressa e scrittrice argentina Ana Caliyuri) mentre di recente, oltre ad apparire con molti testi su vari blog e siti letterari di poesia, è entrato a far parte della redazione per il sito giovinastridikolibris.wordpress.com della casa editrice Kolibris; casa editrice curata e fondata dalla poetessa Chiara De Luca.

È in attesa di quel pazzo editore che si interessi del suo lavoro e gli pubblichi la sua opera prima.

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Ana María Caliyuri, nasce il 23 luglio del 1955, ad Ayacucho, nella provincia di Buenos Aires, in Argentina. Attualmente risiede a Tandil, Buenos Aires, Argentina. È docente in pensione, produttrice di programmi radiofonici e televisivi, e scrittrice. È membro delle associazioni SADE, CEDRO, REMES. Ha al suo attivo moltissime pubblicazioni e riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale e collaborazioni varie tra Argentina Spagna e Italia. Numerose anche le traduzioni per vari poeti italiani.