Poesie di Anna Ruotolo

Poesie di Anna Ruotolo*

 

[Con Anna Ruotolo  si conclude  la prima fase della rubrica di poesia contemporanea di poeti nati negli anni ’80. In ordine sono stati pubblicati Fabio Teti, Greta Rosso, Valentina De Lisi, Chiara Daino, Domenico Ingenito, Simona Menicocci, Carmen Gallo, Francesco Terzago, Tommaso Di Dio, Mariasole Ariot, Luca Minola e Alessandro Giammei.  Per ciò che concerne i testi di Giovanni Catalano, Luigi Bosco e Luciano Mazziotta, in quanto redattori di Poetarum,  si rimanda ai link di altri blog: Stroboscopio per Bosco, Imperfetta Ellisse per Catalano e La dimora del tempo sospeso per Mazziotta. Sempre su Poetarum Silva, sono stati inoltre segnalati da G. Montieri e N. Castaldi, Riccardo Raimondo e Nadia Tamanini. Le pubblicazioni riprenderanno a Marzo.]

 

 

(da “Secondi luce”, LietoColle, Faloppio 2009)

anghelos

Che rientri da questa terra
per i segreti delle porte
che quasi mi dormi accanto
è scritto nel rumore della pioggia
nel tremito aguzzo delle acque.
Più dentro è il chiodo di non saperti qui
vederti andare come certe domeniche d’inverno
anche quando è il dono del mondo che ci unisce,
il fondo delle cose a crescerci di neve.

*

Annerire gli spazi col puntino

Ho scelto,
ho scelto un fondale per questa sera:
so che vorrei la tua faccia
tutta intera e chiara
una scena vivida all’improvviso,
una traccia elettrica dall’orlo dei lampioni.
Ho da fare come un percorso
su una parete illuminata
ed ogni punto sarà lo spazio da annerire
per vederti nascere, apparire dal nulla.

(da “Quattro giovin/astri”, Kolibris, Bologna 2010)

Dialoghi da Moleskine

IV

– E se si fa sottile il suo corpo
la riviera ci sembra attraverso
non mangia ormai che pane
e origano,
dobbiamo partire
per le stanze bianche
e i corridoi verdacciaio delle sale
per provare a ricongiungerci
nel sangue.
– Così le dici? Dobbiamo partire?
– Ogni tanto succede. O, ogni tanto,
che anche a me fa male qualcosa
cosicché dopo a lei non dice niente di brutto,
tutto ciò, niente di terribile.
È la riprova che il corpo è nostro
e se siamo in due si passa meglio
dal sogno all’esistenza , dall’esistenza
al sogno, nella notte.

VII

Le cose che non iniziano, le cose
che finiscono soltanto e non sono
la fine dell’altro

NICOLA GARDINI


 

– Le cose che non ci sono vanno pensate
– Va pensata la vita e la scrittura!
– Allora, non ci sono?
– Ci sono quando la mano comincia
a finire. È tutto un salire per gradi.
– Per esempio?
– Finalmente anche la direzione
del sole, alla mattina, si ferma
ben bene sulla tua guancia
– Qual è il significato?
– Che il sole smette di far luce
non c’è, va pensato come
il grano che ti preme in bocca,
che ci fa mangiare.

*

“a” come avvicino

IV

bocca a bocca:
scioglierò la mia per gioco
nella pagina ventuno del tuo libro
baciando la poesia dell’anno

quasi sono felice che dal tuo nome
abbia avuto vita un segreto
e che tu non abbia parlato
per bene, a lungo
da scoprirmi indaffarata
nel termine luminescente
della pioggia
e il mare e il freddo
e il gelo che – sai – non mi tormenta.

X

Crescono i coralli ogni giorno

La tua carne si riduce.

ORI BERNSTEIN

braccio a braccio
ho da dirti due cose:
dapprima che non c’è abbandono per te
né passaggio di notizie infauste
a primavera (tu sei immune, sei immune).
Due: sei tanto debole
che ti sistemo un’ala,
tanto forte
da riuscirci per me.

*

(inediti)

Primariamente

Ci manca, come niente,
la preistoria – primissimo giorno minerale:
e fu sera e fu mattina –
la prima nascita,
la primavera, la primina e il primo mare.
La pietra, la coperta, l’oleandro
la penna che scappa dalle piene delle dita
la paura di ciò che d’acqua non si abbassa
e non si vede bene fino giù alla fine.

Abbiamo sempre un dopotutto, il doposcuola
delle feritoie intagliate nella luce, sì proprio
così al contrario.
Il dopodomani, ché oggi lei sembra una sposa
in bianco e in lacrime non pronta,
il dopobarba aperto e montano
e il: “dopo, amore, ti dico che t’amo”.

*

I like the way you say things

Dovremmo parlarne con una lingua diversa,
o-c-e-a-n-i-c-a
che lasci filtrare cose grandi e cose piccole
attraverso i cassetti del mondo.
Questa sarebbe la via migliore per tutto il tempo.
Loro dicono via, way, noi maniera.
Loro vanno, noi abbiamo il dare da una rete di mani
toglierci qualcosa, aspettare il ritorno,
il contraccambio. È che ci trattiene la mano
tesa, le mani nelle mani. Mano che finisce
e non corre in strada. Mano che finisce per restare.

 

*Nota Biobibliografica

Anna Ruotolo (1985) vive a Maddaloni, in provincia di Caserta. Si è diplomata al Liceo Classico e frequenta  la facoltà di Giurisprudenza. Ha vinto vari premi nazionali ed internazionali giovanili (tra gli altri il “Premio Turoldo 2009” nella sezione under 25) . Suoi testi sono apparsi in “Poesia” (Crocetti), ne “Il Foglio Volante – La flugfolio”, ne “Il Foglio Clandestino“, in “Capoverso”, in “Poeti e Poesia” e in “Italian Poetry Review”; un testo tradotto in spagnolo da Jesús Belotto nel num. 4 della rivista internazionale online “Poe +”.

Dal 2008 al 2010 ha curato e condotto il poetry slam “Su il sipario” in diversi locali casertani. Dal 2010 fa parte della redazione del sito e progetto “I giovin/astri di Kolibris”.

È presente nelle antologie poetiche “Il Fiore” 2008 (dall’omonimo premio letterario), “Corale per opera prima” (LietoColle, Faloppio 2010) e “Quattro giovin/astri” (Kolibris, Bologna 2010).
“Secondi luce” (LietoColle, Faloppio 2009 – premio “Silvia Raimondo” 2009) è la sua opera prima. Cura il sito personale: http://www.annaruotolo.it

18 comments

  1. Anna ha quella voce intima e colloquiale, che ti prende e ti conduce – senza che te ne accorga- nei suoi mondi; sì perchè non esiste solo uno e cambia per stato d’animo.
    La sua scrittura è interessante, accattivante e soprattutto convincente! :)

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  2. ho avuto modo di parlare di Anna Ruotolo recensendola a pochi mesi dall’uscita della raccolta.
    non posso che confermare la mie impressioni d’allora: questa è una delle più belle raccolte lette lo scorso anno, e sicuramente un libro che rimarrà negli anni a venire.

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  3. Mi piace la scrittura di Anna, trovo che la sua voce sia originale, riconoscibile.
    Molto belli gli inediti, in particolare “Primariamente”:

    Abbiamo sempre un dopotutto, il doposcuola
    delle feritoie intagliate nella luce, sì proprio
    così al contrario.

    … già.

    Stefania

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  4. mi fa molto piacere essere qui, in questo blog e, soprattutto, in questa rubrica! Alcuni di voi sono tra le mie conoscenze e amicizie ormai consolidatesi nel tempo, altri li/vi conosco di meno e anche per questo apprezzo moltissimo il tempo speso per leggermi.
    Grazie, poeti di Poetarum S., dell’ospitalità e dell’accoglienza. A Luciano per avermi aperto la porta :) E grazie anche agli altri per certe cose belle lette quassù.

    anna

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  5. Anna ormai mostra una propria personalità artistica.
    C’è un marchio su ogni poesia, un “copyright in filigrana ” che rende unico e riconoscibile ogni suo testo.
    Molto spesso la cifra stilistica fa il poeta.
    Nel caso di Anna, è l’umanità (e la maturità) dell’autrice a costituire la cifra stilistica di ciò che scrive.

    L.

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  6. Stavo leggendo un pernicioso manuale di critica letteraria, alternando ognuna di queste poesie alla prosa filamentosa di teoriche post-femministe alle prese con riletture della figura di Medusa…bè, ogni volta che ho alzato gli occhi mi è arrivata un’immagine che, nonostante (anzi, proprio per) la nitidezza dei colori, mi mostrava anche il suo contenuto astratto, il segno della riflessione che le ha precedute. Mi sembra che il tuo stile, che leggo per la prima volta, riesca a unire la leggerezza di un pensato senza artifici e senza carichi allegorici, alla linea netta e consapevole di un’urgenza di dire. Urgenza e intenzione: forse sono le qualità che più raramente riesco a trovare nei testi dei contemporanei, e che qui invece mi arrivano tantissimo. In fondo, si tratta solo di credere nella non banalità di quel qualcosa “che lasci filtrare cose grandi e cose piccole /attraverso i cassetti del mondo”. A presto!

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  7. @ sì, Michele. Quel tuo “in fondo” lo condivido. Mi hai scritto cose che ho gradito molto. In generale. Grazie del passaggio e della lettura.

    @ ciao, Dan. Cuginone :). Un saluto e un grazie anche a Francesco e Luca.

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