[Sul bordo d’ogni cosa s’affaccia…] – di Gianluca Garrapa (post di Natàlia Castaldi)

C) sul bordo d’ogni cosa senza limite s’affaccia l’aria di.
ed è semplificato adesso il gioco e la navigazione segue stelle
-marine, non lo sapevo.-
dalle scalette di un’improvvisata aria di festa scende l’abito del tuo corpo sessuale.
è in fine il piacere pornografico che inizia col moralismo d’abito che sai.
così alla fine del resto dei corpi sudati e che hanno goduto
così alla fine di ogni godimento non resta che il desiderio ultimo
quel tuo amore.

D) è bene il turgido del pene mentre vibra
l’animale recondito che detta un immorale desiderio
senza aver goduto.
lo sai? non devi far la spesa quando hai fame
e non devi parlar d’amore se il corpo non è già esploso
dilapidato sprecato e stanco
se prima non hai ammalato l’anima di bestia che sei
per voler l’angelico sentimento senza corpo che sai
non esiste. lo scandalo il sottofondo soffocato dell’ansimante contraccolpo
e poi stanchi esausti sfiniti dal porcile di sudore e liquidi
allora soltanto allora
inizieremo a darci un nome
inizieremo a spiegarci quel po’ d’amore
senza altro scopo che non sia speculare l’anima
che solo allora può darsi un dove.
credimi
è dopo aver massacrato il corpo che puoi sfiorare l’infinito.

*

Gianluca Garrapa

11 comments

    1. grazie natàlia, è vero quanto dici e la mia idea era proprio questa: far coincidere il sentire effimero e una certa verità che possa durare o consolare. :)

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  1. Ciao Gianluca, chissà se ti ricordi ancora di me. Ho letto il tuo pezzo, mi piace. Ho provato a cercarti sul web e come immaginavo ho trovato diversi tuoi lavori e come ricordavo dai tempi dell’università, la tua penna lascia dei solchi profondi e decisi.
    Un abbraccio
    Leo

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