Giorno: 12 dicembre 2010

CriticaLetteraria, il blog | intervista a Laura Ingallinella

 

 CriticaLetteraria, il blog | intervista a Laura Ingallinella



 Ciao Laura, benvenuta su Poetarum Silva.
Ciao Riccardo. Un caro saluto a te e a tutti i lettori.

 Ho seguito il progetto Critica Letteraria per due anni con mio grande interesse e diletto. Vorrei condividerlo anche con i lettori. Riassumici Critica Letteraria in cinque/dieci righe.
CriticaLetteraria è il blog di cui sono amministratrice insieme a Gloria M. Ghioni. Attivo dal 2005, il blog raccoglie intorno a sé scrittori, lettori, bibliofili e specialisti del settore letterario. Il denominatore comune è la passione per la lettura, che amiamo condividere con coloro che, a loro volta, diventano nostri lettori. Durante i nostri sei anni di attività abbiamo recensito più di cinquecento volumi, senza discriminazione d’etichetta: dai best seller agli autori dimenticati; dai grandi della letteratura mondiale agli scrittori emergenti, ai quali abbiamo sempre offerto pareri gratuiti e attenti.

 Siete in continuo aggiornamento, è un lavoro, il vostro, senza sosta. La vostra attenzione spazia dalle copertine più patinate alle pubblicazioni underground. Chi è per voi il Recensore oggi? Come deve approcciarsi alla critica letteraria? Ti do il la con una fascinazione da Critico e testimone (storia militante della poesia italiana 1948-2008) di Daniele Maria Pegorari:

Il critico “partigiano”[…] specie quando aspira a farsi storico e antologista, scambia un principio di poetica per un parametro ermeneutico e storiografico. Il rischio – è evidente – è tanto più alto se il critico è egli stesso un poeta […] Il critico come testimone si compromette con la sua materia vischiosa, attraversa le strade e gli incroci dei suoi autori e non sceglie preventivamente “da che parte stare”: tutt’al più, dopo aver registrato la molteplicità delle voci e delle presenze, procederà a esaltare le proprie facoltà visive, proponendo inquadrature più ampie e comprensive, utili ai fini dell’orientamento dello studioso e del lettore e funzionali a una riflessione valoriale e ideale che riconquisti alla letteratura il terreno della storia collettiva e dell’etica che le compete. (Daniele Maria Pegorari, da Critico e testimone, Moretti&Vitali editore)

Questa domanda offre molteplici spunti di riflessione. Le definizioni di Pegorari sono calzanti, e mi piace vedere all’interno di questa ripartizione un ventaglio più ampio di “ritratti” possibili per il critico-recensore. Amiamo la dialettica e il confronto: consapevoli che il “testimone perfetto” non esiste, leggiamo cercando di tener conto di tutti i fattori in gioco. CriticaLetteraria è, per scelta, un punto d’incontro di molteplici modi di vedere la critica: c’è chi sostiene (e realizza nelle proprie recensioni) un indirizzo di stampo marxista-lukàcsiano; chi apprezza, come me, l’analisi delle funzioni narratologiche e metaforologiche; chi sviluppa il confronto comparatistico, chi ha un’innata attenzione per i problemi di ricezione e per i fenomeni linguistici. L’aspetto peculiare della scrittura in blog è la brevitas divulgativa: in questa, è stimolante vedere come ognuno di noi sia, nell’esercizio della critica, un recensore diverso. Un esempio? Rileggere due recensioni di uno stesso testo scritte da autori diversi: scoprire la vivacità delle differenze non è mai deludente.

 

 Critica Letteraria è un non-luogo della rete che dà un colpo di sciabola all’Italia, per lungo, con partecipazioni da Pavia a Catania. Eppure è anche un spazio reale, quando diventa dossiers sulle serate letterarie, presentazioni editoriali, partecipazioni ai festival. Come vivete il vostro rapporto con la rete? Il rapporto fra il critico e la rete. Impressioni, fascinazioni, pregiudizi:
Devo dire che, con il passare degli anni, i rapporti con la rete e nella rete diventano sempre più fecondo. Dal 2005 sono nate molte realtà – questa ne è un lodevole esempio – animate da spirito affine, con cui è sempre bello interagire. Inoltre, CriticaLetteraria ha una pagina Facebook che conta più di 3000 iscritti, molto seguita, che aggiorniamo quotidianamente per tenere informati i nostri lettori anche attraverso quel canale. CriticaLetteraria, d’altronde, è una creatura nata nella rete come spazio di condivisione, e il world wide web è il suo habitat naturale; ma ci ritagliamo, come hai ben anticipato, uno spazio reale che continua a darci soddisfazioni.

 Una delle cose – a mio parere – più commoventi di Critica Letteraria è l’attenzione che date al mondo della poesia. Cosa, questa, insolita per un blog di critica varia, perché di solito la poesia è relegata alle sue nicchie, alle sue piattaforme specifiche. Critica Letteraria invece non “snobba”, anzi intervista, registra, fotografa performances, bracca, s’immischia e osserva da una piattaforma privilegiata. Che vista c’è da lassù sul mondo della poesia?
Qualcuno potrebbe correggere la domanda con “che vista c’è da laggiù?”, ricollocando la poesia su un piedistallo che ormai risulta essere ampiamente sorpassato. Con la mia consueta tendenza verso gli (ahimè) assoluti, credo che ridefinire le priorità significhi in fondo sottolineare una costante: la poesia, cioè, come grande paradigma del mondo. Il mondo contemporaneo è multiforme, veloce, contraddittorio, è un mondo in cui il grottesco e l’assurdo hanno assunto dimensioni abnormi. I poeti sentono l’urgenza di raccontarlo (nello scrivere se stessi e le proprie percezioni, per rubare una bella espressione a Eliot). Per questo la poesia non dovrebbe essere un fenomeno di nicchia: per questo CriticaLetteraria le tributa le attenzioni che merita. È il critico, sempre, a dover scendere dal suo piedistallo; e ci piace sporcarci le mani con i poeti.

 La dolce, competente e attentissima Gloria Ghioni, co-fondatrice del portale insieme a te, ha parlato di un “equipe” letteraria accomunata dalla passione per la letteratura. A te, Laura, appartiene invece un’altra definizione: quella della passione per la “buona scrittura”. Ma cosa possiamo intendere con “buona scrittura”?
L’origine di questa definizione è, in realtà, uno spunto polemico. Parlare di buona scrittura presuppone che ne esista una “cattiva”. Vorremmo prendere le distanze da quella “scrittura” (che non oso definire letteratura) che si prostituisce interessandosi unicamente al puro fenomeno di costume; o a quelle realtà editoriali che proliferano a spese (in termini economici e non) degli autori. Di certo non siamo dei puristi o dei farisei della pagina stampata: ma è innegabile che non tutti i libri sono animati dallo stesso amore per la parola.

 Giulio Ferroni ha parlato di un’ecologia della letteratura in Il pensiero dominante. Ti piace questa fascinazione? E voi quanto e come siete ecologici?
Riprendo il filo della mia ultima risposta. Sì, è corretto parlare della necessità di una ecologia. Ferroni, con le sue proposte intellettuali, sa pungolare in modo efficiente: e, ovviamente, CriticaLetteraria è a suo modo un centro di smistamento, perché scegliere di recensire un testo equivale ad estrarlo dal magma dell’editoria contemporanea e offrigli attenzione e risalto. Possiamo considerarci un anello dell’ingranaggio, che cerca di operare con metodo e onestà: tuttavia, l’ultima parola (e lo sappiamo bene) l’avranno i blasonati “posteri”, oggi più che duemila anni fa. Stampare molto vuol dire dimenticare molto e presto: l’ecologia che operiamo su CriticaLetteraria consiste proprio nel divulgare, invitare alla lettura, a scoprire e riscoprire.

 Grazie della tua attenzione. E i migliori auguri da me e da Poetarum Silva.
Grazie a te e a Poetarum Silva per aver riservato a CriticaLetteraria questo spazio!

 

 

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Laura Ingallinella – Classe 1989, città natale: Augusta. Laureata in Lettere con una la tesi su “Amors de terra lonhdana. Letture critiche e poetiche dell’amor de lonh di Jaufre Rudel”. Prosegue i suoi studi in Filologia Moderna. È allieva della Scuola Superiore di Catania, istituto di eccellenza per la formazione universitaria.
Aspirante filologa e medievalista (ma non solo), è un’instancabile lettrice, traduttrice e scrittrice di versi, storie e voli pindarici. Si definisce, come Primo Levi, un centauro, sensibilità ibrida tra scienza e letteratura. Le divinità del suo Olimpo: Wisława Szymborska, Sylvia Plath, Cesare Pavese poeta e mitografo. Ama anche Italo Calvino, Gesualdo Bufalino e chiunque sappia fare metaletteratura con arguzia e sentimento. Tenace ricercatrice di simboli, amante di miti materni e selvaggi, da sempre e per sempre immersa in un percorso di (im)purificazione, umilissimo obiettivo: trasformare il vile metallo in oro, la poesia in mondo – e viceversa.

Gloria Ghioni – è nata il 16 settembre 1985 a Pavia. Fin da bambina ha scritto poesie, racconti e romanzi. Il suo racconto E piombo tutto il resto si è classificato secondo al Premio Custodero nel novembre 2009.
Laureata in Lettere a Pavia con una tesi sull’ Approccio filologico e critico all’Età breve di Corrado Alvaro, classificatasi al Premio Corrado Alvaro, VIII edizione, sezione “Tesi di laurea”. Recentemente ha terminato il percorso con una tesi specialistica critico-letteraria sempre su Corrado Alvaro (Per Corrado Alvaro: sul romanzo di formazione. Analisi di genere, ricognizioni tematiche e strutturali tra l’Età breve, Domani e altri testi).
Si occupa di critica letteraria ed è promotrice culturale nel territorio pavese.