Giorno: 4 novembre 2010

L’attenzione

Non le ho lette con attenzione, è vero.
Mi salta sempre un posto davanti alla midriasi.
E’ per questo che passo alla prossima concava (le parole concave hanno perfetta la sintesi)
, tratto le convesse e le piane e le altre come indecisioni documentate sui margini d’errore
a miosi fido affido sfido diffido infido porfido
cioè asfalto

non le ho lette, perdona, non ce l’ho fatta a
concentrare le cell, wernike e brocà si facevano un’ombra
(sappiamo che potrebbe costargli la carriera,
qualche tedesco a prenderne la dura cattedra
si spera )
e così queste larghe frasi depositate come i calcari
per la linea frattale dell’encefalo trainante
e per i libri ritornanti che hanno studiato il sale
sono volate
come amanti
volano
nell’industriosa fabbrica dell’iperreale
(un iperaffi concavo, una coop, un’auchan d’idee
me le peperonerò, sotto aceto, un po’d’olio, pepe qb.)

e dove dovrei cercarla quest’attenzione fuggevole
se il mio amore ha scordato tutte le concentranze
non si fa più il culo, no, sulle parentesi dotte
dice che l’hanno fregato agli esami di quinta
agli esami di quinta aveva motivi
adesso basta, che i greci
dovevano essere spariti
stecchiti, dicevano
e adesso appaiono come fantasmi tutte ‘ste erinni, mica ne manca una
fanno il ballo dei cigni e muoiono ‘sto cazzo
ridono squittendo degli short messages
(una testa così quando ridono le mostresse)
shortless era

era per dire, era così, era che, ecco, vedi, scusa, insomma, d’altronde
mica vogliono farsi amare, vero, le tue spampanate sclerofitosi?