Giorno: 26 ottobre 2010

La canzone degli atomi di idrogeno – di Vincenzo Bagnoli – da 33 giri stereo LP (musica di Nicola Bagnoli) (post di natàlia castaldi)

Quello che vi presento è un testo di Vincenzo Bagnoli, espunto dalla raccolta 33 giri stereo LP (1980-2000), edita da  Gallo & Calzati nel 2004. La raccolta allegava un CD con alcuni testi appositamente musicati da Nicola Bagnoli, tra cui “La canzone degli atomi di idrogeno”, che qui segue.

Cliccando sui primi quattro versi evidenziati si aprirà il collegamento al file mp3, cosicché possiate godere di testo e musica contemporaneamente.

Buon ascolto e buona lettura.

nc

*** *** ***

Il cielo si muove troppo in fretta
i danni strutturali strappi e ustioni
consigliano cautela a mezza bocca
sfuggono toni di rassegnazione

 

Nella risacca della periferia                                                              Che un raggio di sole frantuma
L’ansia di tutti i palazzi in rovina                                                    In un funerale di Plancton
E degli spazi vuoti i relitti                                                                   Noi non riusciamo a dirci mai niente
Di una frenetica vita antozoica                                                        Restiamo qui sotto ad un cielo
Gli anni spezzati infranti e fracassati                                             Che non dà segni indicazioni o rotte
Fra il cemento e parole del video                                                     Solo un’opacità densa e fumosa
Compongono orizzonti di dettagli                                                   Come se respirasse tutto il piombo
Instabile barriera corallina                                                                Rimosso da parole e da inchiostri

ENDLESS TALKING – LIFE REBUILDING

Cieli Plurali occhi senza fretta

Eye of Glass – dentro una cassa acustica – nc

Cieli qualche chilometro avanti
Ognuno consuma da solo i suoi passi
Passi scanditi dalla fine in fondo
Da incroci da mercatini rionali
Da zone d’ombra da viali alberati
Da agguati nascosti nel controluce
Cieli Plurali comunque soli
Fino all’ultimo istante di tempo
Rimasti sorpresi su un marciapiede
Dalla rotazione a 108.000
Chilometri all’ora dal calendario
Che viaggia a 2×106
Chilometri al giorno e noi tre o quattro

(come seguirvi cieli plurali)

Cieli Plurali sempre le stesse
Parole a spezzare i nostri respiri
Sempre le nuvole nei nostri sguardi
E altri silenzi e reti e muri
Ed un niente colore Tv spenta
E i terrapieni silenziosi e l’aria
Tra i più alti palazzi e lungo le strade
Cieli plurali gocce di pioggia
Sembriamo afoni in mezzo alle altre
Abbiamo tutti perso qualcosa
La parte del nome cui più tenevamo
Disorientati dalle troppe bocche
Da troppe voci da echi in casa
Da quello che mi dici che non sai

(come seguirvi cieli plurali)

Cieli Plurali dove siamo adesso
E dove siamo stati tutto il tempo
Gli occhi di vetro la bocca di sabbia
I giorni trascorsi i gesti ingoiati
Le traiettorie perdute le strade
Andate a schiacciarsi sul parabrezza
Insieme ai moscerini e ai segni neri
Sopra i new jersey che corrono a fianco
Cieli plurali aperti dal rombo
Dell’aeroplano nella melancholia
Dolce e lontana le righe dell’elio
Soles radiantes su questa slavina
Che cambia geografie e topografie
Suoni le forme del mutuo silenzio

A WIDER ALLIANCE THAT LEADS TO NEW
ROADS BEYOND THE LIMITS, HOLDING
HANDS, JUMPING OFF WALLS INTO DARK
SECLUSION, CUT OFF FROM THE MAIN STREAM
OF MOST INTIMATE YEARNINGS, I LEFT MY
HEART SOMEWHERE ON THE OTHER SIDE, I
LEFT ALL DESIRE FOR GOOD. [I. CURTIS]