[eppure inediti] – ché non le so le stelle / ignorante di costellazioni – Trittico di Maria Iervolino (post di Natàlia Castaldi)

Mi sono imbattuta fortuitamente nella scrittura di Maria Iervolino e ringrazio il caso per questo impatto dal cielo al suolo. La poesia di Maria è originale, meticcia, sconfinante, logica e sentimentale al punto da trascinare, da far precipitare nelle scene, nelle assenze, nella realtà quotidiana descritta attraverso le sensazioni che le azioni agiscono.

Buona lettura

nc

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Anna Bodnar

Due foto e una costellazione

Quello che mi è cresciuto dentro
L’ho abbandonato sul portone
“Aspetta” biascicato
“vorrei non entrare… “
un respiro, due, qualche minuto e poi su per le scale..
Dentro la camera
Il tuo ansimare sul cuscino
uscire a singhiozzare fuori dalla porta.
Altri già sprecati, a fiumi, su ferrovie di sola andata
di sguardi persi avanti senza voltarsi mai.

.
C’è che non so più il pianto
Questo è quanto
Poi forse piango ancora solo me.
La scala di ferro e uscite d’emergenza.
In nessuna parola c’è l’abbraccio agli occhi.
Persi, i miei, tra i rami di un albero,
del mondo tuo lontano. Il tuo senza di me.

.

Qualcosa da mangiare in trattoria
sulla parete un bacio, quello di Doisneau.
Non la sapevo questa fotografia.
Ecco un qualcosa da portarmi via in ricordo.

.

Parole date senza incontrarci mai.
Senza incontrarti mai.
Non potevano esservi sguardi a dirci.
io e te
te e io
mai noi.
Noi mai.

.
Non ci resta nemmeno un abbraccio lungo
una stretta diversa
un sorriso da stampare.
Ci resto io con le solite gambe
a camminare sul corpo senza testa
lasciata in treno o fuori a quel portone.

.

Ai piedi del letto il via vai del come si muore
il via vai.
Il vai via, in un giorno o forse dieci.
Stanotte resto
fumo più sigarette di tutte le stelle in cielo
di tutte quelle che si lasciano vedere.
C’è uno Scorpione senza coda
accendo ancora, al freddo, tiro su col naso
aspetto l’alba guardando uno scorpione.
Chissà se è lui
Ché non le so le stelle,
ignorante di costellazioni.

.
Notte finita
non mi addormenta e non mi sveglia.
La notte.

Il vento è appena appena.
Il duomo tra le nuvole
l’orologio fa le dieci e venti o giù di lì.
Ai piedi il mercato della domenica mattina.

.
A terra la vita a capannelle
in alto il duomo tra le nuvole.
Click, una fotografia. E due.
Due foto a ricordarmi un giorno
il duomo tuo, e il bacio,
quello di Doisneau.

(07.11.2009)

*

Di attimi smagriti e cerchi stanchi

Volevo dirti ciao sfiorandoti le labbra col respiro
e rivoltarti i polsi per poi baciarli piano.
Lì dove ancora un battito ci trema.
I punti caldi miei strusciati al collo ingordo
che ingoia il mio profumo in attimi smagriti.

Gli occhi brutti mi vedi divelti in cerchi stanchi
riflessi nello specchio che si fa verità di tempo lesto
lui vola sempre lasciandomi di stomaco… bucata.
E qui in rituale mi svesto lenta dagli abiti sfogliati
in fantasie di seta e morbide intuizioni.

Di pelle tesa sopra pelle assente vorrei poterti dire
dell’inguine mio dolceferito che impasta due sospiri lunghi
anch’essi in volo declinando.
In ritirate di attimi smagriti e cerchi stanchi
sempre più a fondo di stomaco bucato dalle assenze.

(04.08.2007)

*

Formiche in promenade e un mikado sparso in testa

Good evening di prima sera di bocca allegra con la pancia piena.
Perché mi camminate addosso dico alle formiche sulla nuca
e per il collo in promenade giù per la schiena.

E mi ripeti non è niente con tutto quel daffare che tu hai
che forse sono solo proiezioni e io so che non capisci molto
perché da me camminano formiche e tu pensi che così non sia.

Gli angeli li hai visti… hanno chiuso gli occhi e poggiato i gomiti ai balconi.
Per strada hanno sfilato i mostri, si scrutavano tra loro
cercando il più di tutti ai funerali di chiunque ogni giorno anche in tivvù.
Hanno guardato me che forse ok son mostro anch’io
ma che c’entravo con la morte di nessuno un fico secco.

Ci sono delle sberle nel cortile di una volta per una luna storta.
Il treno va e madonna non mi tiene i piedi mentre ci sono in croce
poi quel coltello in gesto contro senza sporcarsi lama
e il mostro suo che aveva dentro agli occhi mi ha spento il bene dentro.

Li ho scovati tutti i crac di ossa quelli di non ritorno
di me sbattuta contro al muro a naso rotto
un mikado sparso in testa e gli occhi due pantani
alzati al cielo viola denso di pensieri orfani.

Venivi a pendermi la sera e scoloravi le mie labbra rosse
in discorsi di mani e poi di pianti tu mi scopavi i sogni.
Io tornavo a scrivere in poesie la nostra fine.
Tu non dicevi niente.

(09.06.2007)

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Maria Iervolino a Karlsruhe (Germania) ma da sempre vive a Poggiomarino (Na).

Presente con quattro racconti nel romanzo corale Es temporanea, 24 donne per un romanzo. A cura di Anna Maria Fabiano. Edizioni Liberodiscrivere – Genova. Anno 2005.

Racconto fantasy  “Le pietre viventi” presente nell’antologia: Il velo della notte. A cura di Anna Maria Fabiano. Edizioni Liberodiscrivere – Genova.  Aprile 2006

Racconto humorotico “Felix” nell’antologia: Ciao, come sto?  A cura di Rossella Pirillo. Edizioni Liberodiscrivere – Genova.  Dicembre 2006.

Poesia “L’ascensore” pubblicata nell’antologia: La carica degli ex. Giulio Perrone editore. Febbraio 2007.

Racconto “Me Barbapapà” pubblicato nell’antologia: Via Agra, incontri, sogni e altre fatiche di donne. Giulio Perrone editore. Febbraio 2007.

Racconto “Da uno spazio vuoto” nell’antologia A.A.A. Cercasi. Giulio Perrone editore. Aprile 2007.

Poesia “Tra vini D.O.C. e cioccolato al rhum” pubblicata nell’antologia Raccontare Roma , visioni poetiche della città. Giulio Perrone editore.  Ottobre 2007.

Racconto “La terza vita”  nell’antologia Scooter… con le ali ai piedi, a cura di Elena Grande e con prefazione di Federico Moccia. Albus edizioni. Ottobre 2007.

Selezionato per l’antologia Per quante notti. Amori e non amori al buio il racconto “Fotogrammi”. Giulio Perrone editore. Novembre 2007.

17 commenti su “[eppure inediti] – ché non le so le stelle / ignorante di costellazioni – Trittico di Maria Iervolino (post di Natàlia Castaldi)

    • Grazie anche a te Giuseppe. Oggi anche grazie a voi per me è stata una splendida giornata :)

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  1. Mio primo commento in questo blog ed è per questa “voce” di donna che racconta in poesia, quasi crea sceneggiature, potresti farci un corto.
    Bellissime immagini e flash speciali : “Ai piedi del letto il via vai del come si muore
    il via vai.” e poi “il vento appena appena” ( stupendo )

    Sara Ferraglia

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  2. La scrittura ‘e ‘sta uagliona è realmente e poeticamente antilirica, ma anche no. E’ moderna, e mi piace molto.
    Grazie a Nat e benvenuta a Maria.

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  3. A Maria lo ripeto da tempo. Quanto mi emozionino le sue parole, scelte e messe in ordine con una logica che segue percorsi emotivi autentici. Nessun fronzolo, nessuna via facile. Solo la Verità del vivere, splendidamente scarnificata. Felice, io, di ogni riconoscimento che lei riceve. Come fossero parole mie.

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