Giorno: 28 agosto 2010

Giovanni Catalano – L’effetto Lombard

 

Che è l’effetto di iniziare
automaticamente a parlare
a voce più alta e in modo
più accurato se i rumori
ambientali crescono.

Batto una mano
sul tavolo e non so se è questo
il rumore che fa il legno,
il rumore della mano.

È esperienza comune
che al tavolo
di un ristorante i primi
dialoghino in toni moderati.

Un vocio che è una manifestazione
tremante di sé, un annuncio.

Come se il tuo corpo – essere qui
e non altrove, non è questo
che fa di un corpo
un corpo? – non finisse dove inizia
il corpo degli altri, la loro voce.

E man mano che il locale
si affolla, si allunga
la coda – il brusio
continua a crescere di livello
per cui chi insiste
se prima parlava a molti
è costretto a parlare all’orecchio
di pochi e a voce sempre
più elevata, contribuendo
al rumore di fondo
con un calo di attenzione
e un certo affaticamento.

Comprende raucedine,
bruciore di gola,
voce strozzata e tosse
con rischi seri
di polipi e noduli
alle corde vocali.

Poi certe sordità
non sono uguali, tagliano
le alte frequenze, di più
le consonanti.

E le pareti dure e regolari
non fanno che peggiorare
l’acustica.

Dovremmo forse rivestirle
di coni di gomma
o coi cartoni delle uova.

Tutti ormai sapranno
suonare una chitarra
o il pianoforte.

Ma a volte mi sembra
di tornare indietro
e giocare a palla contro un muro
o nei parcheggi condominiali.
Il riverbero dei muri,
l’eco dei palloni.

Le sirene,
gli allarmi.

Inedito, da “L’amico di Wigner”.