Giorno: 27 agosto 2010

Marco Annicchiarico – e poco più lontano

 

Ho conosciuto Marco Annicchiarico e le sue poesie qualche mese fa, due incontri importanti. Cose che dureranno. Le poesie di questa raccolta “e poco più lontano” mi sono piaciute da subito. Se dovessi sintetizzare in uno slogan la poetica di Marco userei urla sommesse (leggendo qui forse riderà).
Urla sommesse perché? Perché Annicchiarico quando scrive, che sia protesta, denuncia, dolore, amore; quando ci racconta in versi arriva dritto al punto, ogni volta. E ci scuote, ci fa pensare, ci riporta avanti e indietro nella nostra storia, nei nostri tumulti che siano interiori o esteriori. Ogni volta lo fa, come se ti parlasse a bassa voce, ti appoggiasse una mano sul polso e ti dicesse: ascoltami. Senza alzare la voce ma con più forza di tanti inutili strilli.
C’è musica nella vita di Marco Annicchiarico, sua grande passione. La si sente nei versi, nel suono e nella scelta delle parole:
“Le case che affacciano sulla ferrovia, d’inverno hanno
tutte la stessa facciata di gesso e di vento”

da “le case d’inverno” pag. 26

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