Giovanni Catalano – Le donne in Cile

Le donne in Cile

In questo periodo
le ciliegie e le pesche
vengono dal Cile.

I denti fortunatamente
dritti, duri, uguali.
Così prendo un’altra pesca
e bacio la spalla
della tua assenza.

Eppure l’Europa
è un grande
esportatore di pesche:
le esportazioni infatti
sopravanzano le importazioni.

Ma qui le donne non sono
come le donne in Cile
poco sotto le macerie
e viste le parole pronunciate
non sono nemmeno
come le donne invisibili
dei paesi arabi,
le donne in Bangladesh
dove ogni due ore

una donna muore
o in alcune zone del Nepal
col tappeto sulle spalle
che è un profumo
di uomini mai avuti

o che se entrano di fianco
senza bussare, piedi di geisha
poi escono sempre
dal letto e a piedi nudi
ritornano dal bagno

le donne
sfigurate dall’acido
vivono meno degli uomini
le donne depresse
che non parlano d’altro,
le donne grasse coi piedi freddi
e che non dormono la notte

sono donne
tutte per gli uomini
le mogli dei soldati
con le scarpe di legno
se per giorni, settimane
di mare o di deserto
per raggiungere la Libia

certe persone
sono fatte per restare sole
ma si sentono come i gemelli
si dice sentano l’uno
il dolore dell’altro.
Poi diventano insensibili
come una mano aliena
o un arto fantasma,
c’è uno schema.

La mente umana
si organizza per schemi,
ricostruisce per simmetria,
ragiona come nelle frasi
impossibili di Chomsky.

Perché non può far altro.

E sono brave persone
solo che parlano dei morti
come fossero vivi.

Giovanni Catalano, inedito (2010)

5 comments

I commenti sono chiusi.