Giorno: 18 agosto 2010

Turno in due tempi

Turno in due tempi

Ufficio pensionati (turno I)

Lo sportello apre alle otto e mezza
ma loro sono qui già dalle cinque.
Mostrano l’epica del risveglio,
i furbi giochi d’anticipo
a chi arriva dopo e si rammarica
del ritardo: il marito con la febbre,
la telefonata del figlio emigrato
in terre in cui è tornata l’età
dell’oro – è questione di pulizia,
di trasporti che portano in orario,
senza attesa e la spesa si fa
da sé, non andando al mercato
per questo il figlio non è più tornato.

Siedono le facce rugose
abbracciate alle borse e ai portafogli
con le foto dei figli, figli
essi stessi: fanno battute
di spirito per animare
la gestazione: rinasceranno
presa la pensione, trascorreranno
le fasi della vita in forma
compressa sino alla pubertà:
di nuovo fertili con gli euro
in tasca volgeranno alla terra
di qualcuno a consumare l’amplesso
sdraiati sul prato col prato diafano

-e noi, scusi, noi che numero abbiamo?

Calendari (turno II)

Gli addetti che portano i calendari
li appendono e poi spariscono.
Strani tipi, ubiqui come i luoghi
dei colloqui cui tentiamo di accedere
col possesso di un periodo
settimanale, un giorno, un’ora, una data
che in quanto data è subita
ma vissuta come trionfo festivo.
Tu in coda
                  tre snodi
                                  più avanti
mi accenni un saluto nervoso
come un bambino sul trenino alle giostre.
Ci saranno le nostre date?

I nomi-numeri-in-un-elenco sono
appesi al muro bianco tra scritte sconce
e noi non sappiamo dove guardare:
troppe le voci da disambiguare
-amori, amicizie sicure, no-Future
provando a scorrere il calendario
col dito: è o no il nostro onomastico?
Si festeggia qualche assunzione?
Ricerchiamo il nostro nome
o quantomeno un suo reciproco,
perché l’equivoco è una meta del reale
…e tu in fondo
                         alla fila
                                      fai intendere
di essere un giorno feriale.

Luciano Mazziotta

Necessita

 

@ Maria Grazia Galatà

                                         necessita essenza d’assenzio

                                         o semplici tratte suffangate

                                         orlate e punti di sutura

                                         capo di brace

                                         pietas

                                         a tratti

                                         su traumi

                                         fratture

                                         incensi

                                         e perdipiù

                                —   (meno)

                               —   (meno)

                               —   (meno)

                                     di quanto sia

Maria Grazia Galatà                    8.2010