Giorno: 30 luglio 2010

Turno di guardia

(Agli amici perduti e a quelli rimasti)

Proprio tra i cocci che misi sul tetto

una rondine pigra si venne a posare.

Tra i vetri rotti la vidi una volta

volare: lo dissi agli altri che risero forte.


Giù per il vallo i sassi assolati,

i sacchi bucati, svuotati di guerra,

la sabbia per terra a segnare i passi

dell’andirivieni del turno di guardia.


Diverse misure di scarpe alle orme,

sui muri le ombre ad altezze diverse:

potrei riconoscerle tra mille altre macchie –

ma non di sangue, ma non di sangue.


Io mi ricordo le nostre facce

rosse di vino, di sole o vergogna

con una spugna lavammo le spalle

l’uno dell’altro senza parlare.


Quanto è più lungo ora il turno di guardia,

questo sostare nello stare senza.

Tu fosti il primo a cui chiusero gli occhi.


Ingannammo la notte col sogno e la veglia

Ma non abbastanza, non abbastanza.