Giorno: 16 luglio 2010

Si erano persi i tempi – Maria Grazia Galatà

si erano persi i tempi

di coagulazione acquisiti

al paradosso sincronico

biévochi

colorando miraggi

e notti supine

nel frattempo

eh no

eh no

eh no

sul riepilogo

go

go

go

go

alquanto tonante

                                               Maria Grazia Galatà  2010-

Cinque Poesie di Wallace Stevens | Daniele Gennaro

La casa era tranquilla ed il mondo calmo

La casa era tranquilla ed il mondo calmo
Il lettore diventava il libro; la notte estiva

Era come la consapevole essenza del libro.
La casa era tranquilla ed il mondo calmo.

Le parole parlavano come se non fosse libro,
Benché il lettore piegato sulla pagina

Volesse diventare lo studioso
Per cui il libro è verità, per cui

La notte estiva è perfezione di pensiero.
La casa era tranquilla perché così era giusto.

La casa era parte del significato, parte dell’anima:
Acme di perfezione per la pagina.

Ed il mondo era calmo.La verità in una parola,
Dove non c’è altro senso, lui stesso

E’ calmo, è estate e notte, lui è
Il lettore che si attarda lassù chino leggendo.

The house was quiet and the world was calm.
The reader became the book; and summer night

Was like the conscious being of the book.
The house was quiet and the world was calm.

The words were spoken as if there was no book,
Except that the reader leaned above the page,

Wanted to lean, wanted much to be
The scholar to whom his book is true, to whom

The summer night is like a perfection of thought.
The house was quiet because it had to be.

The quiet was part of the meaning, part of the mind:
The access of perfection to the page.

And the world was calm. The truth in a calm world,
In which there is no other meaning, itself

Is calm, itself is summer and night, itself
Is the reader leaning late and reading there.

*

The snow man – Wallace Stevens

Si deve avere una mente invernale
Per guardare bene questo gelo e i rami
Dei pini incrostati dalla neve;

E avere avuto tanto freddo sì
Per guardare i ginepri ghiacciati,
I grezzi abeti nel brillante passato

Del sole di Gennaio; e non pensare
Ad alcun patimento nel piangere del vento,
O nel canto delle poche foglie,

Che è il suono della terra
Gonfia dello stesso vento che fischia
Sempre sullo stesso posto nudo

Per chi ascolta, chi ascolta nella neve,
E niente in sè proprio, contempla
Là quel niente che è e che non è.

One must have a mind of winter
To regard the frost and the boughs
Of the pine-trees crusted with snow;

And have been cold a long time
To behold the junipers shagged with ice,
The spruces rough in the distant glitter

Of the January sun; and not to think
Of any misery in the sound of the wind,
In the sound of a few leaves,

Which is the sound of the land
Full of the same wind
That is blowing in the same bare place

For the listener, who listens in the snow,
And, nothing himself, beholds
Nothing that is not there and the nothing that is.

*

(altro…)

Francesca Ruth Brandes – poesie

Propongo in lettura alcuni testi di Francesca Ruth Brandes (editi e inediti), l’ho sentita leggere due volte quest’anno, una a venezia in maggio e una a mestre l’altra sera, per il poetry slam. Entrambe le volte sono rimasto molto colpito, come sempre mi accade quando incontro la capacità di far sentire le grida parlando a voce bassa, quando riconosco la classe. buona lettura.

gianni montieri

(da Canto a più grida, Centro Internazionale della Grafica di Venezia, 2005)

 

Epilogo

Non torneranno

noi

lo sappiamo bene.

 .

quelli paralizzati

ai posti di blocco

quelli scappati

senza

giri di parole

quelli che

non brillano neppure

in cielo

nell’esplodere.

 .

Noi lo sappiamo

ma

nostro 

è il seme

nostro il grido

nostra

infine

la scelta. 

 

****************

.

Edith

Tu dici

che è meglio

addormentarsi

senza sogni,

accettare il mondo

diurno

e del resto zittirsi.

.

Ti fanno visita

ogni notte.

 *********************

  (altro…)