Giorno: 14 luglio 2010

Poetarum Silva – Corpi a confronto


Libreria Interno 3 – Arti e Pensieri

Ateliers Via dei Due Gobbi 3 – Reggio Emilia

Sabato 24 Luglio

(dalle 21.00 alle 24.00)

POETARUM SILVA

(corpi a confronto)

READING LETTERARIO MULTIMEDIALE

a cura di Enzo Campi

con

Mariangela Guatteri, Arturo Moll, Mirella Gazzotti,

Silvia Molesini, Elena Lusvardi, Giovanni Campi,

Natàlia Castaldi, Antonella Taravella, Silvia Rosa,

Pierluigi Tedeschi, Federica Gramiccia, Anna Maria Meliga,

Stefania Crozzoletti, Enzo Campi,

Programma della serata

READING

Di sole voci (Silvia Rosa) – Ed. LietoColle

Ipotesi Corpo (Enzo Campi) – Ed. Smasher

Poetarum Silva (AAVV) – Ed. Samiszdat

Vertigini scomposte (Antonella Taravella) – Ed. Smasher

Prima vita (Stefania Crozzoletti) – Fara Editore

ANTEPRIME INEDITI

Due Dimensioni (Mariangela Guatteri)

La distruzione della morte affrescata (Silvia Molesini)

PROIEZIONI VIDEO

Simpliciter & Complicatibus ne La burla del tempo

di Giovanni Campi, interpretato da Nevio Gambula e animato da Orsola Puecher

Ipotesi Corpo

di Enzo Campi, con Mariaestella Coli, Chiara Puglisi, Antonio Iorio

PERFORMANCE

Grevelieve

di e con Pierluigi Tedeschi, e con Lucia Bonacini, Luca Censi

I Cantastorie

di e con Mirella Gazzotti, Anna Maria Meliga

INSTALLAZIONI

Il profilo delle parole (Pierluigi Tedeschi)

Gesti d’aria e incombenze di luce (Enzo Campi)

NEL BUIO CHE FONDE

Sono entrato nei boschi delle tue parole
c’era una timida brezza
mescolata a raffiche di cose da dire.
Ho scostato i licheni dei sorrisi quotidiani
e ho scorto le ferite chiuse e quelle aperte.
Le ho accarezzate tutte
sapendo che non hanno colpe
e quanta bellezza può nascere
a volte dal dolore.
Mi sono arrampicato sul pendio delle tue braccia
e ho spiato nei tuoi occhi le cose di ogni giorno
fra i capelli il passato e i pensieri più profondi.
Mi sono raggomitolato lì sulle tue spalle:
ero a casa in un luogo sconosciuto.
Il buio poi ci ha fuso insieme
a tutto quello che c’era attorno.

Renzo Montagnoli – poesie inedite (post di natàlia castaldi)

Riflesso in una vetrina

Che c’è nel mio sguardo assorto
specchiato in una lastra di vetro?
Scorrono rapide figure dietro me
passanti frettolosi che m’ignorano.
Sono lì davanti alla vetrina
volevo vedere un po’ di cianfrusaglie
oggetti da niente per un regalo da nulla
un tributo al consumo senza valore
e invece guardo una fronte stempiata
occhi stanchi che ancor s’interrogano
senza mai aver risposta
se mi chiedo chi mai sono,
se ricerco un’identità forse nascosta.
L’accenno di un sorriso
ma il viso ormai è un ghigno
una smorfia di stupore
non conosco quell’immagine
non son io mi ripeto
e con dolore m’allontano
lascio fra la roba del negozio
il riflesso di me stesso
volgo invano gli occhi al cielo
cerco un’inutile pietà
ma io son io
sono quello.

*

Il resto è solo silenzio

Mute distese di verde sferzate dal vento
percorse da lunghe linee bianche
lontano è il rumore del mare
un rombo aspro, quasi rauco
che si spezza contro l’alta costa.
Sembrano soldati impettiti
fermi in eterno sull’attenti
cippi marmorei, un nome e due date
tutto quel che resta di un uomo.
Scende una pioggia fine
da questo cielo spesso imbronciato
lacrime di madri e spose lontane
mesti ricordi che il tempo smorza
fra echi di nuove battaglie
pianti rinnovati
altre distese crocefisse a sogni
che mai prenderanno il volo.
Soffia forte il vento
brontola il mare
tutto il resto è solo silenzio.

*

Ai caduti di tutte le guerre

*

Fra mare e cielo

Mugghia forte oggi il mare
sospinto dal vento freddo
che scende dal lontano nord.
Le onde corrono impazzite
si urtano si superano
s’infrangono sulla scogliera.
Corre lo sguardo là dove
mare e cielo sono tutt’uno
un’incerta linea grigia
un confine senza sbarre
dove l’uno affonda nell’altro.
Nelle notti di luna
lì s’affollano vele
barche partite e mai tornate
ora sospese fra cielo e mare.
S’affannano invano i vogatori
ma i remi non calano nell’acqua
annaspano invano senza più
trovare la via di casa.
S’odono allora brusii sommessi
un coro a bocche chiuse
di chi non può più raccontare.
Sulla spiaggia s’alzano i richiami
di donne desolate di spose sconsolate
di madri addolorate.
Gridano i nomi che si perdono
nel fragore del mare.
E’ un amore disperato
che lanciato sull’onda
lesto torna alla riva
e s’aggrappa a capelli
mossi dal vento
a piedi intirizziti
affondati nella rena
a cuori sfiniti
che battono solo di speranza.

*

(altro…)

Ritardi – inedito

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Le cose da dire

davanti a treni in partenza

quando la folla sui i binari

l’imbarazzo di un saluto

rendono  le mezze frasi

più facili da sopportare

quando l’annuncio di un ritardo

copre le voci e la fretta

evita lo scandaglio di uno sguardo

e allora baci, saluti

“ti metto su la borsa”

“chiama quando arrivi”

“a presto”

e correre via alla metro

riservare tutto a un altro tempo

che non verrà.

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@ gianni montieri