è una vertigine il sublime

oliviero toscani

una questione contraffatta

il rovescio di questa medaglia

da vivere  è  il refluo     scorrere di acque luride

in cui   non  il cielo rovescia l’iniquo

ma l’uomo nascosto   il veleno taciuto    praticato

e diretto  nella vena  dall’ago nella bussola di  terra  malata

che   immargina il cuore di falsi primati.

Nell’ombra     sgolano la vita

l’imbroglio lo scandalo lo scasso

di tutto ciò che a stento s’era (s)vegliato nel corpo pensante

pesante di affanni e morte premuta contro i randagi

oltre i cancelli dei lager contro il bastone a cui si appoggia

da sempre il piede zoppo del potere     i claudicanti suoi seguaci

membri di congreghe di un  pensiero abietto che ancora esercita

la sua prostituzione ovunque  scambiando i dementi  per maestri.

Si rovesciano nella notte

le interiora  della vita senza farne mistero

l’oracolo  non ha  altre parole  che    lance

da conficcare nella carne vacua

mentre nel vuoto devastazione  resta nei corpi

deviati dal reato

i sassi acuminati e taglienti

con cui   imbavagliata

derubata spartita strozzata la parola vera

squartata non suona  che   eco

di un silenzio   ridotto in parti    da una sola smaniosa volontà

che strappa profondissima  la carne di ciascuno

taglia e ricuce a caso i pezzi

finché un risveglio non  ci precipiti ancora una volta in basso

in un totale rovescio di questo precipizio antico.

.

f.f.- dentro la vertigine- inedito 2010

15 comments

  1. per quanto ancora esisteranno qeste lavagnette accese? Fino a quando ci sarà la possibilità di passare tra le trame della rete? Già ci sono i de-filati, resistono i defilè di moda e mode.Il resto nella fossa.f

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  2. sono già di fatto convinti di avere la chiave per chiudere tutto; tutte le bocche, tutti i pensieri li hanno già gettati nel caldaio dei senza lavoro,che diventeranno dei senza casa e poi…insomma la miseria è qui,miseria umana.

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  3. … scambiando i dementi per maestri… allora bisogna dare la sveglia, prima di quel “risveglio”. E’ anche il nostro compito, il compito del poeta che, in quanto tale, “(…)assume su di sé i mali del mondo(…)”
    Bella, sì.

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  4. un testo come questo può essere un segno di risveglio
    occorre poi praticare nei fatti, dare sostanza alla parola poichè la “miseria” riguarda tutti, nessuno escluso

    un inedito “evidente”, grazie
    Elina

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  5. pensavo a degli amici che hanno qualche albero di arance sul golfo di Castellammare, non le coltivano per la produzione, ma solo per sé.Sono certa, conoscendo il loro cuore, che non esiterebbero a inviarne se fossi sotto chiave e,a Lucy,pestifera quanto me, avevo promesso di condividerle, se ci mandano alle Tremiti, che per noi riaprinanno per uno scopo diverso da quello turistico. f

    ci vieni anche tu,Nat,in fondo potrebbe essere un bel modo per iniziare un’altra attività,no?

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