ALBERT EINSTEIN, HANNAH ARENDT, JEAN-MOISE BRAITBERG

Albert Einstein e Hanna Arendt

Una critica a Begin ed altri fondatori di Israele -tutti membri di organizzazioni come Haganà e Irgun, che oggi verrebbero definite terroriste- in cui li si accusava di “fascismo e colonialismo”. Era il 1948 a New York, tra i firmatari vi era Albert Einstein.

ALL’ EDITORE DEL NEW YORK TIMES:

Fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nella organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti Nazista e Fascista.

E’ stato fondato fuori dall’assemblea e come evoluzione del precedente Irgun Zvai Leumi, una organizzazione terroristica, sciovinista, di destra della Palestina.

L’odierna visita di Menachem Begin, capo del partito, negli USA è stata fatta con il calcolo di dare l’impressione che l’America sostenga il partito nelle prossime elezioni israeliane, e per cementare i legami politici con elementi sionisti conservativi americani.

Parecchi americani con una reputazione nazionale hanno inviato il loro saluto. E’ inconcepibile che coloro che si oppongono al fascismo nel mondo, a meno che non siano stati opportunamente informati sulle azioni effettuate e sui progetti del Sig. Begin, possano aver aggiunto il proprio nome per sostenere il movimento da lui rappresentato.

Prima che si arrechi un danno irreparabile attraverso contributi finanziari, manifestazioni pubbliche a favore di Begin, e alla creazione di una immagine di sostegno americano ad elementi fascisti in Israele, il pubblico americano deve essere informato delle azioni e degli obiettivi del Sig. Begin e del suo movimento.

Le confessioni pubbliche del sig. Begin non sono utili per capire il suo vero carattere. Oggi parla di libertà, democrazia e anti-imperialismo, mentre fino ad ora ha apertamente predicato la dottrina dello stato Fascista.

E’ nelle sue azioni che il partito terrorista tradisce il suo reale carattere, dalle sue azioni passate noi possiamo giudicare ciò che farà nel futuro.

Attacco a un villaggio arabo

Un esempio scioccante è stato il loro comportamento nel villaggio Arabo di Deir Yassin. Questo villaggio, fuori dalle strade di comunicazione e circondato da terre appartenenti agli Ebrei, non aveva preso parte alla guerra, anzi aveva allontanato bande di arabi che lo volevano utilizzare come una loro base. Il 9 Aprile, bande di terroristi attaccarono questo pacifico villaggio, che non era un obiettivo militare, uccidendo la maggior parte dei suoi abitanti (240 tra uomini, donne e bambini) e trasportando alcuni di loro come trofei vivi in una parata per le strade di Gerusalemme.

La maggior parte della comunità ebraica rimase terrificata dal gesto e l’Agenzia Ebraica mandò le proprie scuse al Re Abdullah della Trans-Giordania. Ma i terroristi, invece di vergognarsi del loro atto, si vantarono del massacro, lo pubblicizzarono e invitarono tutti i corrispondenti stranieri presenti nel paese a vedere i mucchi di cadaveri e la totale devastazione a Deir Yassin.

L’accaduto di Deir Yassin esemplifica il carattere e le azioni del Partito della Libertà. All’interno della comunità ebraica hanno predicato un misto di ultranazionalismo, misticismo religioso e superiorità razziale.

Come altri partiti fascisti sono stati impiegati per interrompere gli scioperi e per la distruzione delle unioni sindacali libere. Al loro posto hanno proposto unioni corporative sul modello fascista italiano.

Durante gli ultimi anni di sporadica violenza anti-britannica, i gruppi IZL e Stern inaugurarono un regno di terrore sulla Comunità Ebraica della Palestina. Gli insegnanti che parlavano male di loro venivano aggrediti, gli adulti che non permettavano ai figli di incontrarsi con loro venivano colpiti in vario modo.

Con metodi da gangster, pestaggi, distruzione di vetrine, furti su larga scala, i terroristi hanno intimorito la popolazione e riscosso un pesante tributo. La gente del Partito della libertà non ha avuto nessun ruolo nelle conquiste costruttive ottenute in Palestina.

Non hanno reclamato la terra, non hanno costruito insediamenti, ma solo diminuito la attività di difesa degli Ebrei. I loro sforzi verso l’immigrazione erano tanto pubblicizzati quanto di poco peso e impegnati principalmente nel trasporto dei loro compatrioti fascisti.

Le discrepanze

La discrepanza tra le sfacciate affermazioni fatte ora da Begin e il suo partito, e il loro curruculum di azioni svolte nel passato in Palestina non portano il segno di alcun partito politico ordinario. Ciò è, semza ombra di errore, il marchio di un partito Fascista per il quale il terrorismo (contro gli Ebrei, gli Arabi e gli Inglesi) e le false dichiarazioni sono i mezzi e uno stato leader è l’obbiettivo.

Alla luce delle soprascritte considerazioni, è imperativo che la verità su Begin e il suo movimento sia resa nota a questo paese.

E’ maggiormente tragico che i più alti comandi del Sionismo Americano si siano rifiutati di condurre una campagna contro le attività di Begin, o addirittura di svelare ai suoi membri i pericoli che deriveranno a Israele sostenendo Begin.

I sottoscritti infine usano questi mezzi per presentare pubblicamente alcuni fatti salienti che riguardano Begin e il suo partito, e per sollecitare tutti gli sforzi possibili per non sostenere quest’ultima manifestazione di fascismo.

(firmato)

ISIDORE ABRAMOWITZ,
HANNAH ARENDT,
ABRAHAM BRICK,
RABBI JESSURUN CARDOZO,
ALBERT EINSTEIN,
HERMAN EISEN,
M.D., HAYIM FINEMAN, M. GALLEN, M.D., H.H. HARRIS, ZELIG S. HARRIS, SIDNEY HOOK, FRED KARUSH, BRURIA KAUFMAN, IRMA L. LINDHEIM, NACHMAN MAISEL, SEYMOUR MELMAN, MYER D. MENDELSON, M.D., HARRY M. OSLINSKY, SAMUEL PITLICK, FRITZ ROHRLICH, LOUIS P. ROCKER, RUTH SAGIS, ITZHAK SANKOWSKY, I.J. SHOENBERG, SAMUEL SHUMAN, M. SINGER, IRMA WOLFE, STEFAN WOLFE

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Cancellate il nome di mio nonno a Yad Vashem
Jean-Moïse Braitberg LE MONDE | 28.01.09
Jean-Moïse Braitberg è uno scrittore.
Signor Presidente dello Stato d’Israele,
le scrivo affinché intervenga presso chi ne ha competenza affinché si tolga dal Memoriale di Yad Vashem, dedicato alla memoria delle vittime ebree del nazismo, il nome di mio nonno, Moshe Brajtberg, gasato a Treblinka nel 1943, come quelli degli altri membri della mia famiglia morti in deportazione in diversi campi nazisti durante la seconda guerra mondiale. Le chiedo di acconsentire alla mia richiesta, signor presidente, perché quel che è accaduto a Gaza, e più in generale, la sorte imposta al popolo arabo di Palestina da 60 anni, squalifica ai miei occhi Israele come centro della memoria del male fatto agli ebrei, e quindi a tutta l’umanità.
Veda, sin dall’infanzia ho vissuto nell’ambiente dei sopravvissuti dai campi della morte. Ho visto i numeri tatuati sulle braccia, ho sentito il racconto delle torture; ho conosciuto lutti impossibili e ho condiviso i loro incubi.
Bisognava, mi hanno insegnato, che questi crimini non accadano più; che mai più un uomo, per la sua appartenenza ad un’etnia o ad una religione disprezzi un altro, lo schernisca nei suoi diritti più elementari che sono una vita degna nella sicurezza, l’assenza di ostacoli e la luce, per quanto sia lontana, di un avvenire di serenità e prosperità.
Ora, signor presidente, io osservo che malgrado molteplici decine di risoluzioni adottate dalla comunità internazionale, malgrado l’evidenza lampante dell’ingiustizia inferta al popolo palestinese dal 1948, malgrado le speranze nate a Oslo e malgrado il riconoscimento del diritto degli ebrei israeliani a vivere in pace e sicurezza, più volte riaffermati dall’Autorità palestinese, le uniche risposte dei governi che si sono succeduti nel suo paese sono state la violenza, il sangue versato, la chiusura, i controlli incessanti, la colonizzazione, le spogliazioni.
Lei mi dirà, signor presidente, che è legittimo, per il suo paese, difendersi contro chi lancia razzi su Israele, o contro i kamikaze che portano via con loro numerose vite israeliane innocenti. A questo io le risponderò che il mio senso umanitario non varia a secondo della cittadinanza delle vittime.
Invece, signor presidente, lei dirige i destini di un paese che pretende, non solo di rappresentare tutti gli ebrei, ma anche la memoria di coloro che furono vittime del nazismo. E’ questo che mi riguarda e mi è insopportabile. Conservando nel Memoriale di Yad Vashem, nel cuore dello Stato ebraico, il nome dei miei cari, il suo Stato tiene prigioniera la mia memoria familiare dietro il filo spinato del sionismo per renderlo ostaggio di una sedicente autorità morale che commette ogni giorno un abominio che è la negazione della giustizia.
Allora, la prego, tolga il nome di mio nonno dal santuario dedicato alla crudeltà fatta agli ebrei affinché non giustifichi più quella fatta ai Palestinesi.
Voglia gradire, signor presidente, l’assicurazione della mia rispettosa considerazione.
Jean-Moïse Braitberg

http://www.lemonde.fr/sujet/06d9/jean-moise-braitberg.html

10 comments

  1. “…mi hanno insegnato, che questi crimini non accadano più; che mai più un uomo, per la sua appartenenza ad un’etnia o ad una religione disprezzi un altro, lo schernisca nei suoi diritti più elementari …”
    Ecco a questo anche io sono stata abituata, in questo sono cresciuta e cerco di continuare a vivere.Il resto di ogni teoria è rea di errori tremendi.Parlasse di meno l’uomo e lavorasse a togliere gli ostacoli che lo danneggiano poiché il suo corpo comprende il corpo e la vita di ogni altro senza che nessuno sia primo e prima o dopo di ciascuno. f

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  2. anche noi dobbiamo contribuire affinché non sia il profitto l’ago che decide sulla bi-lancia chi ammazzare per primo a suo vantaggio, ovvero a vantaggio di chi questo modo di pensare e agire vorrebbe inoculare in tutti rimanendo in un’ombra che lo salvaguardi da ogni possibile minaccia si inneschi da questo modo di fare. Arriva il giorno che non si riesce più a sopportare, la storia lo testimonia e quella è l’ora della disfatta. f

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  3. ad ascoltare questo servizio, si aggroviglia la mente.Si sta facendo sottigliezza sull’uso di armi che porducono morti, sia che siano civili sia che siano militari. Non ha importanza dove e come ciò che ha importanza è ancora oggi la nostra sia una società INCIVILE che usa i MEZZI DEI TROGLODI, ASSALE UCCIDE PER AVERE IL DOMINIO.Questa è assoluta inciviltà, niente a che fare con il porgresso, questo è vile mercanteggiare con le vite altrui tenendo le proprie terga, mi riferisco a chi ordina simili atti, al sicuro di troni che hanno fetore di carogna.Finché ci saranno queste teorie OMICIDE il mondo non potrà che deteriorarsi sempre più ed è bene che scompaia questa feroce bestia detta civiltà del 21° secolo.

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    1. dall’altra parte, cioè dalla fonte da cui queste armi vengono largamente fornite, c’è un’altra guerra e anche questa ha i suoi lati in ombra. Basta guardare questo video, riportato in un blog di cui lascio il link (http://therealbarackobama.wordpress.com/)

      Di casa in casa la guerra uccide il pensiero, il libero arbitro che in ciascuno osserva e sa decidere cosa sia il meglio, sia che si tratti di meglio commerciale sia che si tratti di meglio umano.

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  4. Cara Fernanda, il profitto è la legge del capitalismo, ed ha bisogno di una società divisa in classi, di ricchissimi, di poverissimi e di sfruttati. Non si può ridiventare esseri umani, avere di nuovo cura degli altri, di noi stessi e del pianeta fin quando il potere del capitale dominerà il mondo. Sarebbe una contraddizione in termini. Non è questione di “natura umana”, è il “sistema”…
    Quei servizi sulle armi usate contro i civili a Gaza di PRESA DIRETTA, io li ho pubblicati da me molto prima, proprio mentre la guerra accadeva, a partire da un tragico capodanno 2008-2009. Ed anche ultimamente, qualche giorno fa, ho pubblicato immagini crudissime sugli effetti di questi armamenti sui bambini… ma se non sei “forte” è meglio che quelle foto sul mio blog non le guardi… Su Obama che serve i soliti poteri dele multinazionali e sui fascisti israeliani, che si permettono anche di essere ironici su una strage di civili inermi, cos’altro dire? Quando hai detto “nazi-fascisti”, hai detto tutto. Ma non sono tutti così, in Israele c’è una minoranza civile che si oppone, ma con pochi mezzi. Troverai da me informazioni anche su questi, spesso incarcerati, basta scorrere indietro le pagine del mio blog, con un po’ di pazienza. Faccio questo lavoro serale di controinformazione, cerco leggo seleziono e pubblico per chi è interessato. Secondo il mio punto di vista, ovviamente, dalla parte dei deboli. La manipolazione uccide il pensiero, il territorio più importante da conquistare è quello dell’informazione. Ed è anche la prova che hanno paura dell’opinione pubblica mondiale, NOI POSSIAMO INCIDERE SULLA REALTA’, altrimenti perché si affannerebbero a costruire menzogne spendendo miliardi di dollari per manipolare l’informazione mondiale? Perché se la gente sapesse si mobiliterebbe. Per questo faccio quello che faccio, e mi aggrappo alla mia goccia nel mare, ed anche ad altro…
    Un abbraccio

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