Giorno: 31 Mag 2010

Luca Denti – Amore interrotto (poesie per tanti)

Sarebbe troppo facile dire “poesie dal carcere” decidendo di scrivere del libro di Luca Denti : Amore interrotto (poesie per tanti). Sarebbe comodo,  perché le poesie di Luca nascono dai laboratori di poesia tenuti da Maddalena Capalbi e  Anna Maria Carpi,  per Lietocolle,  nel carcere di Bollate (di questo parlerò meglio un’altra volta quando uscirà l’antologia di poesia del laboratorio), sarebbe comodo ma riduttivo. Una delle chiavi di lettura della scrittura di Luca Denti (almeno per me) sta in quel sottotitolo tra parentesi “poesie per tanti”. Perché è così. Nel dolore, nel distacco, nella voglia di libertà, desiderio di vivere una vita normale, stare con la donna amata, c’è tutto quello che sentiamo o che abbiamo sentito almeno una volta. Luca scrive in maniera semplice ma non scontata, lirica ma diretta. Ci sono alcune poesie nel libro, forse, ancora acerbe  ma molte veramente riuscite, belle. Le parole svolgono la loro funzione e, per fortuna, toccano.

Quello che dico spesso quando parlo di poesia è che questa “c’è” quando ci giunge a prescindere dalla storia dell’autore , da dove venga, cosa faccia, perché scriva in questa o altra maniera. Questo ho pensato quando ho letto le poesie di Denti. Ne sono ancora più convinto ora, dopo aver fatto la sua conoscenza e averlo sentito leggere le sue poesie. Luca è convinto di quel che scrive, ne va fiero, sta dentro le sue parole. Non è uno scrivano improvvisato, è un poeta. Quella sera alla “libreria del mondo offeso” è stata fatta una domanda a Luca e, successivamente a me, e cioè: “se la scrittura possa essere una via di fuga.”

Luca ha risposto più o meno così: ” Una via di fuga ma incontro con se stesso, quindi una falsa fuga se rapportata al dialogo interiore. Valida fuga invece per lo straniamento che ne può derivare.”  Io, sinceramente, non lo credo, almeno non penso sia solo questo. Penso che  scrivere sia una maniera di stare al mondo. Mi piace pensare che anche per Luca Denti possa essere così.

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Alla morte si darà il benvenuto

addosso ad un’umana religiosità zoppicante

C’è un monte dove accanto al cielo

sembra fioriscano tulipani.

Con color d’aurea come

fossero già essenza. Monaci

a contemplare in silenzio, i sogni, le follie

l’innocenza dei dormienti.

E sembrano vivere senza respirare

immobili nel tempo, senza scarpe

posizioni yoga, col capo rasato, da nazi-skin

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Nei vacui sguardi reclamizzati

di gioventù in pillole,

farmacie di parole e psicologie

per ferite razionali

di questa prole targata

educata in serie e ridotta

a funzione numerica,

per la troppo agognata vita eterna.

Quale Dio l’ha voluto?

La religione politicamente corretta

si misura a giorni alterni

in polveri sottili

da consumare a piccole dosi…

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QUELLA ROSA ORMAI COLTA

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Cosa ne sa la farfalla

del nascere del sole?

Sottrai gli errori dalle colpe,

le testate contro il muro

il sangue dal naso.

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La delicatezza punge

sulla punta delle dita,

appassisce la rosa (la voglia)

fra le mani; e goccia…

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Lascerò ai tuoi occhi

il bianco e nero delle intenzioni

dove il foglio, anche se lo giri

non ha più spazi.

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ADESSO

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Ricordo il futuro

quando bussò  alla mia mente

fiero, esigente

come Casanova,

ma la radice quadrata

del mio essere uomo

concepisce soltanto morire di sete

quel mezzo litro d’anima

che mi è rimasto.

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@Luca Denti – Amore interrotto (poesie per tanti) – Lietocolle 2008