Donatella Prosperi – poesie inedite

Nuova proposta inedita: Donatella Prosperi, triestina, è una delle giovani poetesse di cui ho più stima. Scrittura limpida, cristallina. Molto ricercata ma allo stesso tempo diretta e coinvolgente.

Noterete leggendo, una grande cura nella scrittura. Una mano notevole.

Mi piacerebbe sentire la vostra opinone. Anche per Donatella, come per altre precedenti proposte, qui si tratta di inediti. C’è tantissima buona poesia non pubblicata e chi meglio di noi può saperlo?

Nelle prossime settimane continuerò il mio rastellamento sperando di continuare a farvi leggere belle cose. Buona lettura

Giro di chiglia

Respira assorto un cratere in lontananza
– il corno scuro di cetaceo immerso
nell’intelaiatura di gabbiani –

e dalla rocca l’elléboro e l’assenzio
speziano lo stendersi del porto
assolato, come le nostre reti
senza intreccio.

Noi pescatori che curiamo il rosso
quali capelli umidi al risveglio
tendiamo sguardi
oltrepassando i faraglioni
e un’aderenza agli angoli più aperti
ci reca l’umiltà, se nobile è colui
che porta un nome

battezziamo ogni scheggia
affiorante, ogni brezza incline
a solcare i templi
di sedimenti a bordomare

mentre l’immaginario candido
si avvia alle braci
all’intima speranza del cadere.

***

Di pura memoria

Tutto questo cuore
che si accorge di sé soltanto al buio
e si raccoglie come una chiocciola
al primo giungere di mani

non ha altra voce che lo porti
nessuna forza a sostenerlo
oltre all’impercettibile rollìo
dei gambi d’erba, piegati
a rivelare il vento

e a quel segreto senza alcun ricordo
dove la roccia fende la radice.

Un alfabeto sei di pura memoria
tu che incammini il tempo
a spargere tracce
mentre ogni cosa è in questo andare
fragile, aghiforme quasi

come fra spruzzi di rovi
gli orli dei sentieri a mare.

***

Passaggio a Tindari

Sradicarsi, dicevi, per-mutare
sconfinare oltre il corpo generando
nuove partiture
agli inviti dell’albero volante
e incuranti delle regole dei gravi
assentarsi da terra
ad ogni salto scuotendo
l’ombra che non tocca
il tamburo caduto nella bocca
(mentre ciò che si contiene
moltiplica la forza dei frangenti)

poi comodamente discorrere di Jung
dalla sincronicità fino all’ipnosi
commentare esperimenti di telecinesi
davanti a un buon rosso d’annata

ma quanto sia stato violato
un singolo ulivo sulla piana di Tindari
mentre l’asino bardato per le voglie
dei bambini ripete i suoi cerchi
non ci è dato sapere

se tutte le preghiere piovono
sulla Madonna di sabbia.

****

Chiasmo
(l’unione nello scambio)

A volte un accesso di sguardo – quasi raptus-
trova una sella, una cintura
di collo raso, un piatto
di scurame abbandonato
da spartire
nel cammino del ritorno a casa,
quando le unghie dormono nei letti
ed ogni gesto nutre, non divora
la coda sempreverde del nondetto

(impareremo dalle balze dei gigli
la tiepida ferita del fiorire?)

sia resa la parola
grazia effusa senza impronta di mano
possa varcare senza oltraggio
il cerchio delle pietre
apertamente offrire in dono
ed in perdono
a un tempo che non occorre né segue
il nido d’ogni guarigione

ecco l’incognita
avvenire
senza termini a darle labbra.

***

@poesie inedite di donatella prosperi

6 comments

  1. “passaggio a Tindari”, … che sorpresa trovare i miei luoghi tra le righe di una poetessa triestina!

    (impareremo dalle balze dei gigli
    la tiepida ferita del fiorire?)

    Donatella, se la impareremo per porvi rimedio non lo so, ma quella ferita la conosciamo e la intuiamo per tradurla in versi, così come fai tu.. e forse è questo il segreto, conoscere la ferita della fioritura, ma sapere di non poterla né volerla realmente evitare, perché è vita.

    Sei una promessa che lascia intuire buona fioritura.

    Mi piace

  2. Uno stile pulito, pacato, autorevole. Un vocabolario alto e molto attento alla sonorità, alla metrica delle accentazioni, alla fonetica del discorso, all’evocazione attraverso il suono degli elementi del verso.
    Una sensazione di apertura spaziale che da respiro ed anche lo toglie.
    Ma quei gigli sono mallarmeani?

    L

    Mi piace

  3. vorrei ringraziare Gianni per la scoperta di questo “chiaro”. E poi grazie dei commenti incoraggianti a tutti voi.
    I gigli e la ferita, sì, per memoria personale prima che letteraria, hanno attinenza con i singhiozzi e il sorriso, e soprattutto con il nonostante che li attraversa.

    che bello, qui.
    Donatella

    Mi piace

  4. amo moltissimo la scrittura di Donatella per la cura e l’orecchio naturale al verso.
    Ha un pezzo bellissimo “Concept” (qui c’è solo una poesia, l’ultima) che schiude ad infiniti sensi, un lavoro, credo, sofferto ma profondissimo e capillare.

    “Di pura memoria” resta il mio preferito ;-)

    che bello vederti qui…

    Mi piace

I commenti sono chiusi.