Giorno: 18 aprile 2010

Palazzo Fortuny – Venezia (tre mostre)

Qualche giorno fa mi sono imbattuto, cosa che capita assai di rado, in una meraviglia. Il museo Fortuny, a Venezia. Uno dei più bei posti che io abbia mai visto. Situato nel sestiere di San Marco, il Fortuny fa parte della rete dei Musei Civici di Venezia. Uno dei meno noti alle masse. Comunque escluso dai circuiti  turistici standard. Il palazzo fu acquistato da Mariano Fortuny per farne la propria dimora e atelier di fotografia, scenografia e scenotecnica, creazione di tessili, pittura; di tutto ciò ancora conserva ambienti e strutture, tappezzerie, collezioni: dalla raccolta dei dipinti, ai preziosi tessuti che rivestono interamente le pareti, alle celebri lampade, tutto testimonia la geniale ispirazione dell’artista, il suo eclettico lavoro – tra sperimentazione, innovazione, qualità altissima di risultato – la sua presenza sulla scena intellettuale e artistica a cavallo tra ‘800 e ‘900. Il palazzo fu donato al Comune da Henriette, vedova di Mariano, nel 1956.

(I cenni storici, in corsivo, sono tratti dal sito dei musei civici veneziani).

Mariano Fortuny ha creato abiti per Gabriele D’annunzio, Marcel Proust, Peggy Guggheneim, Eleonora Duse, giusto per citarne qualcuno. No, Madonna, no, non mi pare. Proprio Eleonora Duse ha voluto che la vestissero per l’ultimo viaggio con un abito di Fortuny. (altro…)

N a i l s

Riga il muscolo, questa notte vergognosa
la pietra s’innesta nel chiodo rosso, intriso
canta la vena, ingrossata, poi  dalla parola
il lutto si tinge e diventa inabitato, povero
sentendo il dorso sonnolento, sulle labbra
gelide di non credo, quando a mani tese
prendo il legno e i suoi dolori, tesi
e batto con il credo di un suono rossastro
i pensieri in fila, come chiodi infermi

© photos by Sebastiano Adernò